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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

C’era una volta il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

12.02.09 - Da 2mila anni ci hanno insegnato a “credere nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo”. Poi sopravvenne la Rivoluzione Francese e, da allora, lo “Stato si è fatto laico”: si può credere oppure non crederenel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Sulle prime la Chiesa oppose resistenza al “modernismo”, ma poi si acconciò alle “nuove idee”. Accettando la distinzione tra “fede” e “ragione”. Ed io accettavo questa evoluzione concettuale.

Leggo ora le ultime affermazioni di Benedetto XVI° e confesso che tutte le mie convinzioni vacillano. E, poiché l’argomento è complesso, chiarisco il mio punto di vista. Io trovo più che giusto che si condanni la “guerra” e i “campi di concentramento”. Non trovo giusto che si condannino le “guerre tedesche” e si assolvano le guerre degli altri; non trovo giusto che si condannino i “campi di concentramento tedeschi” e si assolvano i campi di concentramento degli altri. A me pare che taluni vogliano impormi dei “ragionamenti settari”. E non li accetto.

Vengo alla “Shoah”. Se ai Giudei piace chiamarla così, facciano pure. E, nei limiti nei quali la Shoah è “verità”, io rispetto i loro lutti e i loro dolori. Ma, su questo “fatto storico”, io vorrei che gli storici ci discutessero su. E invece…. Qualsiasi discussione sulla “Shoah” è un atto riprovevole. In taluni Stati (Austria, Canada, Francia e Germania) “negare quei fatti” è addirittura reato. Insomma: la Shoah deve essere articolo di fede. Ora che alla Shoah credano i Giudei sarebbero fatti loro. Ma che io debba credere alla Shoah senza poterla discutere a me pare una pretesa che non sta né in Cielo né sulla terra.

Che Benedetto XVI° e i prelati del Vaticano svendano la “Trinità” (sulla quale si ammette la discussione) e comprino la “Shoah” (alla quale si deve credere senza discussione alcuna) è un fatto che m’induce a dubitare di tutte le favole che i chierici narrano da 2mila anni. Anche perché accompagnano questo “atto di fede” dalla perentoria affermazione di un “legame particolare ed esclusivo tra ebrei e cristiani”. E gli Europei? E i Cinesi? E i Giapponesi? Ecco: io capirei se dicessero: “i Cristiani amano gli uomini tutti”. Sarebbero in sintonia con Paolo di Tarso che diceva: “Agli occhi di Dio non c’è ebreo, non c’è greco, non c’è romano”.

Invece parlano esclusivamente di “rapporti particolari tra cristiani ed ebrei”. Gli altri? Gli altri vadano a puttane. Arrivato a questo punto mi chiedo:

1. Sono i chierici dei miei tempi che “stanno mutando religione” per avere delle esenzioni fiscali per i loro immobili in Palestina?

2. I chierici dei tempi passati, poiché gli Europei dominavano, si erano “detti romani”; mentre i chierici dei miei tempi, poiché dominano gli Ebrei, si “dicono giudei”?

3. I chierici ci hanno sempre raccontato delle “leggende” per turlupinarci e farne uno “istrumentum Regni”?

Io non so. So solo che noi avevamo le nostre leggende (Anchise ingravidò Venere, Marte ingravidò Rea Silvia, Romolo ascese al cielo) e ci abbiamo rinunciato per credere alle loro leggende. Oggi che i chierici dimostrano di avere delle “leggende commerciabili”, io torno alle mie leggende.

Restate avvisati: se taluni diranno di “avere un’alleanza con Dio”, io risponderò loro che “sono figlio degli Dei immortali”.


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Il Papa: "Andrò in Terra Santa, negazionismo è inaccettabile"

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha annunciato che si sta preparando per la sua visita in Israele. Lo ha detto ricevendo stamane in Vaticano i presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche americane, nel primo incontro con il mondo ebraico dopo la crisi scoppiata per la revoca della scomunica ai lefebvriani, tra cui il negazionista Williamson. Riprendendo le parole del suo predecessore, Giovanni Paolo II, Ratzinger ha chiesto "perdono" per il comportamento di coloro che, nella storia, hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico come con la Shoah, "un crimine contro Dio e l'umanità". E ha sottolineato che è "inaccettabile e intollerabile" chi, tra gli uomini di Chiesa, la nega o la minimizza.

la Repubblica” (12 febbraio 2009)
 
 

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