Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Corriere”: non sappia il “giudeo buono” di pagina 11 quello che scrive il “giudeo buono” di pagina 1

08.03.09 - Paolo Mieli è un giornalista bravissimo. E’ anche “giudeo”, cosa che non guasta. Inutile dirvi che quando si dice “giudeo” conviene aggiungere: “buono, giusto e pio”. Solo che….
Solo che, da millenni, ci raccontano delle “favole” che non stanno né in cielo né sulla terra. E che, per credere alle loro favole, bisogna possedere una grande fede.
Io, purtroppo, non ho la “fede”. E preferisco fare ricorso alla “razionalità” greca e alla “concretezza” romana. Pertanto, quando sento favoleggiare che “Dio scese sulla terra per fare degli accordi commerciali con il pecoraio Abramo”, quando sento favoleggiare di “schiavitù d’Egitto” o di “Shoah”, faccio spallucce.
Dicendomi: “ciascun popolo si inventi le sue leggende e viva in pace con se e con gli altri”. Facile a dirsi, ma difficile a farsi. Perché i Giudei pretendono ed esigono che si creda alle loro leggende come “articoli di fede”. E, allora, sono dolori.
Ne sanno qualcosa i “negazionisti” che contestano la “leggenda giudaica” sulle persecuzioni subite durante la Seconda Guerra Mondiale. Ne sanno qualcosa i Palestinesi che, dal 1948 al 2009, si vedono colonizzati, affamati ed uccisi in Palestina.
E, allora, i popoli che vivono sul pianeta Terra si mobilitano per condannare l’abominio. Solo che i Giudei, essendo il “popolo eletto”, non consentono e non tollerano critiche.
Si, i Giudei sono i primi a condannare il fatto che “Hitler volesse fare della Germania una nazione ariana”, ma…
Ma s’inalberano se i popoli della terra condannano il fatto che il Sionismo vuole fare di “Israele una nazione ebraica”. Con degli spettacoli più comici di qualsiasi teatrino.

***

Succede, dunque, che l’ONU sta organizzando una “conferenza che condanni il razzismo” e che, in tale contesto, si accusi Israele come “Stato razzista”. E subito i “giudeoamericani” si mobilitano. Non per affrontare il dibattito e chiarire l’inconsistenza dell’accusa, ma per impedire la conferenza. O, non potendola impedire, per sminuirne la credibilità. Già USA e Canada hanno annunciato che diserteranno la “conferenza ONU sul razzismo”. E, a questa decisione, si è subito associato Franco Frattini, ministro degli esteri della Repubblica Italiana.

Su questa decisione nasce un putiferio. E la Francia critica pubblicamente l’Italia per “avere fatto la corsa dell’asinello” senza prima consultarsi con i “27 della UE”.
Su questa decisione Piero Fassino (PD) chiede un dibattito parlamentare.
Su questa decisione, il Vaticano fa sapere che “parteciperà alla conferenza ma si riserva di non approvare eventuali documenti non condivisi”.
Insomma piove. E qualcuno fa notare che, essendo Frattini un “pio giudeo”, probabilmente su questa decisione ha pesato più la sua “fede religiosa” che la pacatezza che dovrebbe avere un Ministro della Repubblica. Anche perché, colmo del ridicolo, Frattini ha rinunciato ad una visita in Iran per via di certe “dichiarazioni antisemite”. E lo stesso giorno Hillary Clinton, segretario di stato degli USA, apriva all’Iran sul “problema afgano”.
Insomma, c’era da chiedersi: Frattini rappresenta gli Italiani oppure i Giudei?

***

Ieri eravamo a questo punto. A chiederci: “Frattini è scemo”? E a risponderci: “No, Frattini è giudeo”. E, dunque, “antisemita chi lo critica”. Una posizione imbarazzante. Ragione per cui Frattini prende carta e penna e scrive al suo correligionario Paolo Mieli (1). Frattini scrive che il testo predisposto “è permeato da una retorica antisemita per il governo italiano assolutamente inaccettabile, che riteniamo contraria ai più elementari valori democratici europei e dell’Occidente, una vera minaccia alla nostra civiltà” (1). Siamo alla solita impostura. Perché il testo, condivisibile o meno, è stato redatto dalla Libia. Come facciano i Libici, che sono semiti, a predisporre un “testo antisemita” è un mistero. Un mistero di fede giudaica.

Ed ancora. Frattini scrive che, con quel documento, si mette in discussione “la libertà di espressione, che rappresenta il fondamento civile e morale” dell’Europa, dopo che i nostri padri hanno sconfitto Nazismo e Comunismo (1). Mi nasce il crudele sospetto che Frattini legge il “bollettino della Sinagoga” e non legge neppure il “Corriere della Sera”. Il “Corriere”, difatti, pubblica un articolo di un “giudeo giusto tra i giusti” che, pur condannando con parole sprezzanti i “negazionisti”, pone il problema delle persecuzioni giudiziarie: “Il negazionismo è considerato reato in diverse democrazie europee, come Francia, Germania ed Austria” (2).
Ma allora di quali libertà va cianciando Frattini?

A questo punto, vi confesso il mio imbarazzo: è impostore Franco Frattini che dice quelle amenità a pagina 11 del “Corriere”? E va cianciando di “libertà nelle nostre democrazie europee”? E’ impostore Ian Buruma che critica il fatto che, in taluni paesi europei il “negazionismo” è reato e con i Giudei che premono per adottare in tutta l’Europa quelle leggine liberticide? Io non so dirvi. Pertanto, non sapendo leggere e scrivere, io penso che è impostore Frattini (che ciancia di libertà in Europa), è impostore Ian Buruma (che, fingendo di sostenere la libertà, dice tutto il male possibile di chi non la pensa come lui), è impostore Paolo Mieli che pubblica del materiale contraddittorio senza una parola di spiegazione. Convinto che il “lettore bue” non noterà le “perfide contraddizioni” dei Giudei.

Un fatto è certo: con le sue recenti uscite Franco Frattini, ministro degli esteri di questa Repubblica, ha mostrato di avere cuore per gli interessi di Israele e non per gli interessi dell’Italia. E che questa strana politica gode del consenso del PdL. Vi sia di conforto sapere che Fassino (PD) scrive al “Corriere” per ribadire che lui è “allineato e coperto” dietro i voleri della Giudia (3). Ribadendo la confusione tra “antisemitismo” e “antisionismo”. Ma….

Erano morti e non lo sapevano. Ed intessevano gli ultimi indecenti balletti.
Perché, Obama o non Obama, gli USA si salveranno solo rovesciando completamente la loro politica.
Pena il crollo generale.


***************

(1) “La scelta dell’Italia di lasciare Durban 2 anche in difesa della libertà d’espressione” in “Corriere della Sera” dell’8 marzo 2009, pagina 11;
(2) “Il Diritto di Dire Parole Odiose” in “Corriere della Sera” dell’8 marzo 2009, pagina 1;
(3) “Non intendevo suggerire di attendere ma di chiamare l’Europa” in “Corriere della Sera” dell’8 marzo 2009, pagina 11.
 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !