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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La Shoah sporcò le acque. E vi annegò

06.02.09 - Tocco il naso di Paolo Mieli, direttore del “Corriere della Sera”, per misurarne la febbre. E noto strani sobbalzi di temperatura. Ma procediamo con ordine.

Ieri il “Corriere” riportava il secondo intervento d’Israele: “Noi ci attendiamo che la Santa Sede rinneghi decisamente tutti i negazionisti dell’Olocausto, in genere, dovunque siano, e in particolare il vescovo Williamson” (1). Ed una inchiesta sugli umori del lefrebviani, che, a dire dell’articolista, “sono propensi alla ubbidienza verso il Papa” (2). E la conclusione: “Adesso Williamson è solo” (2). Seguiva l’ennesimo “bacio del culo alla bestia trionfante”: “il Vaticano ha posto l’ultimatum: o ci sarà una piena ritrattazione oppure non ci sarà posto per il vescovo britannico” (1).

Ieri pomeriggio un “perfido silenzio”: i siti “ANSA” e “Repubblica” davano notizia di una “nota polemica” di don Floriano Abrahamowicz che, confrontando il “Concilio Vaticano 2°” al “modernismo”, accomunava le due cose sotto i termini “eresia” e “cloaca maxima”.
Insomma: al vescovo Williamson si era aggregato un “ladrone”.
Il sito web del “Corriere” taceva della “ribellione”.
Ma incorrereste nell’accusa di antisemitismo a pensar male.

Perché Paolo Mieli, da bravo giudeo, aveva sempre riportato tutti i borbottii intestinali della Giudia, sia che si manifestassero “dal basso” sotto forma di puzzolente metano sia che salissero “in alto” con rutti nauseabondi.
Così come aveva fedelmente riportato i vari “editti” dei vari Erodi:
2 volte Israele per voce del “ministro dei culti” e del “ministro degli esteri” ed una volta Angela Merkel, cancelliere di Germania memore della nonna giudea.
Se Mieli taceva della “ribellione” era solo perché sperava che questa fosse e rimanesse circoscritta.

Oggi la notizia: non si ribella solo don Floriano Abrahamowicz, ma anche Mons Fellay, superiore dei lefrebviani (3). E pare che si vada verso la rottura.
Notizia accompagnata dal 4° editto di Erode: Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica Francese e nipote di nonna giudea, dichiara: “E’ inammissibile, increscioso e scioccante che nel ventunesimo secolo si possa negare la Shoah”.(3).
Ne concludo che Mr. Sarkozy ha toccato i vertici del ridicolo. Che più ridicolo non si può.

***

Una cosa deve essere chiara: io “capisco” tutti, anche se non sempre “concordo”.

Tanto per dire io capisco (ma non concordo) Carlo Magno che fece passare a fil di spada 5.000 Sassoni che rifiutarono di farsi battezzare.
Tanto per dire capisco (ma non concordo) i Crociati che, conquistata Gerusalemme, passarono a fil di spada 70.000 abitanti, giudei e mussulmani.
Tanto per dire capisco (ma non concordo) Santa Romana Chiesa che faceva bruciare gli eretici.

Non capisco (e non concordo) i Giudei, Santa Romana Chiesa e gli Erodi dei miei tempi (Israele, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy) che vogliono, pretendono ed esigono che io creda nella Shoah.
E ci creda come “articolo di fede” e ci creda senza poterla sottoporre a discussione alcuna. E cercherò di spiegarvene i motivi.
Viviamo tempi nei quali sugli autobus in giro a Barcellona e a Genova si può affiggere della pubblicità che dice: “Dio non esiste”.
Viviamo tempi nei quali si pubblicano libri nei quali si afferma: “Dio non esiste”.
E mi si spiega che questi sono “tempi moderni”.

Tempi moderni nei quali è lecito dire “non credo in Dio”; ma è immondo, è immorale, è passibile di pena dire “non credo nella Shoah”.
Scusate, sono stranezze che non capisco.
Ed a me, quando non capisco, girano i coglioni.
E mi viene voglia di gridare a tutti quanti: “Andate al Diavolo”. E portate con voi la Shoah.

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(1) “Fermo richiamo del Papa: Il negazionista ritratti” in “Corriere della Sera” del 5 febbraio 2009, pagina 14;

(2) “I lefrebviani in imbarazzo cercano una via d’uscita” in “Corriere della Sera” del 5 febbraio 2009, pagina 14;

(3) “I lefrebviani scelgono la sfida al Vaticano: Sì a nuovi sacerdoti” in “Corriere della Sera” del 6 febbraio 2009, pagina 19.

 
 

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