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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

In Italya siamo liberi:
possiamo sputarci addosso, ma non possiamo criticare Israele


22.01.09 - ‘Azzo”, direbbe un Toscano, aspirando la “C”. E che altro possiamo offrire ai tanti, tantissimi “giudeoamericani” residenti sul suolo italico? Con una consolazione: in Italya abbiamo tanti “porci” da metterci su un fiorente commercio.

E perdonate se la lettura del “Corriere” suscita in me un senso di ripulsa e di vomito. Tanto per dire, si dice, si afferma, si conciona e si predica che “siamo liberi”. E così è fino a quando celebriamo la “liberazione” e diciamo peste e corna del “bieco regime”. Anche sulla “Shoah” abbiamo piena libertà di poesia e prosa, di commedia e di tragedia. Ad un punto tale che, recentemente, Fini, riuniti i suoi correligionari, alzò il ditino accusatore: “Le leggi razziali del 1938 sono un’infamia per il fascismo, per gli Italiani tutti e, gli duole dirlo, per la Chiesa Cattolica”. Insomma: quando c’è da sputarci addosso, ogni argomento è buono. Perfino il “corso serale di studi storici” che Fini ha fatto in Sinagoga.

Poi Santoro dedica una puntata di “ANNOZERO” ai bambini palestinesi uccisi dalle bombe israeliane e succede il finimondo. In tanti criticano Santoro: un coro di grugniti (1). E passi per i grugniti degli Italyoti che, in una simile circostanza, fanno comunella, senza differenza alcuna tra “centrodestra” e “centrosinistra”. Passi perché sono “porci nostrani”. Ma che l’ambasciatore israeliano in Italia scrivesse a Petruccioli (presidente della Rai) anziché a Frattini (ministro degli esteri) è un fatto che dovrebbe destare indignazione e sconcerto. Perché i casi sono due:

1. Il Signor Ambasciatore d’Israele in Italia sconosce la “buona creanza diplomatica”;

2. Il Signor Ambasciatore d’Israele, sapendo che in Italya comandano i “giudeoamericani”, si comporta come se gli Italyani fossimo tutti porci. E si fa “porcaro”.

***

Particolare curioso: nessuno dei porci che protesta contro la “trasmissione faziosa” di Santoro, protesta contro “l’ingerenza dell’ambasciatore d’Israele”. A riprova che noi Italyani non siamo “liberi”, ma “liberati”.

Situazione strana, perfino surreale. Ma il “Corriere” ce ne da una chiara spiegazione: i porci italyoti si sono inventati un nuovo giuoco: “chi è più giudeoamericano?” (2).

Succede, dunque, che Veltroni, ex sindaco di Roma e leader del PD, avendo il Comune di Roma soldi da buttare via, abbia deciso di dar vita ad un “Museo della Shoah”. E che Gianni Alemanno, nuovo sindaco di Roma sotto la tutela di Riccardo pacifici, abbia confermato l’impegno. Poi Alemanno rilasciò una strana dichiarazione, subito rimangiata, sul Fascismo. E Veltroni, per protesta, si era dimesso. Oggi, in presenza delle ritrattazioni di Alemanno, Veltroni conferma che “non si dimetterà dal cda del Museo della Shoah” (2). E questa, per i cittadini romani che pagheranno le spese, è una gran bella notizia.

Conviene, a questo punto, chiedersi: “che cosa è la Shoah”? A mio sommesso parere è una “pagliacciata” che si recita su fatti dolorosi. E che presenta due tempi: nella prima puntata si piange sugli “Ebrei uccisi dai Tedeschi”, nella seconda puntata si grugnisce contro Santoro che “mostra dei bambini palestinesi uccisi dalle bombe israeliane”.
Insomma: la Shoah poteva essere una cosa seria se avesse ammonito tutti a “non uccidere gli inermi”. Purtroppo, in mano ai giudeoamericani, è diventata un’immonda commedia: si piange sugli Ebrei uccisi, ma si ghigna sui Palestinesi uccisi.

Una cosa indecente. Con tanti porci a recitare con voce solenne. E s’illudono di soverchiare la voce dei pochi uomini liberi.
Fino a quando?

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(1) “Noi linciati, Santoro si difende” in “Corriere della Sera” del 22 gennaio 2009, pagina 16;

(2) “Veltroni: non lascio il Museo della Shoah” in “Corriere della Sera” del 22 gennaio 2009, pagina 19.

 
 

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