Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Giudeoamericani”: “ci sono” oppure “ci fanno”?

21.04.09 - Le cose vanno male. Colpa della crisi finanziaria innescata dai “rapaci della Terra”. E non c’è verso, malgrado la montagna di soldi investita dai vari Stati per dare sollievo alle Banche. Anzi, la crisi si avvita su se stessa. Succede che Obama, stanco di dare soldi alle banche, annunci di voler comprare azioni delle stesse. Ma, a questo punto, la borsa crolla. E Wall Street trascina, nel tonfo, le borse di tutto il mondo (1). Non per niente vengono definiti “rapaci”: vogliono i soldi dello Stato per risolvere il disastro da essi provocato, ma non vogliono il controllo dello stato. Altrimenti, come farebbero a rapinare i popoli?

***

Per nostra fortuna, in Italia e in Europa, abbiamo dei politici di prim’ordine che, per farci scordare i problemi e le angosce della crisi economica, hanno messo su un “teatrino” che più teatrino non si può.

Succede che l’ONU ha organizzato, a Ginevra, una “conferenza contro il razzismo”. E tutti premono perché molti popoli (in Africa, in Asia e nelle Americhe) sono scottati dal “colonialismo”. E ci rinfacciano i loro pessimi ricordi. Fin qui i nostri statisti abbozzano. E riconoscono che, nel corso dei secoli, gli Europei, che sciamarono nei 5 Continenti, avevano verso i nativi un contegno arrogante e prevaricatore. I nostri riconoscono, anche, che l’Europa è stata la “culla del razzismo”. Anzi, su questo particolare problema, si dimostrano fanatici ed inflessibili. Nel senso che, se qualcuno mette in dubbio la “Shoah” sia nei numeri (6 milioni) sia nelle modalità (camere a gas), loro protestano sostenendo: “Tutto vero”. Pensate: nel loro furore antirazzista sono arrivati perfino a promulgare delle leggine per coloro che, in tutto o in parte, tentino di negare o ridimensionare la Shoah.

Forti di queste ammissioni, convinti di queste concessioni, i nostri (?!?) si impuntano quando vedono attaccata la “Patria”. Perché una cosa è se i popoli della Terra processano gli Europei per “colonialismo” e per “razzismo”, ben altra cosa è se accusano Israele delle medesime colpe. Su questo i nostri non transigono: si processi e si condanni pure l’Europa e gli Europei (meglio ancora se si legifera che, su un argomento come la Shoah, non si ammette alcun accertamento ed alcuna discussione) ma non si consente alcuna critica all’operato d’Israele.

Succede, dunque, che taluni, non volendo né leggere né scrivere, disertano la “conferenza contro il razzismo” perché si temeva che Israele venisse messo sotto accusa. Sono dei “chiaroveggenti” e meritano di essere citati: Australia, Canada, Germania, Israele, Italia, Nuova Zelanda, Olanda, Polonia e Stati Uniti. Per costoro meglio “disertare la conferenza che ascoltare l’obbrobrio di accuse contro Israele”. Perché “la Patria la si difende con il ferro non con l’oro”, disse il giudeoamericano Camillo al Brenno, nonno di Adolf Hitler.

Ed avevano ragione. Al primo giorno della “infame conferenza” ecco scatenarsi Ahmadinejad: “Gli alleati, dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno mandato emigranti per istituire un governo totalmente razzista nella Palestina occupata. Con il pretesto delle sofferenze degli ebrei e per le conseguenze del razzismo in Europa, hanno installato al potere uno dei più crudeli e repressivi regimi razzisti” (2). A questo punto 22 delegati abbandonano la sala. E Frattini, il nostro (?!?) Ministro degli Esteri, commenta: “Fin dall’inizio non abbiamo voluto partecipare a un evento che avrebbe potuto trasformarsi in una cattiva opportunità per incitare all’odio anti israeliano” (2). Bravo Frattini, sei tutti loro!

E non venite a dirmi: “Ahmadinejad ha detto la verità. Del resto mille volte Israele ha dichiarato che vuole essere uno stato ebraico”. Così dicendo dimostrate di essere dei beceri impenitenti. I nostri, invece, chiedono scusa a Gheddafi per il “colonialismo italiano”; ma oppongono “il fiero petto” (degli altri) per difendere la Patria. Oh bella, non sapevate che Frattini prega devotamente in Sinagoga? E poi “la verità”! Ma non sapete che, dicendo la verità, nei paesi nei quali comandano i giudeoamericani, non farete mai carriera? In Italya e in Europa, se volete fare strada, dovete imparare a proclamare l’impostura: la “Shoah” e “gli Israeliani non discriminano i Palestinesi”.

Ragione per cui oggi il “Corsera” si spreca in commenti infuocati: Paolo Lepri invita perentorio: “Non deve accadere più” (3). Chiarendo: non deve accadere più che si accusi Israele. Ma gli Israeliani possono continuare ad affamare, uccidere e vessare i Palestinesi. Federico Fubini, invece, mette sotto accusa la Svizzera: non solo i banchieri. Anche l’incontro con il Presidente iraniano? Questo è il colmo dell’abominio (4). Seguono i “sopravvissuti”: Wiesel (5) e Appelfeld (6). Insomma molte lagne e molte querimonie. Ma tutti protesi a “difendere la Patria”.

Strano, ma vero: molti dei presenti hanno applaudito AhmadiJad. Segno che USA/Israel non incanta più. O tempora, o mores!

***************

(1) “Banche, a Wall Street non passa la paura” in “Corriere della Sera” del 21 aprile 2009, pagina 6;
(2) “Ahmadinejad attacca: Israele razzista. L’UE lascia l’aula” in “Corriere della Sera” del 21 aprile 2009, pagina 2;
(3) “Perché non accada più” in “Corriere della Sera” del 21 aprile 2009, pagina 1;
(4) “Neutrale o ambigua” in “Corriere della Sera” del 21 aprile 2009, pagina 2;
(5) “L’orrore e la rabbia di Wiesel” in “Corriere della Sera” del 21 aprile 2009, pagina 3;
(6) “Islamofobia e antisemitismo, no ai paragoni” in “Corriere della Sera” del 21 aprile 2009
, pagina 3.

 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !