Shoah
delle loro trame, chi è
il più perfido del
reame?
04.02.09
- Gli antichi Romani dicevano: Quot capita tot
sententiae.
Nella mia Sicilia si dice: Ogni testa un tribunali.
Oggi la segreteria di stato
vaticana fissa il principio: Ciascuno si abbia
la sua Shoah. E tutti siano
contenti.
Non mi credete? E, allora,
leggetevi attentamente quello
che dichiara la segreteria
di stato vaticana: Egli
stesso ha rimarcato il 28
gennaio scorso quando, riferendosi
a quell'efferato genocidio,
ha ribadito la Sua piena e
indiscutibile solidarietà
con i nostri Fratelli destinatari
della Prima Alleanza, e ha
affermato che la memoria di
quel terribile genocidio deve
indurre 'l'umanità
a riflettere sulla imprevedibile
potenza del male quando conquista
il cuore dell'uomo', aggiungendo
che la Shoah resta 'per tutti
monito contro l'oblio, contro
la negazione o il riduzionismo,
perché la violenza
fatta contro un solo essere
umano è violenza contro
tutti''.
Se il principio è questo
(la violenza fatta
contro un solo essere umano è violenza contro tutti)
io condanno fermamente la
Shoah. E penso che la condannerà
anche il vescovo lefebvriano
Richard Williamson che ha
parlato di 300.000 morti.
Prevedo che anche la Croce
Rossa, che parlava di 500.000
morti, si dichiarerà
daccordo. Dubito,
però, che i Giudei
accetteranno questo modo curialesco di risolvere il problema.
E difatti 3 sono i punti che
rendono la Shoah indigeribile:
1. sono morti 6 milioni di
Ebrei;
2. sono morti perché uccisi con le camere a gas;
3. uccisi per dare seguito
ad un ordine superiore.
Ed è su queste baggianate
che si è innestata
la rivolta di alcuni studiosi
che passano per negazionisti. Nessuno si sogna di negare
che sono avvenuti fatti crudeli
e luttuosi, ma si mettono
in dubbio i 3 punti che i
Giudei hanno elevato ad
articoli di fede.
Da notare che la Curia assume
un tono burbero verso i lefrebviani
e pare che imponga loro delle
condizioni, ma
Ma, se la base di partenza è che la violenza
fatta contro un solo essere
umano è violenza contro
tutti, questa è
una affermazione che si può condividere e sottoscrivere.
Resta il problema: accetteranno
i Giudei questa soluzione?
Oppure grideranno allimbroglio
e al tradimento?
Certo, però, che le sottigliezze di tutti questi studiosi della Bibbia offrono motivi di riflessione.
E minducono ad una domanda
maliziosa: in fatto di
perfidia sono più bravi
i santi rabbini
oppure i santi chierici?
Io non so. Fate vobiscum.
***********************
LEFEBVRIANI,
WILLIAMSON DEVE RITRATTARE
CITTA' DEL
VATICANO - Il vescovo lefebvriano
Richard Williamson dovrà
ritrattare le sue dichiarazioni
negazioniste della Shoah "per
essere ammesso a funzioni
episcopali nella Chiesa".
Lo afferma una nota della
segreteria di Stato vaticana.
"Le posizioni di Mons.
Williamson sulla Shoah - aggiunge
la nota - sono assolutamente
inaccettabili e fermamente
rifiutate dal Santo Padre".
In precedenza era arrivata
una precisazione del Vaticano,
secondo cui il Papa non era
al corrente delle dichiarazioni
negazioniste del vescovo Richard
Williamson, nel momento della
remissione della scomunica.
''Le posizioni di Mons. Williamson
sulla Shoah - afferma la nota
della segreteria di Stato
- sono assolutamente inaccettabili
e fermamente rifiutate dal
Santo Padre, come Egli stesso
ha rimarcato il 28 gennaio
scorso quando, riferendosi
a quell'efferato genocidio,
ha ribadito la Sua piena e
indiscutibile solidarieta'
con i nostri Fratelli destinatari
della Prima Alleanza, e ha
affermato che la memoria di
quel terribile genocidio deve
indurre 'l'umanita' a riflettere
sulla imprevedibile potenza
del male quando conquista
il cuore dell'uomo', aggiungendo
che la Shoah resta 'per tutti
monito contro l'oblio, contro
la negazione o il riduzionismo,
perche' la violenza fatta
contro un solo essere umano
e' violenza contro tutti''.
''Il Vescovo Williamson, per
una ammissione a funzioni
episcopali nella Chiesa -
aggiunge la nota - dovra'
anche prendere in modo assolutamente
inequivocabile e pubblico
le distanze dalle sue posizioni
riguardanti la Shoah, non
conosciute dal Santo Padre
nel momento della remissione
della scomunica''.
ANSA»
2009-02-04 15:33