| Corriere:
non sappia il giudeo
buono di pagina 11
quello che scrive il giudeo
buono di pagina 1
08.03.09 - Paolo Mieli è
un giornalista bravissimo. E anche giudeo,
cosa che non guasta. Inutile
dirvi che quando si dice giudeo conviene aggiungere: buono,
giusto e pio. Solo
che
.
Solo che, da millenni, ci raccontano
delle favole
che non stanno né in
cielo né sulla terra.
E che, per credere alle loro
favole, bisogna possedere una
grande fede.
Io, purtroppo, non ho la fede.
E preferisco fare ricorso alla razionalità greca e alla concretezza romana. Pertanto, quando sento
favoleggiare che Dio
scese sulla terra per fare degli
accordi commerciali con il pecoraio
Abramo, quando sento
favoleggiare di schiavitù
dEgitto o di Shoah, faccio
spallucce.
Dicendomi: ciascun
popolo si inventi le sue leggende
e viva in pace con se e con
gli altri. Facile
a dirsi, ma difficile a farsi.
Perché i Giudei pretendono
ed esigono che si creda alle
loro leggende come articoli
di fede. E, allora,
sono dolori.
Ne sanno qualcosa i negazionisti che contestano la leggenda
giudaica sulle persecuzioni
subite durante la Seconda Guerra
Mondiale. Ne sanno qualcosa
i Palestinesi che, dal 1948
al 2009, si vedono colonizzati,
affamati ed uccisi in Palestina.
E, allora, i popoli che vivono
sul pianeta Terra si mobilitano
per condannare labominio.
Solo che i Giudei, essendo il popolo eletto,
non consentono e non tollerano
critiche.
Si, i Giudei sono i primi a
condannare il fatto che Hitler
volesse fare della Germania
una nazione ariana,
ma
Ma sinalberano se i popoli
della terra condannano il fatto
che il Sionismo vuole fare di Israele una nazione
ebraica. Con degli
spettacoli più comici
di qualsiasi teatrino.
***
Succede, dunque, che lONU
sta organizzando una conferenza
che condanni il razzismo e che, in tale contesto, si
accusi Israele come Stato
razzista. E subito
i giudeoamericani
si mobilitano. Non per affrontare
il dibattito e chiarire linconsistenza
dellaccusa, ma per impedire
la conferenza. O, non potendola
impedire, per sminuirne la credibilità.
Già USA e Canada hanno
annunciato che diserteranno
la conferenza ONU sul
razzismo. E, a questa
decisione, si è subito
associato Franco Frattini, ministro
degli esteri della Repubblica
Italiana.
Su questa decisione nasce
un putiferio. E la Francia
critica pubblicamente lItalia
per avere fatto la
corsa dellasinello senza prima consultarsi con
i 27 della UE.
Su questa decisione Piero Fassino
(PD) chiede un dibattito parlamentare.
Su questa decisione, il Vaticano
fa sapere che parteciperà alla conferenza ma si riserva
di non approvare eventuali documenti
non condivisi.
Insomma piove. E qualcuno fa
notare che, essendo Frattini
un pio giudeo,
probabilmente su questa decisione
ha pesato più la sua fede religiosa
che la pacatezza che dovrebbe
avere un Ministro della Repubblica.
Anche perché, colmo del
ridicolo, Frattini ha rinunciato
ad una visita in Iran per via
di certe dichiarazioni
antisemite. E lo stesso
giorno Hillary Clinton, segretario
di stato degli USA, apriva allIran
sul problema afgano.
Insomma, cera da chiedersi:
Frattini rappresenta gli Italiani
oppure i Giudei?
***
Ieri eravamo a questo punto.
A chiederci: Frattini è scemo?
E a risponderci: No,
Frattini è giudeo.
E, dunque, antisemita
chi lo critica. Una
posizione imbarazzante. Ragione
per cui Frattini prende carta
e penna e scrive al suo correligionario
Paolo Mieli (1). Frattini scrive
che il testo predisposto è
permeato da una retorica antisemita
per il governo italiano assolutamente
inaccettabile, che riteniamo
contraria ai più elementari
valori democratici europei e
dellOccidente, una vera
minaccia alla nostra civiltà
(1). Siamo alla solita impostura.
Perché il testo, condivisibile
o meno, è stato redatto
dalla Libia. Come facciano i
Libici, che sono semiti, a predisporre
un testo antisemita
è un mistero. Un mistero
di fede giudaica.
Ed ancora. Frattini scrive che,
con quel documento, si mette
in discussione la
libertà di espressione,
che rappresenta il fondamento
civile e morale
dellEuropa, dopo che i
nostri padri hanno sconfitto
Nazismo e Comunismo (1). Mi
nasce il crudele sospetto che
Frattini legge il bollettino
della Sinagoga e non
legge neppure il Corriere
della Sera. Il Corriere,
difatti, pubblica un articolo
di un giudeo giusto
tra i giusti che,
pur condannando con parole sprezzanti
i negazionisti,
pone il problema delle persecuzioni
giudiziarie: Il
negazionismo è considerato
reato in diverse democrazie
europee, come Francia, Germania
ed Austria (2).
Ma allora di quali libertà va cianciando Frattini?
A questo punto, vi confesso
il mio imbarazzo: è impostore
Franco Frattini che dice quelle
amenità a pagina 11 del Corriere?
E va cianciando di libertà nelle nostre democrazie europee? E impostore Ian Buruma
che critica il fatto che, in
taluni paesi europei il negazionismo
è reato e con i Giudei
che premono per adottare in
tutta lEuropa quelle leggine
liberticide? Io non so dirvi.
Pertanto, non sapendo leggere
e scrivere, io penso che è impostore Frattini (che ciancia di libertà in Europa), è impostore
Ian Buruma (che, fingendo
di sostenere la libertà,
dice tutto il male possibile
di chi non la pensa come lui), è impostore Paolo
Mieli che pubblica del materiale
contraddittorio senza una parola
di spiegazione. Convinto
che il lettore bue
non noterà le perfide
contraddizioni dei Giudei.
Un fatto è certo: con
le sue recenti uscite Franco
Frattini, ministro degli esteri
di questa Repubblica, ha mostrato
di avere cuore per gli interessi
di Israele e non per gli interessi
dellItalia. E che
questa strana politica gode
del consenso del PdL. Vi sia
di conforto sapere che Fassino
(PD) scrive al Corriere
per ribadire che lui è allineato e coperto dietro i voleri della Giudia
(3). Ribadendo la confusione
tra antisemitismo e antisionismo.
Ma
.
Erano morti e non lo sapevano.
Ed intessevano gli ultimi indecenti
balletti. Perché,
Obama o non Obama, gli USA si
salveranno solo rovesciando
completamente la loro politica.
Pena il crollo generale.
***************
(1) La
scelta dellItalia di lasciare
Durban 2 anche in difesa della
libertà despressione in Corriere della Sera
dell8 marzo 2009, pagina
11;
(2) Il Diritto di
Dire Parole Odiose in Corriere della Sera
dell8 marzo 2009, pagina
1;
(3) Non intendevo
suggerire di attendere ma di
chiamare lEuropa in Corriere della Sera
dell8 marzo 2009, pagina
11. |