| Shoah:
Israele detta la linea
28.01.09 - I Romani
antichi erano dei
grandissimi ladroni e conquistarono
il mondo allora conosciuto.
Essendo Ario romani erano di bocca buona: costruirono
il Pantheon in modo che tutti i popoli soggetti
adorassero il loro Dio,
limitandosi a chiedere un omaggio
al Divo Augusto come
atto di fedeltà
allImpero. E
si scontrarono coi Cristiani
che rifiutarono il culto
dellImperatore.
I cristiani di quei tempi non
ammettevano altro Dio
che Gesù e, a migliaia,
andarono a morire per aver rifiutato
di rendere omaggio al Divo
Augusto.
Sono
passati i millenni. Nel 1945
USA/Israel vinse la guerra
contro lEuropa ed ora,
in quello che si suole chiamare OCCIDENTE,
comandano i Giudei: costoro
non hanno una etnia
precisa e determinata, ma
hanno unincrollabile fede. In
un lontano passato credettero
in Jahvé,
poi aspettarono il Messia;
ma, visto che costui non arrivava,
sinventarono un nuovo
culto: la Shoah ovverosia Israele
elevato a nuova divinità.
E, poiché i Giudei
sono buoni, devoti e pii chiedono,
pretendono ed esigono che
gli uomini tutti adorino la Shoah,
come Dio unico ed universale.
Chi non riconosce ed adora
la Shoah si pone fuori dal
genere umano. E, pertanto,
deve essere deriso, discriminato,
incarcerato. A
questo nuovo culto si oppongono
in pochi, memori della razionalità greca e della concretezza
romana. I più si sono acconciati ad adorare
la BESTIA TRIONFANTE per averne un qualche utile: bestiame addomesticato.
Ma ci sono in giro dei lupi
selvatici che rifiutano
di farsi mettere la museruola. ***
Ci
sono, poi, i cristiani
e sono numerosi. Ma, a quanto
pare, pur conservano il nome,
non hanno niente da spartire
coi cristiani dei primi secoli.
A Gesù fu detto: Ti
darò i beni della terra
se mi adorerai.
Ma Gesù rispose: Vai
indietro Satana.
Oggi, invece, i chierici
si chiedono se vale più la verità oppure alcuni alberghi esentasse
che Israele concederebbe in
Palestina e sui quali convogliare
del turismo religioso.
E Benedetto XVI°, studentello
innamorato, sfoglia la margherita: deve recarsi in Israele
stringendo la mano a tanti
politici che hanno le mani
sporche di sangue innocente
oppure deve rinunciare ad
un proficuo business?
E non sa decidersi. Poveretto,
come soffre! A
questo si aggiunga lo scandalo
del vescovo negazionista.
Può la Chiesa accogliere
nel suo seno un vescovo che
nega la Shoah? Ma la Chiesa
è una entità autonoma che si
pone fuori dallImpero
e rifiuta il debito omaggio
ai padroni del Mondo?
I chierici tergiversano. E
credevano di avere risolto
la polemica mettendo a tacere
un vescovo che si
esprimeva su argomenti che
sono fuori dalla fede religiosa.
E silludevano di avere
risolto il problema. Ahimé,
se i Cristiani hanno perso
la fede, i Giudei di fede
ne hanno molta, forse troppa.
E non chiamatela arroganza e protervia:
vi accuserebbero di essere antisemiti.
I Giudei osservano: niente
da ridire sul fatto che i
Cristiani credono in Gesù,
ma devono credere anche nella Shoah.
E su questo non tergiversano.
Non mi credete? E allora sentite
cosa dichiara Mordechay Lewy,
ambasciatore di Israele presso
la Santa Sede: Per
fare chiarezza e dire che
la Chiesa respinge qualsiasi
forma di negazionismo della
Shoah o avversione verso gli
ebrei. Senza una presa di
posizione ufficiale, rischia
di passare il messaggio che
certe cose si possono dire (1). Insomma: la Chiesa dovrebbe
fare sue certe leggine
liberticide che,
nellEuropa giudaizzata,
sanciscono la galera per chi
osa dubitare della Shoah.
E farsi giudea. E smentire
San Paolo che predicava: Agli
occhi di Dio non cè ebreo, o greco, o romano. Gli
antichi Cristiani avrebbero
risposto: Vade
retro Satana.
Ma gli antichi cristiani erano
disposti a morire
per Gesù.
A me nasce il crudele sospetto
che i chierici dei miei tempi vogliano mangiare
su Gesù.
E che adoreranno Satana. Ad
ogni buon conto io sono Ario
Romano e torno ad
onorare la Triade
Capitolina. E pazienza
se i Giudei eleveranno urla
e strepiti.
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(1) Lambasciatore:
non basta, parlino i vertici
vaticani in
Corriere della Sera
del 28 gennaio 2009, pagina
2.
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