| Tremonti fa la mossa
ma
. Franceschini commemora
la Resistenza e difende la Banca
15.03.09 - Il sistema liberalcapitalista
ci ha regalato le crisi finanziarie
del 1929 e del 2008. E molti
commentatori a sostenere: Malgrado
tutto, il sistema liberalcapitalista è il migliore possibile.
Su questo conviene intendersi.
Il problema non sta in chi possiede
i beni, ma in chi fabbrica i soldi.
E, dunque, nelle Banche. Non
tutte le Banche, ma le Banche
che stampano i soldi.
Sia chiaro: la moneta circola
grazie alla pubblica fiducia
e perché lo Stato sanziona
con norme penali chiunque stampa
ed immette in circolazione moneta
falsa. Ne viene che la moneta
circola grazie allautorità dello Stato. E questo sarebbe
il signoraggio,
una delle manifestazioni della sovranità
dello Stato. In Italia, poiché la sovranità
è riposta nel popolo,
è al popolo
sovrano che dovrebbe
essere riconosciuto il signoraggio,
quella particolare potestà di stampare moneta ed immetterla
in circolazione.
Questo in teoria e fino ad un
certo punto. Fu così
che si stabilì durante
il Fascismo. Poi venne la guerra
e la disfatta, ma la legge bancaria
non cambiò. Dai fascisti
si passò agli antifascisti,
ma la legge bancaria non subì mutamenti. Solo che, dai 1990
in poi, subentrarono i servitori
delle banche (gli
Amato, i Ciampi, i Dini, i Prodi
e Compagnia cantante): le banche
di diritto pubblico
furono vendute a privati. E
furono vendute senza avere laccortezza
di stornare altrove le azioni
della Banca dItalia, in
mano alle stesse. Con la conseguenza
che la Banca dItalia non
è più del popolo
italiano, ma di alcune
banche private.
***** ***
Arriva la crisi finanziaria
del 2008, crisi provocata dal
sistema bancario americano.
Ed è giocoforza che lo
Stato immetta moneta in circolazione
per difendere leconomia
e sostenere i consumi. Solo
che, così facendo, lo
stato dovrebbe aumentare il debito pubblico,
pagando interessi sulla moneta
che circola grazie alla sua
autorità.
Tremonti, Ministro dellEconomia,
ben conosce il problema: ha
sul tavolo un fascicolo che
prevede la nazionalizzazione
delle azioni della Banca dItalia
che sono finite nelle mani di
privati, lo sfoglia
e non sa decidersi. Anche perché
Draghi, governatore della Banca
dItalia, preferisce stare
nelle mani dei suoi amici banchieri
piuttosto che nelle mani dei
politici, rappresentanti del popolo sovrano.
Sfoglia il fascicolo, incontra
delle resistenze e rimanda la
decisione.
Anche perché i politici
di questa amena Repubblica,
a parole, sono per
il popolo ma, nei
fatti, fanno il tifo per i banchieri.
Lesempio più clamoroso
e sconcertante lo offre Franceschini,
segretario del PD. Non passa
giorno che Franceschini non
proponga: diamo più soldi
alla povera gente, diamo più
soldi ai disoccupati. Discorsi
meritevoli di considerazione
se Franceschini si preoccupasse
anche del reperimento delle
somme necessarie. Succede, invece,
che lo Stato vari 10 miliardi
di Euro (Tremonti bond) da dare
alle banche perché sostengano
le imprese e i privati. E deleghi
i prefetti ad avviare un osservatorio
per monitorare, sul territorio,
loperato delle banche.
Resistono le banche; resiste
Draghi, governatore della Banca
dItalia, con lo specioso
motivo che il controllo
delle banche spetta alla Banca
dItalia. Dimenticando
che, stranamente, in Italia
le azioni della Banca dItalia
(limprobabile controllore)
sono nelle mani delle banche
(le improbabili controllate).
E questa resistenza non desta
scandalo: sono dei privati abituati
a mungere, ingrassandosi, le
povere vacche. Ma desta scandalo
che Franceschini dichiari: Litighiamo
pure tra maggioranza ed opposizione,
ma lasciamo fuori la Banca dItalia.
Nessuno ne tocchi lautonomia
e la libertà (1).
Io non so dove ha studiato
Franceschini. Noto, però
che, così dicendo, non
rispetta i fascisti,
ma non rispetta neppure gli antifascisti.
E mi confermo che quel
giuramento davanti ai martiri
ferraresi uccisi dai fascisti fosse solo una lugubre
pagliacciata.
Era legge fascista
che le principali banche italiane
(a principiare dalla Banca dItalia)
fossero di diritto
pubblico. Legge fascista
che gli antifascisti lasciarono
immutata. E tale restò fino al 1990. Furono i servitori
dei banchieri a stravolgerla
vendendo le banche ai privati.
E, con le banche, anche le azioni
della Banca dItalia. Resta
la domanda: con chi sta Franceschini,
leader del PD? Non con i fascisti.
Non con gli antifascisti.
Che Franceschini stia coi banchieri?
Forse è per questo che
taluni del PD dicono: Franceschini,
finalmente, dice cose di sinistra.
Già: da quelle parti
ci sono tanti sinistri
figuri.
E le mie, che nel PD ci sono
tanti sinistri figuri,
non sono parole in libertà.
Ce lo rivela un altro episodio.
Succede che a None (Piemonte)
la Indesit chiude uno stabilimento
licenziando 600 lavoratori perché
ha aperto uno stabilimento in
Polonia, dove gli operai accettano
il lavoro in cambio di un tozzo
di pane. Uno dei proprietari
della Indesit è Maria
Paola Merloni, deputato del
PD. Che riscuote la solidarietà di Massimo Calearo, altro deputato
del PD: Che ci si
aspetta da Maria Paola Merloni?
E una imprenditrice che
vive di mercato e deve fare
i conti con la crisi
..
Se si è costruito un
partito moderno, sul modello
dei democratici americani, che
raccoglie sindacalisti ma anche
imprenditori, possono esserci
situazioni di questo genere (2).
Con tanti saluti ai martiri
ferraresi uccisi dai fascisti,
agli antifascisti,
ai comunisti
e agli Italiani tutti. In Italya,
se non si è pescecani,
non si fa carriera.
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(1) Franceschini:
si litighi ma Palazzo Koch non
venga coinvolto in Corriere della Sera del 14 marzo 2009, pagina 5;
(2) Indesit, Colaninno
Jr e Calearo difendono Paola
Merloni in Corriere
della Sera del 14
marzo 2009, pagina 6. |