Cera
una volta il Padre, il Figlio
e lo Spirito Santo
12.02.09 - Da 2mila anni ci
hanno insegnato a credere
nel Padre, nel Figlio e nello
Spirito Santo.
Poi sopravvenne la Rivoluzione
Francese e, da allora, lo Stato si è fatto laico: si può credere oppure
non credere nel
Padre, nel Figlio e nello
Spirito Santo.
Sulle prime la Chiesa oppose
resistenza al modernismo,
ma poi si acconciò alle nuove idee.
Accettando la distinzione
tra fede e ragione.
Ed io accettavo questa evoluzione
concettuale.
Leggo
ora le ultime affermazioni
di Benedetto XVI° e confesso
che tutte le mie convinzioni
vacillano. E, poiché
largomento è
complesso, chiarisco il mio
punto di vista. Io trovo più che giusto che si condanni
la guerra e i campi di concentramento.
Non trovo giusto che si condannino
le guerre tedesche e si assolvano le guerre degli
altri; non trovo giusto che
si condannino i campi
di concentramento tedeschi e si assolvano i campi di
concentramento degli altri.
A me pare che taluni vogliano
impormi dei ragionamenti
settari. E non li
accetto.
Vengo
alla Shoah.
Se ai Giudei piace chiamarla
così, facciano pure.
E, nei limiti nei quali la
Shoah è verità,
io rispetto i loro lutti e
i loro dolori. Ma, su questo fatto storico,
io vorrei che gli storici
ci discutessero su. E invece
.
Qualsiasi discussione sulla Shoah è un atto riprovevole. In taluni
Stati (Austria, Canada, Francia
e Germania) negare
quei fatti è addirittura reato. Insomma:
la Shoah deve essere articolo
di fede. Ora che alla
Shoah credano i Giudei sarebbero
fatti loro. Ma che io debba
credere alla Shoah senza poterla
discutere a me pare una pretesa
che non sta né in Cielo
né sulla terra.
Che
Benedetto XVI° e i prelati
del Vaticano svendano la Trinità (sulla quale si ammette la
discussione) e comprino la Shoah (alla
quale si deve credere senza
discussione alcuna) è
un fatto che minduce
a dubitare di tutte le favole
che i chierici narrano da
2mila anni. Anche perché accompagnano questo atto
di fede dalla perentoria
affermazione di un legame
particolare ed esclusivo tra
ebrei e cristiani.
E gli Europei? E i Cinesi?
E i Giapponesi? Ecco: io capirei
se dicessero: i
Cristiani amano gli uomini
tutti. Sarebbero
in sintonia con Paolo di Tarso
che diceva: Agli
occhi di Dio non cè
ebreo, non cè
greco, non cè romano.
Invece
parlano esclusivamente di rapporti particolari
tra cristiani ed ebrei.
Gli altri? Gli altri vadano
a puttane. Arrivato a questo
punto mi chiedo:
1. Sono i chierici dei miei tempi
che stanno mutando
religione per avere
delle esenzioni fiscali per
i loro immobili in Palestina?
2. I chierici dei tempi passati,
poiché gli Europei
dominavano, si erano detti
romani; mentre i
chierici dei miei tempi, poiché dominano gli Ebrei, si dicono
giudei?
3. I chierici ci hanno sempre
raccontato delle leggende per turlupinarci e farne uno istrumentum Regni?
Io
non so. So solo che noi
avevamo le nostre leggende
(Anchise ingravidò
Venere, Marte ingravidò Rea Silvia, Romolo ascese
al cielo) e ci abbiamo rinunciato
per credere alle loro leggende.
Oggi che i chierici dimostrano
di avere delle leggende
commerciabili, io
torno alle mie leggende.
Restate
avvisati: se taluni diranno
di avere unalleanza
con Dio, io risponderò loro che sono figlio
degli Dei immortali.
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Il
Papa: "Andrò in
Terra Santa, negazionismo
è inaccettabile"
CITTA' DEL
VATICANO
- Papa Benedetto XVI ha annunciato
che si sta preparando per
la sua visita in Israele.
Lo ha detto ricevendo stamane
in Vaticano i presidenti delle
maggiori organizzazioni ebraiche
americane, nel primo incontro
con il mondo ebraico dopo
la crisi scoppiata per la
revoca della scomunica ai
lefebvriani, tra cui il negazionista
Williamson. Riprendendo le
parole del suo predecessore,
Giovanni Paolo II, Ratzinger
ha chiesto "perdono"
per il comportamento di coloro
che, nella storia, hanno causato
tanta sofferenza al popolo
ebraico come con la Shoah,
"un crimine contro Dio
e l'umanità".
E ha sottolineato che è
"inaccettabile e intollerabile"
chi, tra gli uomini di Chiesa,
la nega o la minimizza.
la
Repubblica (12 febbraio
2009)