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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Bush era “arrogante”. Obama, invece, pure

07.04.09 - Io sono convinto, arciconvinto, che “gli USA sono un Impero” e che, se scorazzano nel mondo coi loro soldati, lo fanno per “strategie geopolitiche”. Non certo per “esportare la democrazia”, come vanno proclamando in giro. Recentemente, in occasione della elezione di Barack Obama, molti commentatori sono andati in brodo di giuggiole, decantandoci ed anticipandoci sostanziali cambiamenti nella politica americana.

Forse che “io sono antiamericano”? Può opinarlo solo chi non ha letto le seguenti affermazioni: “Se il Medio Oriente fosse stato soltanto un produttore di carote, gli Stati Uniti avrebbero combattuto le ultime due guerre in quella regione? Direi proprio di no. Una grossa fetta degli stanziamenti per la difesa USA è finalizzata a garantire gli approvvigionamenti petroliferi” (1). Lo scrive Fareed Zakaria su “Newsweek” e il “Corriere” lo fa tradurre e lo pubblica.

Al lume di quanto scrive l’opinionista americano le dichiarazioni rilasciate da Obama in Turchia suonano ipocrite: “Gli Stati Uniti non sono e non saranno mai in guerra con l’Islam” (2). C’è del vero nelle parole di Obama: gli USA hanno invaso l’Iraq e tengono basi militari nell’area per il petrolio, non per fare la guerra all’Islam. E, se sono impelagati in Afganistan è per incunearsi al centro dell’Asia, non per fare la guerra all’Islam. E, se gli USA danno sostegno ad Israele è per “fede biblica”. E’ forse colpa degli USA se i Palestinesi sono mussulmani?

A conforto delle sue melliflue parole Obama propugna “l’ingresso della Turchia nell’UE” (3). Perché, aveva detto a Praga, “procedere verso l’adesione sarebbe un segnale importante per avvicinare i mussulmani come nostri amici” (4). E qui mi tocca inserirmi con qualche mio dubbio: “Perché dovrebbe essere l’Europa a manifestare amicizia ai mussulmani? Non potrebbero farlo gli USA? Tanto per dire, ritirando i loro soldati da Afganistan, Iraq e Golfo Persico. Tanto per dire, smettendo di sostenere Israele e la sua politica colonialista e razzista”. Ed invece no: a dire di Obama, gli USA continueranno ad imperversare nel Vicino Oriente, mentre l’Europa dovrebbe dare segnali di amicizia, accettando la Turchia dentro l’UE.

E’ la solita vecchia politica degli USA. Con una variante: Bush premeva per l’ingresso della Turchia in Europa per “via diplomatica”. Obama invece “lo chiede pubblicamente” a Praga e “lo promette pubblicamente” ad Ankara. Ma Bush era “arrogante”; Obama, invece, è “tanto buono, tanto democratico”.

E, poiché è buono e democratico, si arroga il diritto di dettare legge in casa altrui. Particolare non trascurabile: può l’Europa dire “SI” alla Turchia e “NO” ad Israele, all’Egitto, al Marocco e alla Tunisia? E, allora, perché chiamarla Unione Europea? “Unione Terracquea” non sarebbe più appropriato? Forse che Israele, l’Egitto, il Marocco e la Tunisia non sono amici degli USA e dell’UE?

Resta una domanda: perché Obama, rompendo qualsiasi regola di buona diplomazia, mette i suoi piedi neri nel piatto dove gli Europei sogliono lavorare, mangiare e dormire? Diamine, sa che in Europa i politici sono “giudeoamericani”. Servi di USA/Israel.

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(1) “Come conquistare l’indipendenza” in “Corriere della Sera” del 7 aprile 2009, pagina 38;
(2) “L’America non è in guerra con l’Islam” in “Corriere della Sera” del 7 aprile 2009, pagina 16;
(3) “La partita di Erdogan nel bazar diplomatico” in “Corriere della Sera” del 7 aprile 2009;
(4) “La Turchia divide Europa e USA” in “Corriere della Sera” del 6 aprile 2009, pagina 1.

 
 

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