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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Benedetto XVI° è tutto “fede”, “speranza” e “carità”

29.01.09 - Grandissimo Papa Benedetto XVI°, un Papa che passerà alla Storia. Pensate: nel 325 DC, a Nicea, fu fissato il “CREDO”; nel 2009 DC, a Roma, viene aggiunto il preambolo: “Credo nella Shoah, così come ce la raccontano i Giudei e secondo i loro interessi politici e finanziari”. Con una differenza sostanziale: se non credete al vecchio credo, pazienza, non succede niente. Ma se non credete nella “Shoah” evitate di andare in Austria, Canada, Francia, Germania e Svizzera: rischiate l’arresto e un processo per “negata Shoah”. E, a quanto pare, Benedetto XVI° è d’accordo con queste misure punitive. Tanto è vero che “il vescovo di Ratisbona Gerhard Ludwig Mueller ha messo al bando il vescovo lefevriano britannico Richard Williamson, definito inumano per le sue dichiarazioni antisemite. Da ieri non potrà più frequentare i luoghi di preghiera della Chiesa cattolica della città bavarese” (1). Che non è un bell’esempio di “carità cristiana” ma è un meraviglioso esempio di “carità giudaica”.

Su Pio XII° si discute se “farlo santo”. Ma, stesse a me, farei “santo subito Benedetto XVI°”, anche se è ancora vivo. E, difatti, chi meglio di lui ha le virtù cristiane? Sulla “fede” ho già detto: ha riveduto e corretto il credo. Ma, anche in fatto di “carità”, il nostro non è secondo ad alcuno. Gli Ebrei chiedono pretendono ed esigono che noi si creda che “i Tedeschi hanno ucciso 6 milioni di Ebrei, li hanno ucciso mediante camere a gas e per dare seguito ad un ordine criminale”? E noi dobbiamo crederci come “articolo di fede” e dichiarare “blasfemo” chi pretende delle prove. Del resto gli Ebrei non sono Gesù che rimproverò Tommaso per “poca fede” ma consentì che costui mettesse il dito nella ferità del costato per accertarne la morte e resurrezione. Gesù era un “Dio di seconda mano” e consentiva che “fede” e “ragione” si accompagnassero. E nel Medio Evo Grandi Padri della Chiesa discettavano se la “filosofia” dovesse essere o no “ancella della teologia”. Contrordine confratelli: arriva Israele, il Dio di tutti gli Dei, il Santo di tutti i Santi. E, dunque, solo Fede, niente Ragione.

E non venitemi a chiedere della “carità” perché Benedetto XVI°, avendone troppa, spesso e volentieri la butta nella grande piazza antistante la Basilica di San Pietro. E, difatti, se in nome della “fede in Israele e nelle sue verità”, lascia nella merda i Tedeschi e gli Europei; non tratta meglio Afgani, Iracheni e Palestinesi. Spesso e volentieri si affaccia sul loggione e proclama: “Fratelli e Sorelle”. Ma poi corre a stringere le mani dei politici yankees ed israeliani che gli uccidono i fratelli e le sorelle. Pazienza, è con loro che Benedetto XVI° spera di concludere lucrosi affari. Gesù è Gesù, ma vuoi mettere Mammona?

Che dire della “speranza”? Benedetto XVI° spera, spera di concludere con Israele dei lucrosi affari. E di lanciare il “turismo religioso in Terrasanta”.

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Potreste obiettarmi: “se Benedetto XVI° è tanto buono, devoto, giusto e pio da assomigliare ad un giudeo, come mai questa polemica”? Ed io vi risponderei: “Uomini di poca fede. Anche voi volete la prova per credere”? Potrei rispondere con un esempio di vita del mio paesello: il gessaio bastona sempre il suo asino. Non perché l’asino ha una qualche colpa; ma perché, bastonandolo, il gessaio convince l’asino dell’autorità del gessaio.

Non mi credete? E, allora, leggetevi quanto scrive Massimo Franco: “… rimane una perplessità per il modo in cui è stata preparata e gestita la riconciliazione tra vaticano e lefrebviani; e per la sottovalutazione del contesto nel quale avveniva…” (2). In un contesto nel quale i “pii giudei” oscillano tra il “perdono” e la “rampogna” (3) e il Vaticano piange, giurando che non sapeva niente di “tesi negazioniste” (4).

Fatevi una ragione: da quando Santa Romana Chiesa ha dichiarato i Giudei suoi “fratelli maggiori”, Israele ha preso sotto tutela la Chiesa. Essendo la Chiesa sotto tutela di Israele, abbisogna dell’autorizzazione di Israele per i suoi atti. Ora qualsiasi studioso conviene che l’autorizzazione può essere “ex post”. Ma elementare prudenza consiglia che l’autorizzazione venga richiesta “ex ante”. Del resto, forse che i bambinelli non chiedono il permesso alla maestra per andare a gabinetto? Solo che quel Ratzinger, da giovanetto, ha frequentato una pessima scuola. Pensate: era nella HitlerJugend e gli avevano insegnato che era “uomo libero”. E meno male che si è ravveduto. Ora è sulla via dell’espiazione e della penitenza.

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(1) “Corriere della Sera” del 29 gennaio 2009, pagina 11;

(2) “Il tentativo difficile di ridimensionare un caso gestito male” in “Corriere della Sera” del 29 gennaio 2009, pagina 11;

(3) “Freddo il rabbino Rosen. Ma Lewy: sono contento” in “Corriere della Sera” del 29 gennaio 2009, pagina 11;

(4) “Contatti solo con Fellay. Quell’intervista ci era ignota” in “Corriere della Sera” del 29 gennaio 2009, pagina 11.

 
 

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