In
Italya siamo liberi:
possiamo sputarci
addosso, ma non possiamo criticare
Israele
22.01.09 - Azzo,
direbbe un Toscano, aspirando
la C. E
che altro possiamo offrire
ai tanti, tantissimi giudeoamericani residenti sul suolo italico?
Con una consolazione: in
Italya abbiamo tanti porci da metterci su un fiorente
commercio.
E
perdonate se la lettura del Corriere suscita in me un senso di
ripulsa e di vomito. Tanto
per dire, si dice, si afferma,
si conciona e si predica che siamo liberi.
E così è fino
a quando celebriamo la liberazione e diciamo peste e corna del bieco regime.
Anche sulla Shoah
abbiamo piena libertà
di poesia e prosa, di commedia
e di tragedia. Ad un punto
tale che, recentemente, Fini,
riuniti i suoi correligionari,
alzò il ditino accusatore: Le leggi razziali
del 1938 sono uninfamia
per il fascismo, per gli Italiani
tutti e, gli duole dirlo,
per la Chiesa Cattolica.
Insomma: quando cè
da sputarci addosso, ogni
argomento è buono.
Perfino il corso
serale di studi storici che Fini ha fatto in Sinagoga.
Poi
Santoro dedica una puntata
di ANNOZERO ai bambini palestinesi uccisi
dalle bombe israeliane e succede
il finimondo. In tanti criticano
Santoro: un coro di grugniti (1). E passi per i grugniti
degli Italyoti che, in una
simile circostanza, fanno
comunella, senza differenza
alcuna tra centrodestra e centrosinistra.
Passi perché sono porci
nostrani. Ma che
lambasciatore israeliano
in Italia scrivesse a Petruccioli
(presidente della Rai) anziché
a Frattini (ministro degli
esteri) è un fatto
che dovrebbe destare indignazione
e sconcerto. Perché i casi sono due:
1.
Il Signor Ambasciatore dIsraele
in Italia sconosce la buona
creanza diplomatica;
2.
Il Signor Ambasciatore dIsraele,
sapendo che in Italya comandano
i giudeoamericani,
si comporta come se gli Italyani
fossimo tutti porci. E si
fa porcaro.
***
Particolare
curioso: nessuno dei porci
che protesta contro la trasmissione
faziosa di Santoro,
protesta contro lingerenza
dellambasciatore dIsraele.
A riprova che noi Italyani
non siamo liberi,
ma liberati.
Situazione
strana, perfino surreale.
Ma il Corriere ce ne da una chiara spiegazione:
i porci italyoti si sono inventati
un nuovo giuoco: chi è più giudeoamericano? (2).
Succede, dunque, che Veltroni,
ex sindaco di Roma e leader
del PD, avendo il Comune di
Roma soldi da buttare via,
abbia deciso di dar vita ad
un Museo della Shoah.
E che Gianni Alemanno, nuovo
sindaco di Roma sotto la tutela
di Riccardo pacifici, abbia
confermato limpegno.
Poi Alemanno rilasciò una strana dichiarazione,
subito rimangiata, sul Fascismo.
E Veltroni, per protesta,
si era dimesso. Oggi, in presenza
delle ritrattazioni di Alemanno,
Veltroni conferma che non
si dimetterà dal cda
del Museo della Shoah
(2). E questa, per i cittadini
romani che pagheranno le spese,
è una gran bella notizia.
Conviene,
a questo punto, chiedersi: che cosa è la Shoah? A mio
sommesso parere è una pagliacciata che si recita su fatti dolorosi.
E che presenta due tempi:
nella prima puntata si piange
sugli Ebrei uccisi
dai Tedeschi, nella
seconda puntata si grugnisce
contro Santoro che mostra
dei bambini palestinesi uccisi
dalle bombe israeliane.
Insomma: la Shoah poteva essere
una cosa seria se avesse ammonito
tutti a non uccidere
gli inermi. Purtroppo,
in mano ai giudeoamericani,
è diventata unimmonda
commedia: si piange sugli
Ebrei uccisi, ma si ghigna
sui Palestinesi uccisi.
Una
cosa indecente. Con tanti
porci a recitare con voce
solenne. E silludono
di soverchiare la voce dei
pochi uomini liberi.
Fino a quando?
***************
(1) Noi
linciati, Santoro si difende
in Corriere della
Sera del 22 gennaio
2009, pagina 16;
(2)
Veltroni: non
lascio il Museo della Shoah
in Corriere della
Sera del 22 gennaio
2009, pagina 19.