Walter
Veltroni: un americanista
in Italya
18.02.09 - Sulle dimissioni
di Veltroni ho letto svariati
commenti. Tutti ben articolali
e ben argomentati, ma
Ma non mi sono convinto. E,
difatti, molte sono le cause
della disfatta del PD (Partito
Perdente?); ma a me pare
che tanti autorevoli commentatori
trascurino la principale.
Vogliamo parlarne assieme?
Può piacere oppure
non piacere, ma noi siamo
il popolo del Franza
o Spagna purché se
magna. Potete
intesserci su tutta la retorica
che volete, ma i dati di fatto
non cambiano. Con esempi recenti
e clamorosi. Il 25 luglio
1943 gli Italiani andarono
a letto in camicia
nera; ma il 26 luglio
1943 si risvegliarono con camicie variopinte.
Ed ancora: alla Repubblica
Sociale Italiana aderirono
800.000 Italiani, al CLN,
nel momento del successo,
250.000 Italiani. Ci sarebbe
da concludere che delle minoranze hanno carattere; la maggioranza
invece ne è sprovvista.
Conclusione: si può condurre una battaglia
ideale in piccola
compagnia, mentre la massa
bruca lerba e bela beatamente.
Si può anche sperare
che, con il tempo, la minoranza
diventi maggioranza. Tanto
sperare non conta nulla. E,
invece
. Ed invece tanti democratici da 18
carati, da decenni,
ci predicano il maggioritario.
Volendo importare da noi usi
e malcostumi della loro Patria
diletta: USA/Israel.
Potreste obiettarmi: negli
USA vige una democrazia
consolidata. Ed
io vi risponderei: non
fatemi ridere. Negli USA
vige la democrazia
dei ricchi. Andate
a scorrere le cronache e noterete
che tutti coloro che hanno
vinto le elezioni negli USA
hanno vinto perché hanno speso molti soldi. I
poveracci, negli USA, non
possono organizzarsi in Partito per il semplice fatto che non hanno soldi.
***
Sia come sia, il maggioritario
è stato accolto sia a destra (Fini) che a sinistra
(Veltroni) e produce frutti
intossicati. Perché sia a destra che a sinistra
erano convinti che, rinnegando
tutto e tutti, si potessero
creare dei contenitori atti a gestire una massa eterogenea
di ruminanti, preoccupati
unicamente della greppia.
Angelo Panebianco attribuisce
la disfatta del PD (Nazionali
2008, Roma, Abruzzo, Sardegna)
alle oligarchie dominanti
nel PD (1). Ezio Mauro nota
che, mentre Berlusconi trionfa,
Veltroni passa da una sconfitta
allaltra (2). Ma entrambi
vanno a caccia di farfalle.
Solo Fini, recentemente, ha
accennato al pericolo
cesarismo. Già:
costoro portano avanti il maggioritario ma temono il cesarismo.
E sono patetici nel vagheggiare
una democrazia mentre affossano
le poche forze minoritarie
(di destra, di centro e di
sinistra) nelle quali è ancora riscontrabile una qualche passione politica.
Oggi è passata la legge
elettorale, per le Europee
2009, che fissa lo sbarramento
al 4%. Con un consenso quasi
generale.
In questo contesto, Berlusconi
trionfa e Veltroni esce di
scena. Perché Berlusconi
è un caimano che vive bene un rapporto
populista. Veltroni, invece,
a parole parlava di ideali;
ma, nei fatti, uccideva i
pochi che, a sinistra, ne
mantenevano una qualche ombra.
Oggi Berlusconi trionfa. E
continuerà a trionfare
finché avrà
il vento in poppa. Nel momento
preciso che dovesse inciampare,
la massa si rivolgerà altrove.
Noi teniamo le nostre posizioni
ideali. Memori dellinsegnamento
di mettere alla pari
vittoria e sconfitta.
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(1) Il
Peso delle Oligarchie
in Corriere della
Sera del 18 febbraio
2009, pagina 1;
(2) La responsabilità
dei riformisti
in la Repubblica
del 18 febbraio 2009, pagina
1.