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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Santa Romana Chiesa ha “molti immobili” in Palestina ed “una verità mobile” nel mondo

10.02.09 - Da “Città del Vaticano” si fa sapere che “Richard Williamson, il vescovo che ha negato l’Olocausto” è stato rimosso dai suoi incarichi (1). E il “Corriere” scrive: “Ultimo capitolo nelle accese polemiche che in questi giorni hanno visto al centro il movimento lefebvriano” (1).

Capisco il sospiro di sollievo della Curia: la Fraternità, che aveva già sospeso il parroco don Floriano Abrahamowicz, sospende anche il vescovo Williamson. E, mentre la Curia respira sollevata, la Giudia gioisce per essere riuscita ad imporre la “sua verità” alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Che la ripeterà deferente. E, forse, la inserirà nel “CREDO” come nuovo “articolo di fede”.
Su queste cose si deve essere comprensivi: la Chiesa possiede “una sola verità” da predicare al mondo e “molti immobili in Palestina di cui chiede l’esenzione fiscale”. Ha preferito sacrificare la “verità” a beneficio della benevolenza di Israele. Forse che Papa Enrico IV° non aveva già detto: “Parigi val bene una messa”? Anche Papa Nicolò, nell’Enciclica “Il Principe”, aveva spiegato che “il fine giustifica i mezzi”.

Resta una “coda velenosa”, della quale la Curia romana e la Giudia fingono non accorgersi. I due prelati vengono esonerati dagli incarichi perché “Un vescovo cattolico può parlare con autorità ecclesiastica solo su materie riguardanti la fede e la morale” (1). E, pertanto, qualsiasi negazione della Shoah fatta dai due prelati, è uno scendere in “materia profana”.
Convengo: discettare sulla Shoah è, per un prelato, un uscire fuori dal seminato. Se, nella fattispecie, rilasciano dichiarazioni disinteressate. Cosa ben diversa è, invece, se i prelati del Vaticano svendono la verità per ricavarne benefici fiscali.

E meno male che i Giudei sono generosi. Hanno chiesto di “giurare sulla Shoah” e sono stati accontentati. Ma cosa sarebbe successo se avessero chiesto sulla “divinità di Gesù”? Tremo al pensiero. Anche perché l’esenzione dei beni ecclesiastici in Palestina è somma molto più consistente dei 30 denari che il Sinedrio dette a Giuda.

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(1) “Rimosso il vescovo revisionista: E’ stato inopportuno” in “Corriere della Sera” del 10 febbraio 2009, pagina 17.


 
 

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