| Napolitano & Berlusconi, Fini &
Frattini sono giudeoamericani.
E gettano la faccia oltre lostacolo
24.01.09 - Brutta faccenda
questa di Battisti: un comunissimo
delinquente di cui la Francia
prima e il Brasile poi ci negano
lestradizione. E, giustamente,
Napolitano e Berlusconi, Fini
e Frattini minacciano fuoco
e fiamme.
Segno evidente che i nostri
politici hanno amor
di Patria. E non venitemi
a dire quale Patria?.
Ve lo spiegherò in seguito.
Io
mi assocerei se non fosse
per un piccolo particolare.
Quando a Bagdad uccisero Nicola
Calipari, la vedova Calipari
e la giornalista Sgrena, salvata
dal Calipari a costo della
vita, visto e considerato
che nessuno si muoveva, adirono
le vie legali. Ma la magistratura
italiana rispose che lItalia
non aveva giurisdizione.
Perché lItalya
ha sottoscritto con gli USA
degli accordi tali, secondo
i quali se un soldato yankee
uccide un italiano, non ne
risponde alla nostra magistratura
ma alla magistratura degli
USA. Io
ammiro Napolitano e Berlusconi,
Fini e Frattini che, da buoni
patrioti, difendono il buon
nome dellItalia.
A me pare, però, che
noi Italyani ci troviamo nella
classica situazione del marito
pappone.
Ad un tizio, la cui moglie
esponeva una particolare tabella
(offresi prestazioni
sessuali di primo, secondo
e terzo tipo in cambio di
soldi. Versare anticipatamente
al marito),
diedero del cornuto.
E quello, saggiamente, rispose: Embé? E una professione come le altre.
Evidentemente, costui non
era un politico.
Ed non era giudeoamericano. Ecco,
io sono un povero
piccolo uomo.
Ho solo la faccia. E non sono
disponibile a gettare
la mia faccia oltre lostacolo.
Facciano Napolitano e Berlusconi,
Fini e Frattini.
Io mi astengo.
*****************
» 2009-01-23 20:55
BATTISTI: LULA RISPONDE
A NAPOLITANO, NON TORNA INDIETRO
di Marina Perna ROMA
- Il Brasile non torna indietro
sulla decisione di concedere
a Cesare Battisti lo status
di rifugiato politico ma riconosce
che l'Italia è uno
stato di diritto con una magistratura
democratica. Il Governo si
prepara comunque alle contromosse,
forte del pieno appoggio del
Quirinale. Soprattutto quelle
legali, attraverso la strada
dei ricorsi: di ogni strumento
giuridico "previsto dall'ordinamento
brasiliano e da quello internazionale
per sostenere le ragioni poste
a base della richiesta di
estradizione di Battisti".
A sottolinearlo è lo
stesso Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, che oggi
ha ricevuto dal presidente
brasiliano, Inacio Lula da
Silva, la risposta alla lettera
che gli aveva inviato una
settimana fa, dove esprimeva
senza mezzi termini "rammarico"
per la concessione dello status
di rifugiato politico all'ex
terrorista, condannato all'ergastolo
per quattro omicidi, compiuti
tra il 1977 ed il 1979. Napolitano,
che stasera ha ricevuto il
ministro degli Esteri Franco
Frattini con cui ha condiviso
la lettera di Lula, dice così
di "apprezzare"
la strada dei ricorsi intrapresa
dal Governo Italiano. Ricorsi
e "strade percorribili"
che - fa sapere una nota della
Farnesina - saranno valutati
"con la massima urgenza
per contribuire alla revisione
del caso". Sui contenuti
della lettera vige il riserbo.
Brasilia ha fatto sapere che
non ne divulgherà il
contenuto, il Quirinale ne
ha solo sottolineato alcuni
passaggi. Tra cui quello secondo
il quale Lula ha fatto riferimento
alle "basi giuridiche,
interne e internazionali,
della decisione presa dalle
competenti autorità
brasiliane per il caso Battisti,
nella sua specificita". E,
ancora, che Lula "ha
voluto esprimere la piena
considerazione del suo paese
'per la magistratura italiana
e per lo stato di diritto
democratico vigente in Italia
e fiducia nel carattere democratico,
umanitario e legittimo' del
nostro ordinamento giuridico".
Una sottolineatura che lascerebbe
intendere - secondo alcune
fonti che seguono la vicenda
- spazi di 'manovra' per una
positiva soluzione della vicenda
sul fronte legale, quello
cioé dei ricorsi giuridici.
Mentre sembra così,
almeno per ora, allontanarsi
l'ipotesi di contromosse più
dure sul piano diplomatico,
come il richiamo dell'ambasciatore
italiano a Brasilia, Michele
Valensise, gli strumenti giuridici
sul tappeto sarebbero, sostanzialmente,
due: la presentazione di un'istanza
di ritiro della decisione,
che la diplomazia italiana
in Brasile dovrebbe presentare
direttamente al ministro della
giustizia, Tenso Genro, autore
della decisione. O, in alternativa
- spiegano fonti legali -
un ricorso alla Corte Suprema
Federale di Giustizia. Ricorso
più volte ipotizzato
nei giorni scorsi dal ministro
Frattini, che sarebbe motivato
dal fatto che la decisione
sarebbe in contrasto con la
Convenzione di Ginevra sui
rifugiati perché non
esisterebbe nessuna motivazione
politica contro Battisti.
Lula ha comunque tenuto -
secondo quanto reso noto dal
Quirinale - a riaffermare,
nella chiusa della missiva,
"i legami storici e culturali
che uniscono Brasile e Italia
e della volontà di
rafforzare le relazioni bilaterali
tra i due paesi". Legami
forti e tradizionali quindi,
che dovrebbero portare il
premier Silvio Berlusconi
a compiere in tempi rapidi
una visita ufficiale nel paese:
visita, mai annunciata formalmente,
che è oggi in 'stand
by'. Le due diplomazie sono
in attesa di vedere come si
svilupperà il caso
Battisti. L'ex terrorista
resta intanto un rifugiato
politico per il Brasile e,
nonostante sembrasse imminente
la sua liberazione, al momento
resta ancora in carcere in
attesa della decisione della
Corte Suprema, attesa per
inizio febbraio con la ripresa
dell'attività dopo
le ferie estive. L'Italia
- secondo quanto riferito
da fonti di stampa brasiliane
- avrebbe già presentato
una petizione al Supremo Tribunale,
chiedendo di essere ascoltata
prima della decisione sull'eventuale
scarcerazione. Sul fronte
interno, intanto, continuano
le prese di posizione, con
il ministro per le Politiche
europee, Andrea Ronchi, che
torna a commentare come "inaccettabile"
la decisione" mentre
Maurizio Costanzo lancia un
appello agli italiani - dal
palco del Maurizio Costanzo
Show in onda dopodomani su
Canale5 - a inviare "cartoline
postali all'ambasciata del
Brasile a Roma" scrivendo
"vergogna o estradate
Battisti". |