E
Italy disse a Germany: Credevo
che i miei fossero patrioti,
ma vedendo i tuoi
03.02.09
- Recentemente, pur di chiudere
la disputa con i Giudei, Santa
Romana Chiesa ha bestemmiato: "Chi nega la Shoah
non sa nulla né del
mistero di Dio, né della Croce di Cristo".
E, su questo, vi riporto quanto
scrive Mattogno (1).
Riporto
ora una strana dichiarazione
di Angela Merkel: Il
Papa chiarisca. Si tratta
di dire in modo netto che
non può esserci nessuna
negazione della Shoah.
Insomma, Jahvé è un Dio terribile.
E non ammette dubbi o tentennamenti.
E Santa Romana Chiesa non
avrà pace fino a quando
non proclamerà:
Dora in
poi basta con la Croce, solo
Shoah. Da prendere digiuni
una volta al giorno. Amen.
Certo,
potrebbe rispondere a tutti: Andate a fare in
culo. Ma dubito
che i Santi Padri ricorreranno
ad un linguaggio scurrile.
Buon
per me che, adorando Giove,
non sono tenuto a credere
alla Shoah.
******************
(1)
Carlo Mattogno: La
Shoah secondo Federico Lombardi
************
Allegato
n. 1
Chi
nega il fatto della Shoah
non sa nulla né del
mistero di Dio, né
della Croce di Cristo.
Federico Lombardi, portavoce
della Santa Sede, in un editoriale
alla Radio Vaticana.
Proclamazione
teologica, per un cattolico,
blasfema, idolatra e razzista,
incommensurabilmente più
grave di quella, storica,
del vescovo Williamson.
Blasfema
perché introduce un
presunto fatto storico, del
tutto contingente, nel corpus
teologico del mistero di Dio
e della Croce, elevandolo
ad articolo di fede. In questo
ambito, la storicità
compete esclusivamente alla
manifestazione soprannaturale
divina, che raggiunge il culmine
in Cristo. La storicità,
come articolo di fede indiscutibile,
riguarda soltanto la Rivelazione
e la Vita del Cristo.
Idolatra
perché tra il mistero
di Dio, la Trinità,
e il mistero della Croce,
la Redenzione, pone il vitello
d'oro della Shoah, che rende
addirittura strumento di comprensione
dei misteri della fede.
Razzista
perché considera la
Shoah intoccabile, al di fuori
e al di sopra di qualunque
critica, tale da scatenare
l'anatema di "antisemitismo"
(razzismo al contrario) per
la minima trasgressione, solo
perché riguarda l'ebreo
in quanto ebreo.
A
tanto giunge la prosternazione
delle gerarchie ecclesiastiche
di fronte ai loro "fratelli
maggiori", figli
di Jahveh. La Chiesa raccoglie
ciò che ha seminato.
Il "papa buono"
e i suoi degni successori
l'hanno ridotta a penoso avamposto
e cassa di risonanza del giudaismo.
Questa
bestemmia si ritorce immediatamente
contro la Chiesa stessa. Se
ne deve arguire che il "silenzio"
di Pio XII fu una connivenza
con i perpetratori della Shoah,
fatto immensamente più
nefando della sua negazione,
perciò Pio XII rappresenterebbe
la quintessenza di colui che
non sapeva «nulla
né del mistero di Dio,
né della Croce di Cristo»!
Sul
piano storiografico, le dichiarazioni
del vescovo Richard Williamson
e del sacerdote Floriano Abrahamowicz,
bollate dalla "virtuosa
indignazione" dei
nuovi Farisei (che mai prorompe
contro i massacratori israeliani,
per i quali sono sempre pronti
a profondere giustificazioni
e comprensione) come "deliranti"
e "antisemite",
sono in realtà ineccepibili.
Non esiste infatti alcuna
prova documentaria dell'esistenza
di camere a gas omicide nei
campi di concentramento nazionalsocialisti,
mentre è documentariamente
provato che tutte le vere
camere a gas ad acido cianidrico
(Zyklon B) che vi si trovavano
servivano esclusivamente a
scopo di disinfestazione.
Chi
afferma il contrario, o non
conosce la storia, o è
un mentitore.
Carlo
Mattogno, 31 gennaio 2009
**************
Allegato
2
«da
parte del vaticano deve esserci
un rapporto positivo con il
mondo ebraico»
Vescovo negazionista, la Merkel
attacca: «Il Papa chiarisca»
«Si tratta di dire in
modo netto che non può
esserci nessuna negazione
della Shoah»
BERLINO
(GERMANIA) -
Il caso non è chiuso.
La Germania non ci sta e per
bocca del suo Cancelliere
Angela Merkel dichiara che
le chiarificazioni del Vaticano
sulla reintegrazione del vescovo
lefebvriano Williamson che
nega l'Olocausto, sono «insufficienti».
CHIARIMENTO
NECESSARIO - «Si
tratta di chiarire in modo
netto, da parte del Papa e
del Vaticano, che non può
esserci nessuna negazione»
dellOlocausto e che
deve esserci «un rapporto
positivo» col mondo
ebraico, ha detto la cancelliera
in una conferenza stampa a
Berlino. «Dal mio punto
di vista questi chiarimenti
non ci sono ancora stati in
modo sufficiente», ha
aggiunto il Cancelliere. «Se
una decisione del Vaticano
fa emergere l'impressione
che l'Olocausto possa essere
negato - ha sottolineato ancora
il capo del governo tedesco
- questa deve essere chiarita.
Da parte del Vaticano e del
Papa deve essere affermato
molto chiaramente che non
ci può essere alcuna
negazione sull'argomento».
Finora, invece, ha sostenuto
la Merkel, tutti i chiarimenti
arrivati si sono rivelati
«insufficienti».
LA
POSIZIONE TEDESCA - Sulla
questione c'è stata
anche una dura presa di posizione
della Chiesa tedesca. In un'intervista
alla radio pubblica «Suedwestrundfunk»
il cardinale e vescovo di
Magonza, Karl Lehmann, ex
presidente della Conferenza
episcopale tedesca, aveva
affermato che la questione
potrebbe essere risolta solo
con scuse «ad alto livello».
Lehmann aveva definito «una
catastrofe per i sopravvissuti
dell'Olocausto» la decisione
di Benedetto XVI di riammettere
Williamson nel seno della
Chiesa e aggiunto che il Papa
deve chiarire che la negazione
dell'Olocausto non è
una trasgressione perdonabile.
Lehmann aveva anche chiesto
le dimissioni del responsabile
della Commissione «Ecclesia
Dei», il cardinale Castrillon
Hoyos, il quale in un'intervista
aveva affermato di non essere
stato a conoscenza delle affermazioni
negazioniste di Williamson.
Corriere
della Sera, 3 febbraio 2009