La
maestra giudea si lava la
faccia, ma non si pulisce
il culo
01.02.09 - Il Corriere della Sera da le pagelle agli statisti che, recentemente,
si sono riuniti a Davos (Svizzera).
Il voto peggiore (4) è toccato a Recep
Tayyip Erdogan, leader
della Turchia.
E mai voto fu tanto meritato.
Vediamone
la motivazione: Un
mezzo disastro diplomatico
il litigio pubblico con Simon
Peres. La Turchia da tempo
si sta posizionando come onesto
mediatore tra Israele e il
mondo arabo. Avere fatto la
parte del difensore di Hamas
in un diverbio con il presidente
israeliano ha forse guadagnato
consensi domestici al primo
ministro ma ha messo in dubbio
la sua equidistanza. Un lungo
lavoro di diplomazia ha fatto
un balzo indietro. Nel momento
sbagliato (1).
Discorso ineccepibile. Perché
Jahvé ha stabilito
che Israele ha sempre
ragione e gli altri
hanno sempre torto.
Parola del Corriere e di Mieli.
In
allegato gli accadimenti di
Davos.
Con lo scambio di
vedute tra Peres
ed Erdogan.
Questi Giudei non perdono
occasione di dire la verità.
Una verità che puzza
dimpostura.
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(1)
Le pagelle in
Corriere della Sera
del 1 febbraio 2009, pagina
3.
"L'eroe
di Davos"
Non
c'è oggi in Istanbul
una strada che non sia addobbata
da una bandiera palestinese
o uno striscione che inneggi
al boicottaggio dei prodotti
israeliani o condanni l'operazione
contro Gaza. Nei centri culturali,
nelle moschee e nelle scuole
si raccolgono aiuti per la
popolazione di Gaza. Durante
i giorni di guerra, il governo
turco più volte ha
denunciato le operazioni militari
come inumane e sproporzionate.
Non ci sono state azioni diplomatiche
o commerciali, però,
forse nessuno ad Ankara si
aspettava che sarebbe durata
così tanto.
Molti
si chiedevano come è
possibile che dinnanzi ad
un paese così piccolo
come Israele nessuno alzasse
la voce. Beh questo avveniva
fino a ieri. In uno dei dibattiti
del World Economic Forum di
Davos, si parlava della questione
palestinese. Quattro i partecipanti:
il presidente della Lega Araba,
Ban Ki-mun, Shimon Peres e
il Primo Ministro turco Erdogan.
Peres con grande presunzione
ha difeso l'operazione israeliana,
ha denunciato l'incapacità
delle autorità palestinesi,
ed ha elencato le azioni di
assistenza umanitaria israeliana
nei confronti degli affamati
palestinesi. Erdogan non ha
resistito e dopo 25 minuti
di discorso di Peres (avrebbe
dovuto parlare solo 12 minuti
come gli altri) ha iniziato
dicendo: "Io vorrei dire
solo due parole. Il sesto
[in realtà è
il quinto] comandamento dice
'Non uccidere'. In questo
caso si uccide. In secondo
luogo, questo è molto
interessante: Gilad Atzmon,
dice 'siamo davanti ad un
caso che supera di molto la
barbarie', questo è
un ebreo! Un professore di
Oxford in relazioni internazionali
e allo stesso tempo un ufficiale
delle forze armate israeliane
dice..." a questo punto
il moderatore cerca in tutti
modi di fermare Erdogan e
non si capisce il resto della
frase. Ma si può chiaramente
intendere che stava condannando
energicamente Israele.
Si
capisce molto bene quello
che fa dopo il Primo Ministro.
Lamentandosi che Peres ha
avuto l'opportunità
di parlare a lungo (la stessa
cosa che non gli è
stata riconosciuta) afferma
che non verrà mai più
a Davos, perchè "voi
non ci fate parlare!".
Poi si è alzato e se
n'è andato. In altre
affermazioni riportate dalla
stampa turca Erdogan sembra
aver affermato contro la scortesia
del moderatore "io non
sono un capo tribù,
ma sono il Primo Ministro
della Turchia!".
Beh,
al suo ritorno veloce in patria
Erdogan non era solo il Primo
Ministro della Turchia, ma
un eroe nazionale. "Un
leader mondiale" come
inneggiavano gli striscioni
che accoglievano poche ore
dopo il Primo Ministro all'aeroporto
di Istanbul seguito in diretta
su tutti i canali televisivi.
Beh le tipografie hanno aperto
a tarda notte per stampare
quegli striscioni. Ma forse
hanno chiuso un epoca. C'era
una volta, infatti, una Turchia
disinteressata a quello che
avveniva nel Medio Oriente
e molto fredda davanti alla
questione palestinese. Oggi,
però, la Turchia vuole
giocare un ruolo più
importante nell'area. Sappiamo
che sta giocando da mediatore
per stabilizzare le relazioni
tra Siria e Israele. Con non
poca dose di nazionalismo,
vuole diventare il leader
economico e politico del Medio
Oriente.
Il
quotidiano arabo al-Quds al-Arabi
questa mattina si chiede perchè
Amru Musa-presidente della
Lega Araba e, in passato,
ministro degli esteri egiziano-si
sia alzato per salutare e
ringraziare Erdogan che in
collera ha lasciato il Forum,
ma non se ne sia andato anche
lui. Invece di tornare al
suo posto, visto che rappresentava
i paesi arabi, avrebbe dovuto
anche lui risentirsi delle
parole di Peres. Se questa
è la leadership dei
paesi arabi, forse la Turchia
veramente sta per diventare
il leader della regione. Intanto,
è un giorno di gloria
nazionale qui ad Istanbul.
Ahmed
Guida
http://www.islam-online.it/eroe_davos.htm
video:
http://it.youtube.com/watch?v=rdiYFah2h4c