Se
una pecorella del signore
fa comunella con un lupo
famelico
.
31.01.09
- Io sono laico fino al cinismo.
E confesso che, in questa
polemica dei Giudei contro
il Vaticano, ci vedo qualcosa
di assurdo. Non escludo, però,
che un giudeo (buono, devoto,
giusto e pio) possa vederci
della benevolenza.
La benevolenza tipica del lupo che
si accompagna con la pecora
e, ancora, non lha mangiata.
Recentemente
il Vaticano, per rappacificarsi
coi fratelli maggiori,
era arrivato perfino a bestemmiare.
Ed aveva dichiarato: Chi
nega la Shoah non sa nulla
né del mistero di Dio,
né della Croce di Cristo".
E confesso che questo mescolare
le cose sacre con le cose profane aveva suscitato in me un particolare
disgusto. Al punto da chiedermi: Benedetto XVI° e i suoi chierici credono
nella fede che predicano?
Pensavo,
in ogni caso, che quelle parole
blasfeme chiudessero qualsiasi
polemica. Ed invece
.
Ed invece i Giudei continuano
lassalto a Santa Romana
Chiesa (vedi allegato).
A questo punto mi rammento
della vecchia favola di Fedro Il lupo e lagnello: i Giudei vogliono mangiarsi
Santa Romana Chiesa, Benedetto
XVI° e i grassi prelati
del Vaticano?
Io non so.
So,
però, che io ho
i miei Dei da onorare e le
mie leggende da coltivare.
E non sono per niente interessato
agli dei e alle leggende dei
Giudei.
Con preghiera di non rompermi
i coglioni.
Amen.
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Ancora
polemiche per le parole negazioniste
del vescovo lefebvriano Williamson
dopo che Papa Ratzinger ha
ritirato la scomunica per
i tradizionalisti
Ministro israeliano minaccia
rottura relazioni col Vaticano
La Germania critica Benedetto
XVI. Il presidente del Bundestag
Lammert
"A rischio il dialogo
con le organizzazioni ebraiche,
irrinunciabile"
BERLINO
- Nuove tensioni fra Israele
e il Vaticano dopo la riabilitazione
del vescovo lefebvriano negazionista
Richard Williamson. A evocare
una rottura dei rapporti diplomatici
tra Israele e la Santa sede
è il ministro israeliano
per le Questioni religiose,
Yitzhak Cohen il quale,
sul settimanale tedesco Der
Spiegel, raccomanda di "interrompere
completamente i rapporti con
un'istituzione di cui fanno
parte negazionisti dell'Olocausto
e antisemiti".
Critiche
alla decisione di Papa Benedetto
XVI di revocare la scomunica
ai seguaci di Lefevbre sono
giunte anche dalla Germania.
In un'intervista sempre al
settimanale di Amburgo, il
vice presidente della Comunità
ebraica tedesca, Salomon
Korn, giudica la decisione
del Papa "un ritorno
ai secoli passati", per
aver "reso presentabile
un negazionista dell'Olocausto".
Korn giudica l'atto del Papa
"imperdonabile",
poiché con esso Benedetto
XVI "mette in discussione
la riconciliazione con gli
ebrei, portata avanti dal
suo predecessore".
Dura
anche la posizione del presidente
del Bundestag, il cristiano-democratico
Norbert Lammert. Sempre
su Der Spiegel, Lammert ha
dichiarato che la negazione
dell'Olocausto da parte di
Williamson e la sua riammissione
nella Chiesa "mettono
a rischio il dialogo con le
organizzazioni ebraiche, definito
espressamente irrinunciabile
dal Papa attuale e dal suo
predecessore".
Lammert
aggiunge di comprendere perfettamente
"le irritazioni e lo
sconcerto" della comunità
ebraica, mentre l'ex segretario
della Cdu, Heiner Geissler,
critica la visione conservatrice
di Benedetto XVI. Secondo
l'esponente cristiano-democratico,
il Papa dal punto di vista
teologico si isola "nei
confronti delle donne, dei
credenti di altre religioni,
dei divorziati e degli omosessuali".
Sulla
revoca della scomunica a Williamson
si è espresso da parte
israeliana anche Meir Lau,
ex rabbino capo di Israele
e sopravvissuto al campo di
concentramento di Buchenwald.
"Come può un tale
negazionista - spiega - ottenere
la protezione e la riabilitazione
dal capo della Chiesa cattolica?".
Non
mancano anche all'interno
della Chiesa cattolica posizioni
critiche: il cardinale francese
Philippe Barbarin,
arcivescovo di Lione, ha dichiarato
che le scuse presentate dal
vescovo negazionista Richard
Williamson al Papa Benedetto
XVI sono "assolutamente
insufficienti. Non c'è
stata alcuna ritrattazione",
ha precisato il cardinale
francese Barbarin alla radio
Rtl. Le dichiarazioni negazioniste
"rappresentano delle
parole riprovevoli, scandalose,
rivoltanti sia nei confronti
degli ebrei che per i cattolici,
cosa che ha detto anche il
Papa", ha concluso l'arcivescovo.
la
Repubblica, (31 gennaio
2009)