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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La “Repubblica Italiana”, in mano ai “giudeoamericani”, è una “res nullius

12.03.09 - A sentirli blaterare, spurgano “libertà” e “democrazia” da tutti i pori e da tutte le fessure. Poi viene la Magistratura a chiarirci lo stato dell’arte: noi Italyani non siamo “liberi” ma “liberati”. E, a questa condizione, la nostra classe politica si è acconciata. Perché, dal 1945 ai nostri giorni, i nostri rappresentanti sono “giudeoamericani”. A sentirli, si dicono “gli uni contro gli altri armati” ma, nella realtà, ubbidiscono ad un solo padrone: USA/Israel.

Succede, dunque, che in Iraq, ci uccidono un ufficiale (Nicola Calipari). Succede anche che la vedova Calipari e la giornalista Sgrena denunciano il soldato yankee che ha ucciso il nostro ufficiale. Ma la Magistratura accerta che, in tale faccenda, “l’Italia non ha giurisdizione”. Perché, nel corso degli anni, i governanti, che si sono succeduti nella gestione della Repubblica Italiana, hanno rinunciato a tale potere a beneficio degli USA.
Succede anche che agenti della CIA, collaborati da nostri agenti, hanno sequestrato a Milano un sospetto terrorista (Abu Omar) per consegnarlo agli agenti egiziani. La Magistratura apre un’inchiesta, ma…. Ma l’inchiesta viene azzoppata perché, su richiesta dei presidenti del Consiglio (Prodi e Berlusconi) è stato opposto il “segreto di stato”. Da notare che Prodi e Berlusconi da 15 anni c’intrattengono con le loro dispute, con le loro gare, con le loro rivalità. Ma, quando entrano in ballo i “superiori interessi dello Stato” (USA/Israel), i due si comportano nella stessa maniera. Perché è “interesse dello Stato” (USA/Israel) nascondere ed occultare le porcherie che commette in giro per il mondo. Sia uccidendo un nostro ufficiale, sia falciando alcuni ignari turisti, sia sequestrando e portando all’estero un sospetto terrorista. Su questo c’è già il pronunciamento della Corte Costituzionale (1). E dunque l’inchiesta proseguirà. Ma zoppa.

Ci tocca, dunque, prendere atto che, dopo 62 anni dalla firma del Trattato di Pace (1947), l’Italia si trova ancora in stato di “sudditanza”. Nel Trattato di Pace è stato scritto:

1. L’Italia s’impegna a non perseguire coloro che durante la guerra aiutarono gli Alleati ai danni del proprio paese (articolo 16). Ed ancora oggi gli “articolo 16” sono a gestire la Repubblica;
2. L’Italia s’impegna a non consentire la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista sotto qualsiasi denominazione (articolo 17). E noi abbiamo Fini che porta i residui del neofascismo ad accettare i principi dell’antifascismo. E tanti “piccoli rivali” di Fini che lo seguono sulla stessa strada.

Insomma, siamo ancora sotto occupazione yankee. Malgrado Ciampi e Napolitano ciurlino nel manico: Ciampi cianciando di “rinascita della Patria” e Napolitano asserendo che “L’Italia ha in Afganistan l’onore e gli interessi”. Perché ormai molti hanno preso la pessima abitudine di confondere la “Patria” con USA/Israel.

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Occorre liberarsene. Ma, per liberarsene, è necessario denunciare la politica italiana, formalmente litigiosa; ma, nei fatti, asservita allo straniero. Di questi tempi, avvicinandosi le elezioni, taluni fanno appello al “patriottismo di partito”, parlano di “unificazione delle forze” e di “nuova fioritura”. E’ tutta una farsa.

Farsa dalla quale noi di “CIAOEUROPA” prendiamo le distanze. Tanto per dire, abbiamo ormai smesso di porla in termini di “fascisti” e “antifascisti”. Oggi il problema si pone in termini di “Italiani” e di “Italyoti”. Solo avendo chiaro il contesto, sarà possibile rialzare le bandiere. Se no, continueremo ad agitarci in un letto di spine.

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(1) “Abu Omar, violato il segreto di Stato” in “Corriere della Sera” del 12 marzo 2009, pagina 21.
 
 

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