Il
pio rabbino e i
pappagalli ammaestrati
30.01.09
- Destò scandalo laffermazione
di Farinacci: Quando
sento parlare di cultura,
impugno la rivoltella.
Io la rivoltella non ce lho,
ma comincio a pensare che
è necessario procurarmela.
E ve ne spiego il motivo.
Tutti (politici, studiosi,
giornalisti, intellettuali,
religiosi) dichiarano ed argomentano,
ma nessuno si ferma a riflettere.
Se riflettessero, molti si
accorgerebbero di essere in
contraddizione con se stessi.
Vogliamo farla assieme una
pubblica e generale riflessione?
Ecco,
in me nasce il sospetto che
molti di coloro che dichiarano
non puntino a convincermi ma ad intimidirmi.
Non mi credete? E allora leggetevi
il lancio ANSA che vi allego. In esso troverete
la richiesta perentoria del direttore generale
del Gran Rabbinato di Gerusalemme,
Oded Wiener: chi
nega la Shoah "deve
essere in carcere, e non fra
i leader religiosi".
Insomma: i Giudei hanno le
loro leggende (il popolo eletto,
la schiavitù
dEgitto,
la Shoah).
Nessun problema se si limitassero
a raccontarsele e a cantarsele
in Sinagoga. Solo che i Giudei
vogliono che lumanità intera creda alle loro leggende.
E il non crederci vorrebbe
significare antisemitismo.
Laonde per cui chi non crede
alle loro leggende deve
essere messo in carcere.
E un pensiero orribile che desta
disgusto e ribellione in qualsiasi
uomo che abbia intelligenza e dirittura.
Solo che, su queste cose,
i chierici
di Santa Romana Chiesa balbettano
e sembrano allinearsi. Nessuna
meraviglia: l8 settembre
1943 lItalia di Vittorio
Emanuele III° si
arrese senza condizioni;
in questi giorni bui del 2009
Benedetto XVI° e i suoi
chierici si arrendono
senza condizioni.
Segno evidente che costoro
non sono votati al
martirio ma a
mangiare e a digerire in santa
pace.
Insomma:
una mandria di bovini. Ma mi tocca osservare che
cè di peggio.
Il teologo brasiliano Leonardo
Boff, uno dei fondatori della
Teologia della Liberazione,
rilascia allANSA (vedi
allegato) delle dichiarazioni
che lo rendono ridicolo, classico
esemplare di pappagallo
ammaestrato che dichiara ma
non capisce quello che dice.
Il nostro teologo (di che???) si dichiara contrario
alla autorità del Papa e ai Tradizionalisti
cattolici. E, dunque,
condanna per i Re
Cattolici che cacciarono
dalla Spagna Ebrei e Mori;
condanna dei Normanni che
liberarono la Sicilia a fil
di spada; condanna per i Re
Cristiani che, a
Lepanto, sconfissero i Turco/Mussulmani;
condanna per i popoli
cristiani che, per
due volte, difesero Vienna
dallassalto dei Turco/Mussulmani.
Condanna, infine, per lInquisizione
Cattolica che tentò
di tenere unita lEuropa
Cattolica.
Sarebbe
un pensiero,
più o meno opinabile,
se costui, contestualmente,
non facesse sue le posizioni
di fanatismo giudaico dei Santi Rabbini.
A leggere le sue dichiarazioni,
cè da concludere
che costui è un asino
che raglia. Ma nessuno
rileva lincongruenza
dei suoi vaneggiamenti. Perché tutti trovano normale gridare
contro la inquisizione
cattolica e, contestualmente,
plaudire alla inquisizione
giudaica. Che ha
trovato il suo braccio
secolare in Austria,
Canadà, Francia, Germania
e Svizzera. E che sembra trovare braccio religioso in Santa Romana Chiesa.
Anche
a noi tocca fare un crudele
esame di coscienza. Avevamo
le nostre leggende (Anchise
ingravidò Venere; Marte
ingravidò Rea Silvia
che partorì Romolo
e Remo; Romolo fissò
i confini di Roma ed uccise
Remo che li valicò in armi) e ci abbiamo rinunciato.
E ci siamo fatti cinici ed irrazionali.
Per andare appresso a Paolo
di Tarso che ci predicava: Davanti a Dio
non ci sono Ebrei, non ci
sono Greci e non ci sono Romani.
Poi arrivò Giovanni
Paolo II° a dirci che gli Ebrei cerano
ancora e che era sempre vigente
lantica alleanza.
Ora viene Benedetto XVI° e riconosce che gli Ebrei
ci sono e si deve credere
alle loro leggende.
Se no, ammonisce il pio Rabbino
il carcere.
A questo punto, io non so
dirvi se ci ha imbrogliato
Paolo di Tarso oppure ci imbrogliano
Giovanni Paolo II° e Benedetto
XVI°. Ma, dalle loro dichiarazioni
contraddittorie, sembrerebbe
che non ci sono più Greci e Romani con le loro
leggende, ma i Giudei ci sono
con le loro leggende. E carcere
ed abominio a chi non crede
alle leggende dei Giudei.
Io,
per me, vedrò di procurarmi
una rivoltella. E, a chi
tenterà di impormi
le sue leggende, risponderò: Io sono figlio
degli Dei immortali. Ed ucciderò chi
tenterà di inculcarmi
a forza le sue leggende. Benedetto XVI° (rabbino
minore) e Oded Wiener (rabbino
maggiore) vadano nel paradiso
di Jahvé. Ammesso che
esista e che sia disposto
a sopportare la loro vista.
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ANSA»
2009-01-29 21:17
LEFEBVRIANI: BOFF, RATZINGER
RISCHIA SCISMA DEI PROGRESSISTI
Di Roberto Cattani
BELEM
(BRASILE)
- La revoca della scomunica
ai vescovi lefebvriani fa
parte di un progetto conservatore
di Papa Benedetto XVI, che
potrebbe portare ad uno scisma
in seno alla Chiesa cattolica:
lo ha detto all'ANSA il teologo
brasiliano Leonardo Boff,
uno dei fondatori della Teologia
della Liberazione, che partecipa
a Belem al World Social Forum.
"La concessione del perdono
ai lefebvriani è sorprendente,
e per molti settori della
Chiesa addirittura scandaloso
- ha detto Boff -. E' chiaro
che fa parte della logica
di Papa Benedetto XVI, che
intende unificare la Chiesa
conservatrice, tradizionalista,
che prende le distanze dal
Concilio Vaticano II, e per
questo progetto, per lui,
i lefebvriani sono alleati
naturali". "Così
- ha proseguito il teologo
francescano - il Papa rafforza
le sue posizioni e crea un'unità
più monolitica della
Chiesa, che non è un'unità
aperta al dialogo, un'unità
di comunione".
"Posso
solo dire - ha aggiunto ancora
Boff, che era stato condannato
per le sue tesi progressiste
da Ratzinger quando questi
era prefetto della Congregazione
della Fede - che ritengo deprecabile
questo passo del Papa, anche
perché ho il fondato
sospetto che i lefebvriani
non si accontenteranno di
questa vittoria, passeranno
presto ad esigere di più,
fino ad arrivare ad una revisione
del Concilio Vaticano II.
E una cosa del genere, se
si dovesse arrivare a tanto,
potrebbe portare addirittura
ad uno scisma nella Chiesa,
perché il Concilio
Vaticano II è universale,
e una rottura con le sue conquiste
è una rottura nel corpo
della Chiesa".
E
questo nonostante l'appello
del Papa ai lefebvriani affinché
riconoscano il Concilio. "Ritengo
perciò - ha proseguito
il teologo, che oggi insegna
all'università brasiliana
di Petropolis - che si tratti
di una politica rischiosa
questa che il Papa porta avanti.
Innanzitutto non è
una prospettiva pastorale,
non è prudente, e il
pastore dev'essere per forza
prudente. E poi indebolisce
tutti quelli che vogliono
la Chiesa riunita attorno
al vero consenso creato di
forma ufficiale, che è
stato e rimane tuttora il
Concilio Vaticano II".
Sul vescovo negazionista Williamson,
Boff ha invece difeso Benedetto
XVI.
"Quella
di Williamson è una
coscienza alienata, falsa
- ha detto il teologo francescano
nell'intervista all'ANSA -
D'altronde è stato
subito corretto in maniera
chiara e inequivocabile dallo
stesso Papa, che sull'argomento
della Shoah é già
tornato più volte senza
ambiguità". "Il
problema piuttosto è
che le assurdità del
vescovo inglese sono il segnale
più vistoso di un certo
livello di fondamentalismo
ecclesiastico per il quale
non esiste nulla al di fuori
della galassia ecclesiale:
il mondo finisce con la Chiesa".
"Le sparate di Williamson
non hanno nessun significato
al di là dell'individuo
- ha commentato Boff - E'
effettivamente una voce isolata,
che non dovrebbe avere nessuna
ripercussione al di là
del fatto mediatico, non ne
vale la pena, mostra solo
l'ignoranza della persona,
ma non depone certo contro
la Chiesa nel suo insieme".
Boff ha anche espresso "speranza
e fiducia" nel neopresidente
americano Barack Obama. "Come
teologo a me sembra una figura
provvidenziale - ha detto
Boff - Sembra proprio che
Dio abbia avuto pietà
del mondo, dopo gli anni di
presidenza di George W. Bush,
che invece dovrebbe essere
processato per crimini contro
l'umanità".
RABBINATO RICEVE RISPOSTA
S.SEDE E VALUTA INCONTRO
Segnali
di distensione - culminati
in uno scambio di lettere
- si sono fatti strada tra
il Rabbinato di Israele e
il Vaticano, dopo le minacce
di rottura dei giorni scorsi"Passi
avanti" verso la ripresa
del dialogo, dicono a Gerusalemme,
anche se potrebbero essere
necessari "ulteriori
chiarimenti". La crisi
aperta tra ebrei e cattolici
con la revoca della scomunica
ai quattro vescovi lefebvriani
coincisa con le dichiarazioni
negazioniste di uno di questi
è una ferita ancora
aperta, ma le parole pronunciate
ieri dal Papa sulla Shoah,
la rinnovata "solidarietà"
ai fratelli ebrei e la condanna
del negazionismo sono state
un balsamo benefico.
Apprezzate da molti esponenti
del mondo ebraico, sono state
seguite da uno scambio di
lettere tra il Rabbinato di
Israele e il presidente del
Pontificio consiglio per l'Unità
dei cristiani, card.Walter
Kasper, e da una serie di
dichiarazioni di condanna
dell'antisemitismo giunte
dal mondo cattolico. Abbastanza
per non far prendere troppo
sul serio le nuove dichiarazioni
negazioniste giunte, stavolta,
dall'Italia, dal capo dei
lefebfvriani del nordest Don
Floriano Abrahamowicz, che
restano per gli ebrei e per
la stragrande maggioranza
dei cattolici, incluso il
superiore dei lefebvriani
italiani, "inaccettabili"
ma che - secondo fonti ebraiche
- "non possono e non
devono annullare i passi avanti
fatti finora nel dialogo tra
ebrei e cristiani".
La lettera inviata da Kasper
a nome della S. Sede è
stata giudicata dal direttore
generale del Gran Rabbinato
di Gerusalemme, Oded Wiener,
"importante, molto bella
e molto seria". "Kasper
- riferisce all'ANSA - ribadisce
l'importanza che la Chiesa
annette al dialogo con noi
e chiede che l'incontro fissato
per l'inizio di marzo abbia
luogo nella data prestabilita".
Una richiesta che verrà
valutata la prossima settimana
in "maniera approfondita".
"All'inizio
della prossima settimana -
ha proseguito Wiener - esamineremo
la lettera del cardinale Kasper
congiuntamente con il testo
del discorso pronunciato ieri
da papa Benedetto XVI, che
pure era molto importante
non solo per gli ebrei ma
per il mondo intero perché
respingeva i negazionisti
della Shoah. Quel discorso
ha rappresentato un passo
avanti per la soluzione della
vicenda". Wiener ha aggiunto
che è comunque possibile
che anche in seguito all'esame
di quei documenti il Rabbinato
necessiti ulteriori chiarimenti.
Del resto, aggiunge Wiener,
le esternazioni di Abrahamovicz,
secondo il quale le camere
a gas "servivano solo
a disinfettare", dimostrano
"quanto era opportuna
la nostra immediata reazione".
E chi nega la Shoah "deve
essere in carcere, e non fra
i leader religiosi".
"Da entrambe la parti
- ha osservato, riferendosi
al mondo ebraico e a quello
cattolico - occorre fare ogni
sforzo per lottare contro
il fenomeno (del negazionismo,
ndr) finché è
circoscritto, per impedire
che il veleno si diffonda".
Meno distesi i toni della
comunità ebraica tedesca,
che ha deciso di interrompere
temporaneamente il dialogo
con la Chiesa cattolica a
causa della revoca della scomunica
al vescovo negazionista Williamson,
augurandosi "un coro
di proteste nella Chiesa contro
la decisione del Papa".
La
revoca della scomunica viene
peraltro criticata anche da
duecento sacerdoti e teologi
svizzeri, in una lettera aperta
alla Conferenza episcopale
elvetica. La decisione del
Papa viene definita un errore
che si iscrive in una serie
di decisioni "fortemente
regressive" assunte dal
Vaticano sotto la guida di
papa Benedetto XVI. Della
stessa opinione, il teologo
della Liberazione Leonardo
Boff, secondo il quale l'apertura
di credito ai lefebvriani
potrebbe condurre addirittura,
se fosse messo in discussione
il Concilio Vaticano II,ad
uno scisma dei cattolici progressisti.