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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Berlusconi e Tremonti “dicono bene”, ma….. Vedo “parole”, non vedo “fatti concreti

14.02.09 - La crisi finanziaria, nata in USA e grazie alla “finanza allegra” dei “rapaci della terra”, morde ovunque. Anche in Italia: nel 2008 il PIL dell’Italia è diminuito dello 0,9%, nel quarto trimestre 2008 del 2,6%. Segno evidente che la crisi galoppa e si fa sentire (1).

Berlusconi si dice “preoccupato”, rimbeccato da Veltroni che parla di “interventi tardivi” (2). Scusate, ma a me pare il solito indegno balletto tra “centrodestra” e “centrosinistra”. Tutti dichiarano, tutti propongono; ma nessun politico accenna alle misure di “contenimento delle spese” che ci consentirebbero di stornare una grande quantità di soldi là dove sarebbero più necessari.
Ne accenno io:

1. In Italia abbiamo 113 basi militari USA che ci costano una montagna di soldi. Per difenderci da chi? C’è qualcuno che ci minaccia? Nessuno propone di chiuderle in tutto o in parte. Anzi si stanno potenziano le basi di Sigonella e di Vicenza.

2. Abbiamo più di 10.000 soldati italiani all’esteroin missione di pace”. Ci costano un patrimonio. Ma nessuno accenna a farli rientrare in tutto o in parte. Anzi, recentemente, Berlusconi ha dichiarato che, “se saremo richiesti, faremo di più in Afganistan”. Nel consenso generale dei “politici che siedono nei Palazzi”.

Dopodiché vengono ad ammannirci questo ridicolo balletto: i sinistri chiedono “di più per venire incontro ai ceti deboli” e i destri rispondono “di più non possiamo perché non ci sono soldi”.
Già: per gli Italiani non ci sono soldi, ma i soldi si trovano per la “loro Patria(USA/Israel).

Mi tocca concludere che questo è il problema: una classe politica cialtrona, al servizio di USA/Israel. Sarebbe necessario liberarsene, ma….
Ma in giro non vedo gente disponibile per questa sacrosanta “lotta di liberazione dai liberatori del 1945”.

***

La crisi finanziaria, di cui avvertiamo i primi effetti, è nata negli USA. Causata dalle banche che hanno emesso “valori irreali” molto oltre i “valori reali” dell’economia. Stampando “montagne di carta” senza alcun valore. E, siccome la truffa è generalizzata, i banchieri hanno imparato a non fidarsi gli uni degli altri.
Conclusione: il denaro non circola e l’economia si blocca.

Per fortuna, così ci predicano, è arrivato Obama. Che sta indebitando gli USA per fare ripartire l’economia. Ed ha escogitato un “piano brillante” (almeno così vorrebbero darcela a bere). Il piano brillante consisterebbe nel creare una “banca cattiva” nella quale infilare tutti i “prodotti tossici”.
In parole chiare e semplici: gli Americani pagherebbero il disastro provocato dai banchieri e costoro continuerebbero a… fare i banchieri.
Mi si potrebbe obiettare: “fatti loro”. NO, perché gli USA propongono che il loro piano sia condiviso da tutti. E tutti ne paghino le spese.

Il piano è ingegnoso, troppo ingegnoso, perfino perfido. E, difatti, non prevede la nazionalizzazione delle banche che hanno provocato il disastro. Anzi, perfino la FED è in mano dei privati. E porta, sul groppone, le principali responsabilità di questa crisi: prima caricando sulla moneta l’1% di interessi e incitando tutti ad indebitarsi; poi, quando gli Americani erano indebitati oltre misura, alzando i tassi al 5%. Inutile dire che molti non potevano pagare. E fu così che la montagna di carte implose su se stessa.

Tremonti, Ministro dell’Economia, osserva che “non mancano i soldi, ma le regole. E, se non si fissano delle regole chiare e precise, sanata questa crisi, ne verrà un’altra” (3). Parole sante. Solo che, alle parole, non seguono “fatti concreti”. Da tempo Tremonti dovrebbe decidere di incamerare le “quote azionarie della Banca d’Italia”, attualmente in mano a privati. Solo che, trovandosi a contrastare con un “grumo d’interessi precostituiti”, rinvia il problema. Con la conseguenza che i proventi del “signoraggio” vanno ai privati.

Il “signoraggio” è la particolare funzione dello Stato che riconosce il “valore alla moneta” e proibisce la contraffazione della stessa. Il signoraggio fa capo alla Banca d’Italia. Solo che della Banca d’Italia sono “azioniste” le principali banche italiane, ai tempi di “diritto pubblico” ma poi “privatizzate”.
Insomma: la Repubblica Italiana comanda che quei “pezzi di carta” (espressi in “lire” o in “euro”) abbiano “corso legale” e dichiara “reato” la contraffazione.
Ma la “differenza tra carta stampata” e “valore trascritto sulla carta” (signoraggio) va ai privati.

E’ tempo che Tremonti si decida ad incamerare alla Repubblica Italiana il Signoreggio, che ci darebbe una certa indipendenza monetaria. In ogni caso, sarebbe utile che i cittadini si mobilitassero per una simile battaglia.
Il dibattito tra “lira” ed “euro” è un “andare a cercare le farfalle sotto l’Arco di Tito”.

***

A mio vedere, gli argomenti politici, economici e sociali per impostare una chiara, coerente e lineare battaglia culturale e politica ci sono tutti. E sarebbero dirompenti.
Purtroppo molti di noi “giocano alla politica”.
E si chiedono: è meglio accasarsi nel PdL chez Berlusconi?
E’ meglio dare vita ad un partitello di “destra” che superi lo sbarramento?
Io penso che convenga iniziare dalle “idee” e dai “progetti”.
Il resto seguirebbe.


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(1) “PIL giù, Berlusconi preoccupato” in “Corriere della Sera” del 14 febbraio 2009, pagina 1;

(2) “PIL, l’Italia rallenta ancora” in “Corriere della Sera” del 14 febbraio 2009, pagina 2;

(3) “Tremonti: deficit di regole” in “Corriere della Sera” del 14 febbraio 2009, pagina 3.
 
 

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