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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Shoah” delle loro trame, chi è il più perfido del reame?

04.02.09 - Gli antichi Romani dicevano: “Quot capita tot sententiae”. Nella mia Sicilia si dice: “Ogni testa un tribunali”.
Oggi la segreteria di stato vaticana fissa il principio: “Ciascuno si abbia la sua Shoah. E tutti siano contenti”.

Non mi credete? E, allora, leggetevi attentamente quello che dichiara la segreteria di stato vaticana: “Egli stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso quando, riferendosi a quell'efferato genocidio, ha ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la memoria di quel terribile genocidio deve indurre 'l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo', aggiungendo che la Shoah resta 'per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti''.

Se il principio è questo (“la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti”) io condanno fermamente la Shoah. E penso che la condannerà anche il vescovo lefebvriano Richard Williamson che ha parlato di 300.000 morti. Prevedo che anche la Croce Rossa, che parlava di 500.000 morti, si dichiarerà d’accordo. Dubito, però, che i Giudei accetteranno questo modo “curialesco” di risolvere il problema.

E difatti 3 sono i punti che rendono la “Shoah” indigeribile:
1. sono morti 6 milioni di Ebrei;
2. sono morti perché uccisi con le camere a gas;
3. uccisi per dare seguito ad un ordine superiore.

Ed è su queste “baggianate” che si è innestata la rivolta di alcuni studiosi che passano per “negazionisti”. Nessuno si sogna di negare che sono avvenuti fatti crudeli e luttuosi, ma si mettono in dubbio i 3 punti che i Giudei hanno elevato adarticoli di fede”.

Da notare che la Curia assume un tono burbero verso i lefrebviani e pare che imponga loro delle condizioni, ma…
Ma, se la base di partenza è che “la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti”, questa è una affermazione che si può condividere e sottoscrivere.
Resta il problema: accetteranno i Giudei questa soluzione?
Oppure grideranno all’imbroglio e al tradimento?

Certo, però, che le “sottigliezze” di tutti questi studiosi della “Bibbia” offrono motivi di riflessione.
E m’inducono ad una domanda maliziosa: in fatto di perfidia sono più bravi i “santi rabbini” oppure i “santi chierici”?
Io non so. Fate vobiscum.


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LEFEBVRIANI, WILLIAMSON DEVE RITRATTARE

CITTA' DEL VATICANO - Il vescovo lefebvriano Richard Williamson dovrà ritrattare le sue dichiarazioni negazioniste della Shoah "per essere ammesso a funzioni episcopali nella Chiesa". Lo afferma una nota della segreteria di Stato vaticana. "Le posizioni di Mons. Williamson sulla Shoah - aggiunge la nota - sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre".
In precedenza era arrivata una precisazione del Vaticano, secondo cui il Papa non era al corrente delle dichiarazioni negazioniste del vescovo Richard Williamson, nel momento della remissione della scomunica.
''Le posizioni di Mons. Williamson sulla Shoah - afferma la nota della segreteria di Stato - sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre, come Egli stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso quando, riferendosi a quell'efferato genocidio, ha ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarieta' con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la memoria di quel terribile genocidio deve indurre 'l'umanita' a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo', aggiungendo che la Shoah resta 'per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perche' la violenza fatta contro un solo essere umano e' violenza contro tutti''. ''Il Vescovo Williamson, per una ammissione a funzioni episcopali nella Chiesa - aggiunge la nota - dovra' anche prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della scomunica''.

ANSA» 2009-02-04 15:33


 
 

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