La
Giudia allassalto
di Santa Romana Chiesa
04.02.09 - A sentirli, si
offendono se qualcuno scrive
di predominio
giudaico e di lobby giudaica.
E sparano molte parole per
denunciare il rinascente
antisemitismo.
Solo che, in occasione del
ritiro della scomunica ai
4 vescovi lefrebviani, la
Giudia tutta si è mobilitata
per bacchettare Benedetto
XVI° e il Vaticano. Con
interventi tra il paradossale e lo sconcio.
E stanno lì, a continuare
questo ridicolo balletto.
***
Cominciamo
con Santa Romana Chiesa.
Il Cristianesimo nacque in
una forma che oso definire anarchica:
ciascuno aveva il suo
Gesù da raccontare,
tanti avevano una dottrina
cristiana da diffondere.
Poi sopravvenne il Concilio
di Nicea (325 d.C.) e il cristianesimo si fece cattolico,
codificando un CREDO.
Possiamo crederci oppure non
crederci, ma dal 325 al 2009
il CREDO fa il fedele cattolico.
Su questa base si è innestata la politica
spicciola dei Papi
e del Vaticano, sempre attenti
a convivere coi potenti
del momento. Ma
avendo sempre il CREDO come limite invalicabile.
In
questo quadro vanno visti
gli ultimi avvenimenti.
Giovanni Paolo II°, visto
e considerato che USA/Israel
trionfavano, aprì ai
Giudei.
Sia chiaro: io non mi avventuro
in una discussione teologica.
Ma ribadisco che, malgrado
le molteplici aperture, la
Chiesa ha finora tenuto fermo
il suo CREDO.
Anche il ritiro della scomunica
deciso da Benedetto XVI° verso i 4 vescovi lefrebviani
ubbidisce alla logica del CREDO.
***
Solo
che, su questo avvenimento,
la Giudia si mobilita.
Si era creduto, creduto e
sperato, da quelle parti,
che la Chiesa avesse sposato
la causa giudaica non sul piano della politica
spicciola, ma sul
piano più profondo
della teologia.
E, poiché nei tempi
recenti la Shoah
era diventata fede fondante
dei Giudei; poiché alla Shoah (raccontata dai giudei) si
era piegata la Europa
giudaizzata, si
era creduto che Santa Romana
Chiesa avrebbe incluso la nuova fede nel suo CREDO.
Insomma: i Giudei continuassero
a credere in Jahvé,
i Cristiani continuassero
a credere in Gesù;
ma, su entrambe le fedi, stava
la Shoah,
come fede unica ed unificante.
Il fatto che uno dei 4 vescovi,
a cui veniva ritirata la scomunica,
negasse la Shoah destava nella giudia una profonda
delusione.
Da
qui un balletto indecente:
da una parte i Giudei che
chiedevano conto e ragione
del tradimento;
dallaltra i prelati
di Santa Romana Chiesa che,
pur tenendo presenti i limiti
loro imposti dal CREDO,
farfugliavano mille scuse
per tenersi amici i potenti
del momento.
Ad un punto tale da dichiarare: "Chi nega la Shoah
non sa nulla né del
mistero di Dio, né della Croce di Cristo".
Una dichiarazione doppiamente
perfida.
Alle orecchie di un cattolico
equiparare Dio e la Croce di Cristo (cose divine)
alla Shoah (accadimento umano)
è una bestemmia.
Agli occhi dei Giudei, invece,
quella equiparazione vale
zero.
Perché è normale
negare Dio e la Croce di Cristo,
dichiarare pubblicamente ci
credo oppure non
ci credo; ma è
blasfemo, è delittuoso,
è immondo e, in certi
paesi, è perfino reato,
negare la Shoah.
Conclusione: un dialogo tra
sordi.
***
Dopo
tante accuse e contraccuse, è Angela Merkel ad
entrare nella disputa. E lo
fa a gamba tesa.
Ma qui mi tocca cedere la
parola al Corriere
della Sera, autorevole
portavoce degli autorevoli fratelli maggiori.
Sorvolo
su un articolo di Massimo
Franco (1). Non che Massimo
Franco non ci racconti bene
i travagli
di Benedetto XVI°, della
Chiesa e della Curia, ma lo
fa da laico.
E, a me pare, un laicismo
sospetto. Io, laico
autentico, risolverei il problema
dicendo a tutti i critici: Non rompetemi il
cazzo. Ma io sono
un laico romano.
E, dunque, lasciamo Benedetto
XVI° a sfogliare la margherita: una CHIESA libera
ed indipendente ma povera oppure una Chiesa
che fa del ricco turismo religioso
in Terrasanta ma asservita
alla volontà di Israele?
Riporto
ora una strana dichiarazione
di Angela Merkel: Il
Vaticano chiarisca che non
si nega la Shoah (2).
Frau Merkel è Cancelliere
della Repubblica Federale
Tedesca. E, in tale veste,
avrebbe mille problemi da
risolvere con la crisi finanziaria
incombente. Perché lo fa?
Ce lo spiega Giulio Busi storico
dellebraismo (3). Che dichiara: Frau
Merkel è coraggiosa,
lungimirante e
razionale e parla
per difendere il buon
nome dei tedeschi.
Mai
giudeo disse tante imposture.
Ve lo immaginate se saltasse
fuori che nei
campi di concentramento tedeschi
morirono 500.000 Ebrei?
Ve lo immaginate se saltasse
fuori che morirono
di stenti e di malattie?
Ve lo immaginate se si chiarisse
che non cera
alcun piano di sterminio?
Poveri Tedeschi, ne uscirebbero
svergognati davanti al mondo
intero! Ragione per cui la
Frau difende la verità ufficiale.
A costo di innestare polemiche
a non finire.
E,
siccome la tesi patriottica
è ridicola perfino
alle orecchie di un pio
giudeo, eccolo fare
appello alla tesi
religiosa: luterani contro cattolici
e viceversa. Perché
il nostro ci tiene ad informarci
che la Frau è figlia
di un pastore luterano e che viene dallEst.
Pudicamente, tace della nonna
giudea.
Ma è solo per modestia,
non certo per perfidia. Può un giudeo parlare con perfidia?
E
conclude: Ora
la signora Merkel ha messo
la questione in termini politici.
Non bastano più le
dichiarazioni per risolverla (3).
Non capisco cosa voglia dire
costui. Questione politica?
E che centra la politica
con Santa Romana Chiesa? Non si parlava forse di Shoah?
E di Shoah da includere nel Credo,
accanto a Dio Padre,
a Gesù e allo Spirito
Santo?
Mistero giudeo: non credettero
a Gesù 2mila anni fa,
non credono agli uomini
liberi ai nostri
giorni.
E saranno seppelliti assieme
alla loro arroganza e alle
loro imposture.
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(1) Si allontana
la visita del Pontefice in
Israele in Corriere
della Sera del 4
febbraio 2009, pagina 1;
(2)
La Merkel critica
il Papa: Il Vaticano chiarisca
che non si nega la Shoah
in Corriere della
Sera del 4 febbraio
2009, pagina 19;
(3)
La luterana dellEst
in difesa dei tedeschi
in Corriere della Sera
del 4 febbraio 2009, pagina
19.