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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La disfida di Burletta

19.04.09 - A sentire Renato Mannheimer, Berlusconi riscuote il consenso degli Italiani per l’intervento sul terremoto dell’Abruzzo (1). Il sondaggista conclude: “La conseguenza è un ulteriore allargamento del grado di consenso goduto nel Paese, oggi superiore al 50%, e, ciò che forse è più importante, un aumento della percentuale di intenzioni di voto per il PdL che oltrepassano oggi il 45% e, secondo alcuni, si avvicinano al 50%” (1). Segno evidente che Berlusconi ha saputo “comunicare” il suo interessamento per i terremotati. Vedremo se, poi, saprà, gestire la ricostruzione.

Nel frattempo Franceschini si agita. E le prova tutte per acquistare visibilità. Ricorrendo perfino a mescolare “politica” con “terremoto”. Ma sembra che i suoi appelli non scuotano gli Italiani. E allora…. “E allora si attacca al tram”, direte voi, che siete i soliti beceri. Ma no, Franceschini si aggrappa alla “resistenza”. Sentitelo: “Io quel giorno sarò nel luogo in cui si ricorda la strage di Onna, all’Aquila, e nel pomeriggio andrò alla grande manifestazione di Milano. Mi auguro che ci sia anche lui” (2).

Lui, Berlusconi, sfidato al “braccio di ferro sulla resistenza”, non si tira indietro: “Finora non ho mai partecipato perché mi sembra ci sia sempre stata una appropriazione del 25 aprile da una sola parte politica. Ma sto riflettendo. Probabilmente sarò anche io in campo” (2). Staremo a vedere: se ci sarà, dove sarà e come si esibirà. Anche perché…. Anche perché, se Franceschini fa il “teatrante”, Berlusconi è “capo comico”. E se Franceschini “aveva giurato davanti ai partigiani ferraresi uccisi dai fascisti”, Berlusconi aveva fatto sapere che il papà lo aveva portato “in un cimitero americano, facendogli giurare eterna amicizia agli Yankees”.

Insomma, a cantar messa nelle cerimonie funebri, Berlusconi è più bravo di Franceschini. Aspettiamoci, dunque, qualche colpo di teatro. Anche perché, in soccorso del premier, accorre Ignazio La Russa (3). E l’ex colonnello di AN è bravissimo a recitare due parti nella stessa commedia, dando ad intendere a “fascisti rincoglioniti” e ad “antifascisti rampanti” di essere con loro. Leggetelo come piroetta bene: domanda (“E questi partigiani non meritano di essere onorati?”, con riferimento ai comunisti). Risposta: “Certo che meritano. Io li rispetto. Era gente che sbagliava, ma in buona fede. Com’erano in buonafede quelli che… scelsero di militare nella Repubblica sociale. Gli uni e gli altri meritano rispetto. E vanno ricordati insieme” (3). Si può essere più ecumenici?

***

Per fortuna la “Resistenza” ormai riguarda solo il “Palazzo”; gli Italiani sono “passati oltre”. Non mi credete? E allora leggete: “Milano. Un 25 Aprile di cortei, discorsi ufficiali: E shopping. L’hanno chiesto i commercianti, ché la crisi è dura e il giorno della Liberazione casca di sabato, durante il Salone del mobile, quando Milano è invasa dai turisti. E questi argomenti hanno strappato la deroga del Comune: sì all’apertura straordinaria dei negozi” (4).

Ovviamente partigiani, CGIL, CISL e UIL protestano: “E’ una vergogna”. Il giudeo Emanuele Fiano (PD) “denuncia il tentativo di normalizzare la ricorrenza. Il governo latita e il sindaco apre i negozi” (4). Poveretto, come soffre! E dire che si erano dati tanto da fare per spiegare che “i partigiani italiani erano eroi purissimi” ma “i partigiani palestinesi sono fanatici terroristi” (4).
Bisognerà inventarsi qualche altra impostura. Questa, ormai, sta passando di moda.


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(1) “Il premier e il sisma. Fiducia in crescita” in “Corriere della Sera” del 19 aprile 2009, pagina 5;
(2) “Il premier: al referendum io voterò” in “Corriere della Sera” del 19 aprile 2009, pagina 12;
(3) “La Russa: meglio non andare. E’ una sfilata di propaganda” in “Corriere della Sera” del 19 aprile 2009, pagina 12;
(4) “Negozi aperti a Milano” in “Corriere della Sera” del 19 aprile 2009, pagina 12.

 
 

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