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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Tutto scorre, ma tutto si tiene

03.03.09 - Mi è capitato di scrivere che della crisi finanziaria mondiale è responsabile la FED che, in poco tempo, passò da un tasso dell’1% ad un tasso del 5% sulla moneta che andava stampando su carta. Mi si potrebbe obiettare che questo non è possibile: che la massima autorità degli USA abbia voluto la crisi finanziaria mondiale.
Rispondo: chi gestiva la moneta pensava ad una massiccia “rapina dei ricchi a danno dei poveri”. Forse non prevedeva che tantissimi poveri dessero, contemporaneamente, “default”; che abbandonassero le case appena comprate e che rifiutassero di pagare i ratei. Né seguì il crollo dei valori immobiliari e la crisi del sistema finanziario americano e mondiale.
Arrivata la crisi, le Banche e le Assicurazioni statunitensi pensavano di cavarsela a danno del contribuente. Presentando, periodicamente, delle perdite che il Tesoro avrebbe ripianato. Solo che…. Solo che la manovra è stata intuita e Obama e il suo staff hanno cominciato a prospettare la “nazionalizzazione” delle banche e delle assicurazioni che presentano elevati ed eccessivi indebitamenti. Inutile dire che simili propositi non piacciono ai “rapaci” ed è tutto un fiorire di critiche e recriminazioni (1).
Io non so come finirà. Perché gli USA sono stati il “tempio del liberalcapitalismo” che ci ha regalato la crisi del 1929 e la crisi del 2008 ed anni a venire.
La logica imporrebbe di mutare lo spartito, ma le lobbies rifiutano qualsiasi logica.
E sperano che, superata coi soldi dei contribuenti le presenti difficoltà, potranno riprendere le loro attività usuraie e predatorie. Staremo a vedere.

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Chi non ha dubbi sono gli Europei. Succede, dunque, che 22 Stati su 27 hanno rifiutato, e rifiutato per la quarta volta, di “sopprimere l’embargo” sulla coltivazione del mais transgenico (2). Non si può dire che la “Commissione UE” non abbia tentato tutte le vie per fare gli interessi della multinazionale Monsanto. Solo che gli Stati (22 su 27) hanno preferito salvaguardare gli interessi dei loro agricoltori. E questo dà una qualche speranza a coloro che si battono per una “Europa dei Popoli”, ben diversa dalla “Europa dei finanzieri”.

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Si è conclusa, a Sharm El Sheikh, la “conferenza dei donatori per la ricostruzione di Gaza”. Sono stati raccolti 4 miliardi e mezzo di Dollari. E questa è una buona notizia. La cattiva notizia è, invece, che i “paesi donatori” doneranno e “non decideranno” come e dove investire i soldi. A decidere sarà Abu Mazen, il fantoccio nelle mani di Israele. Ad ogni buon conto, Hillary Clinton, ha fatto sapere che la politica USA, nel Vicino Oriente, proseguirà sui binari già fissati da Bush (3). Mentre Tony Blair, che dovrebbe fare da “mediatore” tra Israeliani e Palestinesi, fa del “turismo conferenziero” in giro per il mondo. Tanto, sulla Palestina, decide Israele.


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(1) “Così diventeremo come gli europei” in “Corriere della Sera” del 3 marzo 2009,
(2) “Contro gli ogm 22 NO, schiaffo a commissione UE” in “LA SICILIA” del 3 marzo 2009, pagina 7;
(3) “Summit per Gaza: 4,5 miliardi di aiuti” in “Corriere della Sera” del 3 marzo 2009, pagina 8;
(4) “Tony Blair il mediatore: troppi impegni e poche idee” in “Corriere della Sera” del 3 marzo 2009, pagina 8.

 
 

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