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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

I dubbi di Obama, le delusioni di Karzai, le certezze de “Loantri

09.02.09 - Leggo il “Corriere” e gonfio il petto di orgoglio nazionale. Ma procediamo con ordine.

A dire di Danilo Taino, nel recente convegno NATO di Monaco, sono affiorati da parte dei delegati USA dei toni allarmati (1). Si va da un “Afganistan, sarà più dura che in Iraq” ad un “Scontro lungo e difficile”. E si conclude con un “A Kabul ora è in gioco il futuro dell’Alleanza atlantica”. E Barack Obama ha sospeso l’invio di altri 30.000 soldati, chiedendo di “vederci chiaro”.

A completare il quadro, e a renderlo più tetro, Paolo Valentino accenna alla “delusione di Karzai”, seppure accompagnata da perfidi commenti (2). Da tempo Karzai protesta contro i “bombardamenti indiscriminati contro le popolazioni civili”. Da tempo Karzai propone che “si apra ai Talebani.
Valentino conferma queste notizie, ma…. Ma ne fornisce una sua spiegazione: “il problema principale si chiama Hamid Karzai, il presidente che tutti o quasi nella capitale americana, considerano ormai inaffidabile ed inetto” (2).
Ecco: le dichiarazioni di Karzai, che “prende le distanze dagli alleati”, nascerebbero dal fatto che gli alleati “stanno prendendo le distanze da Karzai”. Io non so dirvi se è nato “prima l’uovo e poi la gallina” o viceversa. Mi limito ad osservare che quando le cose vanno bene ci si compiace dei successi; quando invece vanno male, si litiga su chi debba portare il peso degli insuccessi.
E, a giudizio unanime, “la situazione sul terreno è quanto mai precaria” (2).

In questo quadro di sfiducia e di generale scoramento, spicca la nostra dedizione alla “santa causa” della UNOCAL, multinazionale USA che vorrebbe far passare, attraverso l’Afganistan, i gasdotti e gli oleodotti che dovrebbero portare in Occidente le materia prime dell’Asia centrale. Napolitano e Berlusconi, Fini e Schifani, Frattini e La Russa non hanno mai manifestato dubbi o reticenze. Pronti, prontissimi a sacrificare le vite dei nostri soldati e i soldi degli Italiani pur di insegnare la democrazia agli Afgani.

Mirabile esempio d’amore patrio. Che Padre Giove li compensi come ben meritano.

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(1) “Afganistan, sarà più dura che in Iraq” in “Corriere della Sera” del 9 febbraio 2009, pagina 12;

(2) “La Delusione di Karzai” in “Corriere della Sera” del 9 febbraio 2009, pagina 1.

 
 

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