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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

E Italy disse a Germany: “Credevo che i miei fossero patrioti, ma vedendo i tuoi…

03.02.09 - Recentemente, pur di chiudere la disputa con i Giudei, Santa Romana Chiesa ha bestemmiato: "Chi nega la Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo". E, su questo, vi riporto quanto scrive Mattogno (1).

Riporto ora una strana dichiarazione di Angela Merkel: “Il Papa chiarisca. Si tratta di dire in modo netto che non può esserci nessuna negazione della Shoah”.

Insomma, Jahvé è un “Dio terribile”. E non ammette dubbi o tentennamenti.
E Santa Romana Chiesa non avrà pace fino a quando non proclamerà:
D’ora in poi basta con la Croce, solo Shoah. Da prendere digiuni una volta al giorno. Amen”.

Certo, potrebbe rispondere a tutti: “Andate a fare in culo”. Ma dubito che i Santi Padri ricorreranno ad un linguaggio scurrile.

Buon per me che, adorando Giove, non sono tenuto a credere alla Shoah.

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(1) Carlo Mattogno: “La Shoah secondo Federico Lombardi

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Allegato n. 1

“Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo”.

Federico Lombardi
, portavoce della Santa Sede, in un editoriale alla Radio Vaticana.

Proclamazione teologica, per un cattolico, blasfema, idolatra e razzista, incommensurabilmente più grave di quella, storica, del vescovo Williamson.

Blasfema perché introduce un presunto fatto storico, del tutto contingente, nel corpus teologico del mistero di Dio e della Croce, elevandolo ad articolo di fede. In questo ambito, la storicità compete esclusivamente alla manifestazione soprannaturale divina, che raggiunge il culmine in Cristo. La storicità, come articolo di fede indiscutibile, riguarda soltanto la Rivelazione e la Vita del Cristo.

Idolatra perché tra il mistero di Dio, la Trinità, e il mistero della Croce, la Redenzione, pone il vitello d'oro della Shoah, che rende addirittura strumento di comprensione dei misteri della fede.

Razzista perché considera la Shoah intoccabile, al di fuori e al di sopra di qualunque critica, tale da scatenare l'anatema di "antisemitismo" (razzismo al contrario) per la minima trasgressione, solo perché riguarda l'ebreo in quanto ebreo.

A tanto giunge la prosternazione delle gerarchie ecclesiastiche di fronte ai loro "fratelli maggiori", figli di Jahveh. La Chiesa raccoglie ciò che ha seminato. Il "papa buono" e i suoi degni successori l'hanno ridotta a penoso avamposto e cassa di risonanza del giudaismo.

Questa bestemmia si ritorce immediatamente contro la Chiesa stessa. Se ne deve arguire che il "silenzio" di Pio XII fu una connivenza con i perpetratori della Shoah, fatto immensamente più nefando della sua negazione, perciò Pio XII rappresenterebbe la quintessenza di colui che non sapeva «nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo»!

Sul piano storiografico, le dichiarazioni del vescovo Richard Williamson e del sacerdote Floriano Abrahamowicz, bollate dalla "virtuosa indignazione" dei nuovi Farisei (che mai prorompe contro i massacratori israeliani, per i quali sono sempre pronti a profondere giustificazioni e comprensione) come "deliranti" e "antisemite", sono in realtà ineccepibili.

Non esiste infatti alcuna prova documentaria dell'esistenza di camere a gas omicide nei campi di concentramento nazionalsocialisti, mentre è documentariamente provato che tutte le vere camere a gas ad acido cianidrico (Zyklon B) che vi si trovavano servivano esclusivamente a scopo di disinfestazione.

Chi afferma il contrario, o non conosce la storia, o è un mentitore.

Carlo Mattogno, 31 gennaio 2009

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Allegato 2

«da parte del vaticano deve esserci un rapporto positivo con il mondo ebraico»
Vescovo negazionista, la Merkel attacca: «Il Papa chiarisca»
«Si tratta di dire in modo netto che non può esserci nessuna negazione della Shoah»


BERLINO (GERMANIA) - Il caso non è chiuso. La Germania non ci sta e per bocca del suo Cancelliere Angela Merkel dichiara che le chiarificazioni del Vaticano sulla reintegrazione del vescovo lefebvriano Williamson che nega l'Olocausto, sono «insufficienti».

CHIARIMENTO NECESSARIO - «Si tratta di chiarire in modo netto, da parte del Papa e del Vaticano, che non può esserci nessuna negazione» dell’Olocausto e che deve esserci «un rapporto positivo» col mondo ebraico, ha detto la cancelliera in una conferenza stampa a Berlino. «Dal mio punto di vista questi chiarimenti non ci sono ancora stati in modo sufficiente», ha aggiunto il Cancelliere. «Se una decisione del Vaticano fa emergere l'impressione che l'Olocausto possa essere negato - ha sottolineato ancora il capo del governo tedesco - questa deve essere chiarita. Da parte del Vaticano e del Papa deve essere affermato molto chiaramente che non ci può essere alcuna negazione sull'argomento». Finora, invece, ha sostenuto la Merkel, tutti i chiarimenti arrivati si sono rivelati «insufficienti».

LA POSIZIONE TEDESCA - Sulla questione c'è stata anche una dura presa di posizione della Chiesa tedesca. In un'intervista alla radio pubblica «Suedwestrundfunk» il cardinale e vescovo di Magonza, Karl Lehmann, ex presidente della Conferenza episcopale tedesca, aveva affermato che la questione potrebbe essere risolta solo con scuse «ad alto livello».

Lehmann aveva definito «una catastrofe per i sopravvissuti dell'Olocausto» la decisione di Benedetto XVI di riammettere Williamson nel seno della Chiesa e aggiunto che il Papa deve chiarire che la negazione dell'Olocausto non è una trasgressione perdonabile. Lehmann aveva anche chiesto le dimissioni del responsabile della Commissione «Ecclesia Dei», il cardinale Castrillon Hoyos, il quale in un'intervista aveva affermato di non essere stato a conoscenza delle affermazioni negazioniste di Williamson.

Corriere della Sera, 3 febbraio 2009
 
 

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