Loro
Italyani sono li mijori.
A servire USA/Israel
06.03.09 - Leggo e gonfio
il petto di orgoglio
nazionale: LItalia
è il primo Stato UE
a ritirarsi ufficialmente (1).
Per la verità la decisione
di Frattini arriva dopo che
USA e Canada avevano annunciato
il ritiro delle loro delegazioni
e dopo che Francia ed Olanda
avevano espresso le loro perplessità.
Cè da aggiungere
che Frattini ha dichiarato dopo che ha incontrato
la collega israeliana Tzipi
Livni (1), ma
questo nulla toglie al gesto
coraggioso del nostro
ministro degli esteri.
Del resto, si tratta di una causa sacrosanta: impedire che si critichi
Israele e la sua politica.
E già il parlamento
italiano, il 4 dicembre 2008,
con 414 SI e 4 NO aveva invitato il governo
a vigilare
perché Israele non
finisse sul banco degli imputati.
Su temi così delicati
il PdL è compatto,
ma anche nel PD sono allineati
e coperti (2). E
poi cè il Corriere
della Sera ad urlare
il suo entusiastico appoggio
(3).
***
Pierluigi Battista intitola
il suo fondo Una
Questione di Principio.
Ed io convengo che, in fatto
di principi,
da quelle parti hanno la privativa,
se non lesclusiva. Solo
che
. Solo che hanno
dei principi variabili.
Vogliamo parlarne assieme?
E senza paraocchi?
Fuori discussione che Hitler
fosse razzista e che volesse dare vita ad
un Stato ariano. Ma gli Inglesi? Non erano
razzisti gli Inglesi? E gli
Yankees? Gli Yankees,
che avevano sterminato 10
milioni di Pellerossa ed avevano
importato 4 milioni di africani
come schiavi, non erano razzisti?
Evidentemente ci sono svariate
forme di razzismo: i Tedeschi
erano portatori di un razzismo
cattivo; gli Inglesi
e gli USA, invece, praticavano
un razzismo buono.
Non ci credete? Rammentatevi,
allora, che è un problema
di fede.
E, dunque, un fatto
irrazionale.
Finita la Seconda Guerra Mondiale,
si proclamano i principi
universali e si
fonda lONU. Solo che,
a questo mondo, ci stanno
tante anime prave che, dei principi
universali, danno
una strana interpretazione.
Nel senso che detti principi
vanno applicati in ogni luogo
e a tutti i popoli. E pretendono
di applicarli perfino ad Israele.
Si tratta, soprattutto, di
Africani ed Asiatici, che
non hanno capito come funziona
la democrazia.
E che Israele, essendo il popolo eletto,
non può essere oggetto
di alcuna critica.
Noi, infatti, sappiamo, sappiamo
e crediamo, che Dio disse
ad Abramo: Ti
do la Palestina. E la preminenza
sui popoli che abitano la
terra. Poi si
addormentò. Ma, svegliatosi,
disse a Mosé: Uccidi
gli Amaleciti che si oppongono
ad Israele. Uccidili tutti:
uomini e donne, vecchi e bambini.
Uccidi anche gli animali.
Quale meraviglia se i Rabbini,
interpreti di un Libro
nel quale stanno scritte simili
amene bestialità, spieghino
ai loro devoti che Israele
ha tutti i diritti e nessun
dovere? E che chiunque
critica Israele è un antisemita che offende il loro
Dio? E, dunque,
Frattini fa bene a prendere
le distanze da chi
vorrebbe criticare Israele.
*******
Ahimé!
I Rabbini, che nel 600 aC scoprirono la Bibbia,
non resero un buon servizio
a Giosia, re dIsraele.
Che, andato in guerra al grido Jahvé lo vuole,
fu clamorosamente sconfitto
dagli Egiziani. Mi nasce un
crudele sospetto. Di questi
tempi, i rapaci della
Terra ci hanno regalato
una crisi finanziaria di immani
proporzioni. E, mentre lOccidente
giudeoamericano boccheggia,
il terzo mondo vorrebbe giudicare
Israele.
Che la Storia abbia preso
un nuovo corso? Che la Bibbia
e la Shoah abbiano perso la
loro credibilità? E noi, noi come faremo a vivere
e ad ingrassare sulla credulità
popolare se nessuno crede
più alle nostre imposture?
Sono domande angosciose senza
risposte. Io, in ogni caso,
mi sono ritirato in una caverna
su unalta montagna.
I giudeoamericani?
Cazzi loro.
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(1) Durban2,
bozza antisemita. LItalia
ritira la delegazione
in Corriere della
Sera del 6 marzo
2009, pagina 2;
(2) E il centrosinistra
si divide tra sì e
qualche riserva
in Corriere della
Sera del 6 marzo
2009, pagina 3;
(3) Una Questione
di Principio
in Corriere della
Sera del 6 marzo
2009, pagina 1.