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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

E Obama disse: “Iraniani disarmate. Se no, come fa Israele a spadroneggiare nel Vicino Oriente”?

21.03.09 - Grandissimo uomo questo Barack Obama, che, con spirito ecumenico, rivolge “parole di pace” agli Iraniani. Leggo: “Gli Stati Uniti vogliono che la Repubblica islamica dell’Iran prenda il suo posto nella comunità delle nazioni. E quel posto non può essere raggiunto con il terrore e con le armi, ma con genuine azioni di pace” (1).

Segue altro messaggio di Shimon Peres, presidente d’Israele, anche lui “zucchero e miele” (2).
Segue l’apprezzamento dei “giudeoamericani” Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (2).
Seguono gli interventi di 2 eminenti Giudei: il primo, Dan Gillermann, fa il “giudeo buono” (bene l’offerta di pace, ma bisogna concedere poco tempo perché gli Iraniani stanno costruendo la bomba nucleare) (3);
il secondo, Yuval Steinitz, fa il “giudeo cattivo” (l’Iran è antidemocratico e terrorista, diamogli addosso) (4).

Spiega il tutto il “giudeo diplomatico”, Zbigniew Brzezinski: “…ci sono due tipi di successo nelle trattative. Uno è raggiunto se si fanno fallire i negoziati, ma in modo da far apparire l’altra parte totalmente intransigente e quindi responsabile del fallimento” (5).

E non venitemi a chiedere: “Ma sono tutti Giudei”?
Vi risponderei: “Paolo Mieli è giudeo. E, dunque, da spazio e voce ai suoi correligionari”.

***

Giunti a questo punto, devo confessarvi che “io vedo nero”. E non mi riferisco alla “faccia abbronzata” del Presidente degli USA, ma alla sua politica. Nel senso che, Bush oppure Obama, cambiano i “toni”, ma la “sostanza” resta la stessa. I Pellerossa si accorsero a loro spese della politica doppia degli Yankees e parlarono di “lingua biforcuta”.
Ecco: di quella lingua biforcuta Bush era la “lingua arrogante” ed Obama è la “lingua melliflua”; ma la sostanza non cambia.


Che logica c’era che Nazioni con immensi arsenali atomici (USA, Russia, Francia, Cina ed Inghilterra) pretendevano che l’Iran sospendesse le sue ricerche sull’uranio? Non tenendo presente che, nel Vicino Oriente, altri Stati (India, Israele e Pakistan) hanno i loro arsenali nucleari? Nessuna. A mio parere il messaggio, formalmente mellifluo, di Obama è un modo di “prepararci alla guerra”; ma dicendo all’opinione pubblica: “Abbiamo fatto di tutto per convincerli a disarmare”.

Perché, secondo il modo di pensare e di operare dei giudeoamericani, “Israele può avere 300 atomiche”, ma “gli altri devono stare disarmati”.
Se no, come farebbe Israele a terrorizzarli?

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(1) “Obama all’Iran: nuovo inizio” in “Corriere della Sera” del 21 marzo 2003, pagina 1;
(2) “Video di Obama all’Iran: Pronti a un nuovo inizio” in “Corriere della Sera” del 21 marzo 2009, pagina 2;
(3) “Intenzione buona, ma poco tempo” in “Corriere della Sera” del 21 marzo 2009, pagina 3;
(4) “No, serve subito un ultimatum” in “Corriere della Sera” del 21 marzo 2009, pagina 3;
(5) “L’apertura alla Cina per Nixon fu più facile” in “Corriere della Sera” del 21 marzo 2009, pagina 3.
 
 

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