Israele
bombarderà il Vaticano?
24.01.09
- Sempre inaffidabile questa
Santa Romana Chiesa. Nel
corso dei secoli, molti si
sono illusi di cavalcarla
usandola come istrumentum
Regni, ma tutti
sono rimasti delusi. Recentemente
sono i Giudei a lagnarsi della politica pendolare della Chiesa di Roma. E lo
fanno con un misto di pianti,
rampogne ed ululati.
Si,
li hanno chiamato fratelli
maggiori, hanno
chiesto perdono
per i torti fatti in passato;
ma
. Ma quanto a fatti
concreti, niente
di niente. Tanto per dire,
i fratelli maggiori ordinano di non santificare
Pio XII? E i fratelli
minori rispondono
che solo la Chiesa
può decidere sulla
santità dei suoi fedeli.
E, allobiezione che Pio XII ha taciuto
sulla Shoah, rispondono: Il popolo di Dio
si è mosso per salvare
gli Ebrei dai campi di concentramento.
I Giudei riconoscono la mobilitazione
del popolo di Dio;
ma osservano che quello stesso popolo di Dio
si adoperò per salvare
dalla punizione anche i criminali
nazisti. Al che
Santa Romana Chiesa risponde: Dio è padre
di tutti. Non è giudeocentrico.
Un discorso tra sordi.
Fratelli, ma sordi alle ragioni
della giudia.
Come
se questo non bastasse, un
autorevole prelato ha dichiarato
che Gaza è un campo di concentramento
a cielo aperto.
E il Vaticano non lo ha smentito.
Inutile dire che i Giudei
se ne sono offesi. Possibile
che la Chiesa non sostenesse
Israele? E che negasse le
mille opere di bene
che Israele ha fatto in Palestina
dal 1948 ai nostri giorni?
Ma è questa la deferenza
che dei fratelli
minori devono ai fratelli maggiori?
Che Santa Romana Chiesa porgesse
una mano ai Giudei e una mano
agli Arabi/Mussulmani? Ma
questo sarebbe un autentico
tradimento!
A
fugare ogni dubbio arriva
la notizia che la Chiesa ritira
al scomunica a 4 vescovi lefebvriani.
La cosa in se non avrebbe
importanza alcuna se uno dei
4 non avesse negato pubblicamente
lesistenza delle camere
a gas. Non poteva
la Chiesa ritirare la scomunica
a 3 e, giunta al 4°, dirgli: No, tu no. Perché
tu neghi lesistenza
delle camere a gas?
E invece niente. Insomma i
Giudei si erano illusi che
Santa Romana Chiesa cambiasse
il CREDO:
non più credo
in Dio ma credo
nella Shoah. E,
invece, siamo punto e daccapo.
E allora
. E allora nasce
il sospetto che la Chiesa
sia affetta dal suo solito
antigiudaismo. E che, dopo
2mila anni, non perdoni la
crocifissione di Gesù Cristo.
I
Giudei credevano di aver vinto
e si avvedono che hanno perso. E allora urla e strepiti.
Poveretti come soffrono! Risulta
ad EUROPA Informazioni che, mentre i giudei lanciano
improperi e minacce, alcuni
cardinaloni se la ridono di
cuore. E, ad ogni protesta,
si toccano le palle, esclamando: Credevate ne fossimo
sprovvisti?
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Il
rabbino rosen: «minacciati
i rapporti con la Chiesa»
Lefebvriani, bufera dopo il "perdono"
Il rabbino al Papa: relazioni
a rischio
Revocata la scomunica a 4
vescovi tra cui il britannico
Williamson che ha negato l'esistenza
delle camere a gas
CITTÀ DEL VATICANO -
Adesso è ufficiale:
Benedetto XVI ha revocato
la scomunica ai quattro vescovi
ultratradizionalisti ordinati
illegittimamente da Marcel
Lefebvre il 30 giugno 1988.
L'atto del «perdono»
pontificio è stato
pubblicato sabato mattina
dalla Sala Stampa Vaticana.
E dalla Santa Sede arrivano
immediati i chiarimenti a
proposito delle polemiche
già scatenate nel mondo
ebraico e internazionale dalle
dichiarazioni revisioniste
e negazioniste sull'olocausto
ebraico del vescovo lefebvriano
Richard Williamson, uno dei
quattro vescovi la cui scomunica
è stata revocata. Il
Vaticano, spiega padre Federico
Lombardi, portavoce della
Santa Sede, non condivide
in nessun modo le dichiarazioni
revisioniste del presule britannico,
ma la «revoca della
scomunica non c'entra assolutamente
nulla» e non significa
«sposare le sue idee
e le sue dichiarazioni, che
vanno giudicate in sé».
IL
RABBINO: RELAZIONI A RISCHIO - «Le rassicurazioni
di Lombardi però non
mettono a tacere le polemiche.
La critica più dura
alla scelta del Vaticano arriva
dal rabbino capo David Rosen,
presidente dellInternational
Jewish Committee for Inter-religious
Consultations (Ijcic) e direttore
internazionale per gli affari
interreligiosi dellAmerican
Jewish Committee (Ajc): con
la revoca della scomunica
ai lefebvriani - tra di essi
il vescovo Richard Williamson
- il Vaticano «minaccia
il futuro della storica riconciliazione
tra la Chiesa cattolica e
il popolo ebraico».
«Giovanni Paolo II -
afferma Rosen interpellato
in Israele per un commento
- ha definito lantisemitismo
un peccato contro Dio. La
negazione della traboccante
documentazione circostanziata
della Shoah è antisemitismo
nel modo più sfacciato.
Nellaccogliere un negazionista
nella Chiesa cattolica senza
alcuna ritrattazione da parte
sua, il Vaticano si è
fatto beffa del ripudio e
della condanna commovente
e impressionante dellantisemitismo
fatta da Giovanni Paolo II.
Spero ardentemente - conclude
- che il Vaticano affronterà
con urgenza questa materia,
nel momento in cui minaccia
il futuro della storica riconciliazione
tra la Chiesa cattolica e
il popolo ebraico».
«DONO
DI PACE» - Il decreto
di revoca di scomunica è
stato firmato il 21 gennaio
2009. Nel comunicato diramato
dal Vaticano (leggi), si spiega
che il Papa ha accolto la
lettera di richiesta di riammissione
nella comunità cattolica,
inviatagli da Bernard Fellay,
superiore dei lefebvriani,
lo scorso 15 dicembre 2008.
Nelle intenzioni del Pontefice,
«questo dono di pace,
al termine delle celebrazioni
natalizie, vuol essere anche
un segno per promuovere l'unità
nella carità della
Chiesa universale e arrivare
a togliere lo scandalo della
divisione». «Il
santo Padre - recita la nota
della Santa Sede - è
stato ispirato in questa decisione
dall'auspicio che si giunga
al più presto alla
completa riconciliazione e
alla piena comunione».
LE
DICHIARAZIONI DI WILLIAMSON - La scomunica era stata inflitta
da Giovanni Paolo II al vescovo
anti-conciliare Marcel Lefebvre
(già sospeso "a
divinis" da Paolo VI
nel 1976) il 30 giugno 1988,
quando il presule ribelle
aveva ordinato quattro nuovi
vescovi, nella sua roccaforte
svizzera di Econe, per preservare,
a suo dire, la tradizione
autentica cattolica contro
la «sovversione e la
rivoluzione» introdotte
dal Concilio Vaticano II.
Lefebvre morì nel 1991.
I vescovi riabilitati sono
: Bernard Fellay (superiore
dei lefebvriani della 'Fraternità
di San Pio X), Alfonso de
Gallareta, Tissier de Mallerais
e Richard Williamson. Quest'
ultimo, in un'intervista alla
televisione svedese, rilasciata
nello scorso novembre ma mandata
in onda tre giorni fa, ha
affermato di non credere all'esistenza
delle camere a gas naziste.
Il superiore lefebvriano Fellay
ha commentato che si tratta
di affermazioni personali,
usate strumentalmente per
screditare la «Fraternità
di San Pio X».
IRRITAZIONE
DELLA COMUNITA' EBRAICA - Prima che la scomunica fosse
ufficialmente annullata, i
leader della comunità
ebraica, tra cui gruppi di
sopravvissuti all'Olocausto,
avevano detto che una simile
iniziativa sarebbe stato un
pericolo colpo a mezzo secolo
di dialogo interreligioso.
Il rabbino capo di Roma ha
detto che la riabilitazione
di Williamson aprirà
«una ferita profonda».
Il Crif, il cartello delle
organizzazioni ebraiche francesi,
ha definito il presule britannico
«uno spregevole bugiardo
il cui solo obiettivo è
quello di far rivivere l'odio
secolare contro gli ebrei».
«VERSO
LA PIENA COMUNIONE» - La revoca della scomunica,
spiega padre Lombardi, è
un «passo importante
sulla via della piena comunione»
tra Chiesa cattolica e ultratradizionalisti
lefebvriani. «C'è
una situazione da definire
per l'esercizio del ministero
- ha specificato il portavoce
della Santa Sede -. E quindi
si auspica una piena soluzione
della situazione». In
merito alla possibilità
dei vescovi di restare tali
dopo il rientro della Fraternità
nella Chiesa Cattolica che
sembra ormai vicino, Lombardi
ha ricordato che «la
loro ordinazione è
valida anche se illecita.
Così come sono validamente
ordinati i sacerdoti della
Fraternità».
Da parte loro, monsignor Fellay,
in una lettera indirizzata
ai fedeli lefebvriani, spiega
che la revoca della scomunica
del Papa ma ribadisce le «riserve» dei tradizionalisti sul Concilio
Vaticano II.
24 gennaio 2009