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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La “Giudia” all’assalto di “Santa Romana Chiesa”

04.02.09 - A sentirli, si offendono se qualcuno scrive di “predominio giudaico” e di “lobby giudaica”. E sparano molte parole per denunciare il “rinascente antisemitismo”.
Solo che, in occasione del ritiro della scomunica ai 4 vescovi lefrebviani, la Giudia tutta si è mobilitata per bacchettare Benedetto XVI° e il Vaticano. Con interventi tra il “paradossale” e lo “sconcio”. E stanno lì, a continuare questo ridicolo balletto.

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Cominciamo con Santa Romana Chiesa.
Il Cristianesimo nacque in una forma che oso definire “anarchica”: ciascuno aveva il “suo Gesù” da raccontare, tanti avevano una “dottrina cristiana” da diffondere. Poi sopravvenne il Concilio di Nicea (325 d.C.) e il “cristianesimo” si fece “cattolico”, codificando un “CREDO”. Possiamo crederci oppure non crederci, ma dal 325 al 2009 il “CREDO” fa il “fedele cattolico”.
Su questa base si è innestata la “politica spicciola” dei Papi e del Vaticano, sempre attenti a convivere coi “potenti del momento”. Ma avendo sempre il “CREDO” come limite invalicabile.

In questo quadro vanno visti gli ultimi avvenimenti.
Giovanni Paolo II°, visto e considerato che USA/Israel trionfavano, aprì ai Giudei.
Sia chiaro: io non mi avventuro in una discussione teologica. Ma ribadisco che, malgrado le molteplici aperture, la Chiesa ha finora tenuto fermo il suo “CREDO”.
Anche il ritiro della scomunica deciso da Benedetto XVI° verso i 4 vescovi lefrebviani ubbidisce alla logica del “CREDO”.

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Solo che, su questo avvenimento, la Giudia si mobilita.
Si era creduto, creduto e sperato, da quelle parti, che la Chiesa avesse sposato la “causa giudaica” non sul piano della “politica spicciola”, ma sul piano più profondo della “teologia”.
E, poiché nei tempi recenti la “Shoah” era diventata fede fondante dei Giudei; poiché alla “Shoah” (raccontata dai giudei) si era piegata la “Europa giudaizzata”, si era creduto che Santa Romana Chiesa avrebbe incluso la “nuova fede” nel suo “CREDO”.
Insomma: i Giudei continuassero a credere in Jahvé, i Cristiani continuassero a credere in Gesù; ma, su entrambe le fedi, stava la “Shoah”, come fede unica ed unificante.
Il fatto che uno dei 4 vescovi, a cui veniva ritirata la scomunica, negasse la “Shoah” destava nella giudia una profonda delusione.

Da qui un balletto indecente: da una parte i Giudei che chiedevano conto e ragione del “tradimento”; dall’altra i prelati di Santa Romana Chiesa che, pur tenendo presenti i limiti loro imposti dal “CREDO”, farfugliavano mille scuse per tenersi amici i “potenti del momento”.
Ad un punto tale da dichiarare: "Chi nega la Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo". Una dichiarazione “doppiamente perfida”.
Alle orecchie di un cattolico equiparare “Dio” e la “Croce di Cristo” (“cose divine”) alla “Shoah” (“accadimento umano”) è una bestemmia.
Agli occhi dei Giudei, invece, quella equiparazione vale zero.
Perché è normale negare “Dio” e la “Croce di Cristo”, dichiarare pubblicamente “ci credo” oppure “non ci credo”; ma è blasfemo, è delittuoso, è immondo e, in certi paesi, è perfino reato, negare la “Shoah”.
Conclusione: un dialogo tra sordi.

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Dopo tante accuse e contraccuse, è Angela Merkel ad entrare nella disputa. E lo fa a “gamba tesa”. Ma qui mi tocca cedere la parola al “Corriere della Sera”, autorevole portavoce degli autorevoli “fratelli maggiori”.

Sorvolo su un articolo di Massimo Franco (1). Non che Massimo Franco non ci racconti bene i “travagli” di Benedetto XVI°, della Chiesa e della Curia, ma lo fa da “laico”.
E, a me pare, un “laicismo sospetto”. Io, laico autentico, risolverei il problema dicendo a tutti i critici: “Non rompetemi il cazzo”. Ma io sono un “laico romano”.
E, dunque, lasciamo Benedetto XVI° a sfogliare la margherita: “una CHIESA libera ed indipendente ma povera” oppure “una Chiesa che fa del ricco turismo religioso in Terrasanta ma asservita alla volontà di Israele”?

Riporto ora una strana dichiarazione di Angela Merkel: “Il Vaticano chiarisca che non si nega la Shoah” (2).
Frau Merkel è Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca. E, in tale veste, avrebbe mille problemi da risolvere con la crisi finanziaria incombente. Perché lo fa?
Ce lo spiega Giulio Busi “storico dell’ebraismo” (3). Che dichiara: “Frau Merkel è “coraggiosa”, “lungimirante” e “razionale” e parla per “difendere il buon nome dei tedeschi”.

Mai giudeo disse tante imposture. Ve lo immaginate se saltasse fuori che “nei campi di concentramento tedeschi morirono 500.000 Ebrei”? Ve lo immaginate se saltasse fuori che “morirono di stenti e di malattie”? Ve lo immaginate se si chiarisse che “non c’era alcun piano di sterminio”?
Poveri Tedeschi, ne uscirebbero svergognati davanti al mondo intero! Ragione per cui la Frau difende la “verità ufficiale”.
A costo di innestare polemiche a non finire.

E, siccome la “tesi patriottica” è ridicola perfino alle orecchie di un “pio giudeo”, eccolo fare appello alla “tesi religiosa”: “luterani” contro “cattolici” e viceversa. Perché il nostro ci tiene ad informarci che la Frau è “figlia di un pastore luterano” e “che viene dall’Est”.
Pudicamente, tace della nonna giudea
.
Ma è solo per modestia, non certo per perfidia. Può un giudeo parlare con perfidia?

E conclude: “Ora la signora Merkel ha messo la questione in termini politici. Non bastano più le dichiarazioni per risolverla” (3).
Non capisco cosa voglia dire costui. Questione politica? E che c’entra la politica con Santa Romana Chiesa? Non si parlava forse di “Shoah”?
E di “Shoah” da includere nel “Credo”, accanto a “Dio Padre, a Gesù e allo Spirito Santo”?
Mistero giudeo: non credettero a Gesù 2mila anni fa, non credono agli “uomini liberi” ai nostri giorni.
E saranno seppelliti assieme alla loro arroganza e alle loro imposture.

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(1) “Si allontana la visita del Pontefice in Israele” in “Corriere della Sera” del 4 febbraio 2009, pagina 1;

(2) “La Merkel critica il Papa: Il Vaticano chiarisca che non si nega la Shoah” in “Corriere della Sera” del 4 febbraio 2009, pagina 19;

(3) “La luterana dell’Est in difesa dei tedeschi” in “Corriere della Sera” del 4 febbraio 2009, pagina 19.
 
 

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