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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Shoah”: Israele detta la linea

28.01.09 - I “Romani antichi” erano dei grandissimi ladroni e conquistarono il mondo allora conosciuto. Essendo “Ario romani” erano di bocca buona: costruirono il “Pantheon” in modo che tutti i popoli soggetti adorassero il loro “Dio”, limitandosi a chiedere un “omaggio al Divo Augusto” come atto di “fedeltà all’Impero”. E si scontrarono coi Cristiani che rifiutarono il “culto dell’Imperatore”. I cristiani di quei tempi non ammettevano altro “Dio” che Gesù e, a migliaia, andarono a morire per aver rifiutato di rendere omaggio al “Divo Augusto”.

Sono passati i millenni. Nel 1945 USA/Israel vinse la guerra contro l’Europa ed ora, in quello che si suole chiamare “OCCIDENTE”, comandano i Giudei: costoro non hanno una “etnia” precisa e determinata, ma hanno un’incrollabile “fede”. In un lontano passato credettero in “Jahvé”, poi aspettarono il “Messia”; ma, visto che costui non arrivava, s’inventarono un nuovo culto: la “Shoah” ovverosia “Israele” elevato a nuova divinità. E, poiché i Giudei sono buoni, devoti e pii chiedono, pretendono ed esigono che gli uomini tutti adorino la “Shoah”, come Dio unico ed universale. Chi non riconosce ed adora la Shoah si pone fuori dal genere umano. E, pertanto, deve essere deriso, discriminato, incarcerato.

A questo nuovo culto si oppongono in pochi, memori della “razionalità greca” e della “concretezza romana”. I più si sono acconciati ad adorare la “BESTIA TRIONFANTE” per averne un qualche utile: bestiame addomesticato.
Ma ci sono in giro dei “lupi selvatici” che rifiutano di farsi mettere la museruola.

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Ci sono, poi, i “cristiani” e sono numerosi. Ma, a quanto pare, pur conservano il nome, non hanno niente da spartire coi cristiani dei primi secoli. A Gesù fu detto: “Ti darò i beni della terra se mi adorerai”. Ma Gesù rispose: “Vai indietro Satana”. Oggi, invece, i “chierici” si chiedono se vale più la “verità” oppure alcuni alberghi esentasse che Israele concederebbe in Palestina e sui quali convogliare del “turismo religioso”. E Benedetto XVI°, studentello innamorato, sfoglia la margherita: deve recarsi in Israele stringendo la mano a tanti politici che hanno le mani sporche di sangue innocente oppure deve rinunciare ad un proficuo business? E non sa decidersi. Poveretto, come soffre!

A questo si aggiunga lo scandalo del “vescovo negazionista”. Può la Chiesa accogliere nel suo seno un vescovo che nega la Shoah? Ma la Chiesa è una “entità autonoma” che si pone fuori dall’Impero e rifiuta il debito omaggio ai “padroni del Mondo”? I chierici tergiversano. E credevano di avere risolto la polemica mettendo a tacere un vescovo che “si esprimeva su argomenti che sono fuori dalla fede religiosa”. E s’illudevano di avere risolto il problema.

Ahimé, se i Cristiani hanno perso la fede, i Giudei di fede ne hanno molta, forse troppa. E non chiamatela “arroganza” e “protervia”: vi accuserebbero di essere “antisemiti”. I Giudei osservano: niente da ridire sul fatto che i Cristiani credono in “Gesù”, ma devono credere anche nella “Shoah”. E su questo non tergiversano. Non mi credete? E allora sentite cosa dichiara Mordechay Lewy, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede: “Per fare chiarezza e dire che la Chiesa respinge qualsiasi forma di negazionismo della Shoah o avversione verso gli ebrei. Senza una presa di posizione ufficiale, rischia di passare il messaggio che certe cose si possono dire” (1). Insomma: la Chiesa dovrebbe fare sue certe “leggine liberticide” che, nell’Europa giudaizzata, sanciscono la galera per chi osa dubitare della Shoah. E farsi giudea. E smentire San Paolo che predicava: “Agli occhi di Dio non c’è ebreo, o greco, o romano”.

Gli antichi Cristiani avrebbero risposto: “Vade retro Satana”. Ma gli antichi cristiani erano disposti a “morire per Gesù”. A me nasce il crudele sospetto che i “chierici” dei miei tempi vogliano “mangiare su Gesù”. E che adoreranno Satana. Ad ogni buon conto io sono “Ario Romano” e torno ad onorare la “Triade Capitolina”. E pazienza se i Giudei eleveranno urla e strepiti.

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(1) “L’ambasciatore: non basta, parlino i vertici vaticani” in “Corriere della Sera” del 28 gennaio 2009, pagina 2.

 
 

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