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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

I Vangeli e la loro attualità

27.02.09 - Taluni sostengono che i “Vangeli” sono una “narrazione postuma” di alcuni fatterelli avvenuti in Palestina e riportati in forma distorta per lanciare quella particolare setta religiosa che va sotto il nome di “Cristianesimo”. Io non so cosa rispondere, anche perché, ai tempi, non c’ero. Mi tocca però osservare che i “fatti narrati”, a parte la fede, sono “credibili” anche al lume della “ragione”. E che i personaggi, descritti nei Vangeli, sono veri e credibili.

Williamson si scusa. Io lo avevo consigliato: “Vuoi fare il negazionista? E, allora, dichiara “non credo in Dio”, dichiara “non credo che Gesù è figlio di Dio”, dichiara “non credo alla verginità di Maria”. In presenza di questi dinieghi, gli Ebrei faranno spallucce e il Papa si adonterà. Ma poi, con una confessione, sarai perdonato: conserverai dei beni sulla terra ed andrai in paradiso”. Ed, invece, NO: Williamson ha dichiarato “non credo nella Shoah”.

Inutile dire che fulmini e saette si sono abbattute sul reprobo. Privato degli incarichi ecclesiali, è stato espulso dall’Argentina, su richiesta dello locale comunità ebraica. E si rifugia In Inghilterra, sua patria natale. E buon per lui che è inglese. Al tedesco Horst Mahler sono stati inflitti 6 anni di carcere per il delitto di avere dichiarato “la Shoah è una bugia” (1). Così impara a fare il “libero pensatore”. Perché una cosa deve essere chiara: ci predicano che “siamo liberi”, ma…
Ma siamo liberi di pensarla come comandano loro. E, sulle cose che ci comandano, non è ammessa né “ricerca” né “discussione”. E, al minimo segnale, scatta la Santa Inquisizione Sionista.

Oggi leggo che il vescovo Williamson si scusa. Ne riporto le parole: “Chiedo perdono davanti a Dio a tutte le anime che si sono onestamente scandalizzate per ciò che ho detto” (2). Con queste ed altre parole il “vescovo negazionista” cerca di riparare il malfatto. E a me rammenta “Gesù nell’orto di Getsemani”, quando prega: “Padre allontana da me questo amaro calice”. Come posso negare le ansie e le paure di Gesù se ho sotto gli occhi le ansie e le paure di Williamson?

E non finisce qui. Perché questa volta è il “Corriere della Sera” a farsi nuovo “Evangelo”. Del resto, in quel giornale, pontificano Paolo Mieli e tanti altri giudei che sono “fratelli maggiori” di Benedetto XVI°. E, dunque, se ne fanno portavoce. Non mi credete? E, allora, leggete: “Oltretevere c’è grande distacco: secondo le prime reazioni, la risposta non viene considerata né adeguata né autorevole” (2).
Non vi rammenta Caifa quando, a Sinedrio convocato, diceva: “Occorre che uno muoia e si salvi un popolo intero”? Più che giusto, dunque, che Williamson percorra la sua Via Crucis, se ex Santa ex Romana ex Chiesa potrà portare a buon fine i suoi accordi con Israele per averne alcuni alberghi esentasse nei quali convogliare il turismo religioso in Palestina.

Del resto, anche volendo, Benedetto XVI° non potrebbe applicare a Williamson la dottrina cristiana del “perdono”: nella stessa pagina Renzo Gattegna ribadisce il “crucifige” (3). Paolo Gattegna, per chi non lo sapesse, è il presidente della “Unione Comunità ebraiche italiane” e, in tale veste, riveste il ruolo che, ai tempi, fu di Ponzio Pilato. Come Pilato non crede in “Gesù figlio di Dio” e non crede nella “verginità di Maria”. Crede però fermamente nella Shoah, la predica e la impone come “credo universale”. E perfino Benedetto XVI° e i suoi grassi prelati a “baciare la pantofola”.
E’ articolo di fede che lo Spirito Santo sta a vegliare sui destini della Chiesa. Mah! Staremo a vedere.
Io, non avendo fede, riaffermo la “razionalità” greca e la “concretezza” romana.
Il resto non è affare mio.

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(1) “Mahler, sei anni di carcere” in “Corriere della Sera” del 27 febbraio 2009, pagina 19;
(2) “Williamson chiede perdono al Papa” in “Corriere della Sera” del 27 febbraio 2009, pagina 19;
(3) “Resta l’ambiguità. Parole gravi” in “Corriere della Sera” del 27 febbraio 2009, pagina 19.
 
 

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