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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Gli Italyani si dividono in “cattocomunisti” e in “clericofascisti”?
Ma no, sono tutti “giudeoamericani”


14.03.09 - Ad una lettura disattenta e superficiale dei giornali, gli Italiani potremmo dare l’impressione di essere eternamente in lite tra di noi: silliani e mariani, cesariani e pompeiani, guelfi e ghibellini, fascisti ed antifascisti. Invece no. Anzi, per essere precisi, non più. Si, i politici litigano tutti i giorni, si scambiano insulti, sono sempre in disaccordo quando c’è da varare un qualche provvedimento utile alla collettività nazionale. Poi, però, la “Patria” chiama. E, quando la Patria chiama, i nostri politici si danno presenti.

Non mi credete? E allora leggete: “Nella Commissioni Esteri di Camera e Senato Franco Frattini non ha trovato ostacoli alla decisione di far ritirare l’Italia dai lavori preparatori della conferenza dell’ONU sul razzismo (dal 20 al 24 aprile a Ginevra), al momento imperniata su una bozza di documento/base con punti giudicati antisemiti” (1). Nessuna meraviglia. Perché Franco Frattini è giudeo. E i giudei, notoriamente, hanno sempre ragione.

Poi perché….. Se c’è una cosa che disturba il “buon Jahvé” è la “iattanza”. Perché passi quando la conferenza dell’ONU condannava il razzismo di Hitler, passi quando condannava il razzismo vigente in Sudafrica, passi quando condanna il razzismo ovunque esso si annidi, ma…. Ma come si fa a condannare il Sionismo? Non sanno costoro che Dio in prima persona, sceso sulla terra, disse ad Abramo: “Ti darò potere sui popoli della Terra”? La cosa è tanto vera che gli Israeliani dicono pubblicamente di avere dato vita ad uno “Stato ebraico”. E non si capisce perché qualcuno voglia condannare il buon diritto degli Israeliani di discriminare e vessare i non giudei che vivono in Palestina.

Giustamente a Franco Frattini, giudeo doc, è saltata la mosca al naso. E, al solo sospetto che la conferenza dell’ONU potesse condannare Israele per razzismo, ha ritirato la delegazione dell’Italia dalla conferenza. Nel plauso quasi generale: il PdL consente, “il PD ha riservato al ritiro alcuni appoggi e alcune riserve di metodo” (1). E tutta la Giudia si mobilita a sostenere il “ministro giudeo”.

Potreste chiedermi: ma perché a ministro degli esteri della Repubblica Italiana hanno messo un giudeo? Vi risponderei: gli Italiani di religione giudaica sono meno di 40.000, ma hanno una decina di rappresentanti equamente divisi in tutti i partiti. E poi anche gli altri, tutti gli altri, sono “giudeoamericani”. Nessuna meraviglia, dunque, se questa Repubblica non sviluppa una politica nazionale. Ma agisce secondo le direttive di USA/Israel.

E le stelle stanno a guardare. Nel frattempo alcuni “fascisti” studiano come mantenere e/o conquistare qualche seggio elettorale. Come se la politica cominciasse dai “seggi” e non dalla “identità”.


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(1) “Frattini su Durban: no a tolleranza silenziosa” in “Corriere della Sera” del 12 marzo 2009, pagina 15.
 
 

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