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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo”.
Cazzeggio all’italiana

25.02.09 - La guerra dei Franchi contro i Longobardi? No, rassicuratevi: la quotidiana guerricciola che i nostri politici, del centrodestra e del centrosinistra, combattono in Italya. E di cui le TV e i giornali informano gli Italyani che sbadigliano annoiati.

Recentemente Gad Lerner chiedeva: “Come resistere a Berlusconi”? E tutti i suoi ospiti a dire: “bla, bla, bla”. Oggi Giovanni Sartori osserva che la sconfitta del centrosinistra viene da lontano (1). Leggo, ma non mi convince.

Intendiamoci gli argomenti ci sono:

1. “Non era una sinistra abituata a pensare con la sua testa, ma invece ingabbiata nel preconfezionato di un dogmatismo ideologico” (1).
2. “l’erosione dei bacini elettorali tradizionali della sinistra” (1).

Tutto vero, tutto giusto, ma…. Ma a me pare un’analisi superficiale. Un solo punto mi convince: “La fede comunista si è semplicemente trasformata in un puro e semplice cinismo di potere” (1). E, dunque, i “vecchi comunisti” da “comunisti” si sono fatti “liberali” e da “antiamericani” sono diventati “fedeli sudditi di USA/Israel”. Perché meravigliarsi se Berlusconi incarna più e meglio di questi “maddaleni pentiti” la brodaglia dello “italico malcostume”? E, dunque, Berlusconi trionfa e il PD perde, clamorosamente e ripetutamente.

Ogni giorno, dunque, assistiamo alla farsa. Il governo, in presenza della crisi finanziaria, “spende pochi soldi e tardi”. Mai che si dica dove attingere i soldi che servirebbero. Mai che si lancino “proposte epocali”. Tanto per dire, le 113 basi militari USA dislocate in Italia e i 10.000 soldati italiani inviati oltre confine ci costano una montagna di soldi. Eppure nessuno osa avanzare la proposta di “chiudere le basi USA dislocate in Italia” e di “ritirare i soldati italiani inviati all’estero”. Sarebbero proposte gradite al “popolo sovrano”, ma urterebbero la sensibilità degli ambasciatori degli USA e di Israele.

Altro punto dolente. Ai tempi le principali banche italiane erano di “diritto pubblico”. Sono state vendute ai privati. E sorvoliamo sulle modalità. Solo che è rimasto irrisolto il “problema del Signoraggio”. Perché, fintantoché le banche erano di diritto pubblico, poco importava che le stesse detenessero le “quote azionarie” della Banca d’Italia. Ma, da quando le banche sono diventate private, diventa uno scandalo che le azioni della Banca d’Italia siano in mani private. Perché un concetto deve essere chiaro: la Banca Centrale Europea restituisce alla Banca d’Italia i “diritti di Signoraggio” (la differenza tra le spese tipografiche e il valore facciale della moneta), ma questi soldi restano accantonati e non vengono versati alla Repubblica Italiana.

Nel frattempo, Tremonti, investito del problema, non sa decidersi; Draghi vorrebbe lasciare le quote azionarie della Banca d’Italia in mani private e la sinistra tace. Ma, tacendo, sposa le tesi (e le pretese) di Draghi. Anche in questo caso, si sta parlando di molti soldi, utilissimi a venire incontro ai “ceti poveri”. Solo che questa strana “sinistra” a parole “ama i poveri”, ma nei fatti “tresca coi banchieri”.
Sconcio declino per la sinistra.
Come se tutto questo non bastasse, la sinistra si acconcia e si accoscia alla proposta del “maggioritario”. Si tratta, nella fattispecie, di una ridicola scopiazzatura della “democrazia anglosassone”, figlia delle lobbies giudaiche e massoniche. Inutile dire che, nel mondo anglosassone, il “popolo” conta “zero” se non è sostenuto dalla “moneta”. E, pertanto, il “maggioritario” viola la lettera e lo spirito della nostra Costituzione.
Certo: il centrodestra ha i numeri per vararla. Ma perché acconsentire? Come farà la sinistra a fare “appello al popolo” se toglie al popolo la “possibilità di organizzarsi in partito”? Misteri di una nomenklatura miope.

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Mi si potrebbe obiettare: le tue proposte sono minoritarie, non hanno possibilità di vincere. Ne convengo. E chiedo: forse che la prima fase di qualsiasi movimento politico non passa dalla “enunciazione”? Poi, se le proposte sono buone, troveranno chi ha gambe per portarle avanti. Non si può certo “acconsentire con il potere” e, contestualmente, “chiedere il consenso contro il potere”.
In nome di “che cosa” si chiede il consenso?
Concludo: non vedo a destra, al centro e a sinistra “movimenti alternativi”.
E dire che ce ne sarebbe tanto bisogno.

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(1) “UNA SCONFITTA CERCATA A LUNGO” in “Corriere della Sera” del 25 febbraio 2009, pagina 1.

 
 

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