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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Italyani”? Si fa presto a dire “Italyani”!

23.04.09 - Da 150 anni ci vanno propinando che, in Italya, ci starebbero gli “Italyani”. Niente di più falso. E cercherò di darvene dei documentati ragguagli. Cominciamo allora a fare la classica distinzione tra “paese reale” e “paese legale”.

In Italya ci stanno gli “Italyani poveri

A dire dell’ISTAT gli Italyani poveri sono 2,5 milioni. E sono poveri perché non hanno un reddito che consente loro di avere il minimo per nutrirsi, per vestirsi e per abitare (1). Sono presenti in tutto il territorio nazionale, ma soprattutto al Sud.

Il motivo principale di questa “povertà diffusa” sta nel fatto che non trovano un “lavoro”. Per fortuna ci stanno Santa Romana Chiesa, i partiti di sinistra, i sindacati e i banchieri coi loro camerieri a predicare loro di “accogliere gli stranieri”. Anche perché, predicano loro i “pasciuti” di cui sopra, “gli stranieri portano benessere”. Sarà, ma intanto tolgono ai nostri poveri il poco lavoro che c’è in Italia.

Gli “Italyani poveri” sanno di essere stati “liberati”. E che la Costituzione proclama solennemente che “la Repubblica è fondata sul lavoro”. E, dalla sua promulgazione (1 gennaio 1948), gli Italyani poveri aspettano che la “Patria” dia loro un lavoro. E, dopo 60 anni di vana attesa, ancora non si chiedono: “L’Italya c’è? L’Italya è una patria”?

I “nuovi Italyani” sanno di “avere dei diritti”. E li reclamano

I giornali, da giorni, riportano notizie sulla rivolta dei “rifugiati politici” in quel di Milano (2). Scrive Claudio Schirinzi: “Martedì erano stati allontanati da un residence occupato. E allora avevano invaso una superstrada e la ferrovia. Ieri hanno paralizzato il centro di Milano facendo saltare una serie di iniziative legate al Salone del Mobile. Visitatori stranieri in fuga, commercianti furiosi. Milano non ha saputo gestire 300 profughi eritrei, in buona parte rifugiati politici” (2).

Il motivo del contendere? E’ sempre Schirinzi a comunicarcelo: “I profughi chiedono casa e lavoro” (2). E non venite ad obiettarmi: “In Italya non c’è lavoro e non si trovano case”. Queste obiezioni valgono per gli “Italiani poveri”, non valgono per degli stranieri ai quali abbiamo riconosciuto lo status di “rifugiati politici”. Nella concessione dei visti siamo stati di manica larga ed ora i “nuovi cittadini” cominciano a presentarci il conto.

Il Comune offre “posti letto nei dormitoi pubblici per gli uomini e sistemazione in strutture protette per donne e bambini” (2). Ma i “nuovi Italyani” rifiutano sdegnosamente. E meno male che sono educati. Se no, ci direbbero: “Queste cose datele agli Italyani poveri, non a noi che abbiamo dei diritti”. Buon per loro che non sono stati “liberati” e non attendono da 60 anni un lavoro, così come, con vacua magniloquenza, proclama la nostra Costituzione.

Schirinzi conclude salomonicamente: “Torti e ragioni si confondono in un impasto nel quale è difficile riconoscere gli ingredienti” (2). Anche io vi confesso i miei dubbi: Hanno ragione oppure torto gli “Italyani poveri” che da 60 anni aspettano un lavoro che non arriva? Hanno ragione oppure torto gli “Italiani novelli” che reclamano a gran voce i loro diritti? Io non so. Fate voi.

***

Chi ha torto, oltre ogni ragionevole dubbio, è il “Paese legale”. E’ stato più volte detto, detto con messa semplice e cantato in messa solenne, che “l’Italya è una democrazia antifascista nata dalla resistenza”. E pubblicamente è stato chiesto a Berlusconi di partecipare, anche lui, ai “pubblici riti”. Berlusconi ha consentito, ma…. Ma anche qui nasce il problema: Cos’è la resistenza? Come può celebrarsi la resistenza? Già: a sentire taluni “la resistenza fu rivolta di popolo”. E, come tale, la si celebra, nelle pubbliche piazze, con sventolio di bandiere rosse e di “Bella Ciao”. Solo che altri sostengono: “Grazie agli Americani che hanno vinto la guerra, liberandoci”. Pertanto Berlusconi celebrerà una “resistenza solitaria” ad Onna.

Chi, invece, ha le idee chiare e si qualifica “uomo di mondo” è Guido Podestà, europarlamentare del PdL: Podestà sfilerà con la Brigata Ebraica (3). Costui ha le idee chiare e, grazie al “CORSERA”, ce le ammannisce. Vendicando Berlusconi e tutti gli “antifascisti timidi” che faticano ad andarsi a mescolare con la plebaglia.

Sentitelo perché è tutto un programma: domanda: “Una scelta di campo come nel suo slogan elettorale?”. Risposta: “Esatto. Siamo al fianco di Israele per quello che rappresenta come avamposto della nostra società rispetto ai fatti del Medio Oriente” (3). Io lo avevo sempre pensato, ma non osavo dirlo: liberazione per gli Italyani e liberazione per i Palestinesi. Solo che gli Italyani festeggiano e i Palestinesi imprecano. Ma, a metterli a posto, ci penserà Podestà con la sua Brigata Ebraica.

Allora, avete capito perché in Italya ci stanno tanti Italyani poveri che, da 60 anni, aspettano un lavoro? Ringraziate la resistenza. E, per non sbagliare destinatario, ringraziate i comunisti, gli Alleati e la Brigata Ebraica. Ringraziate, soprattutto, Podestà, un uomo giusto al posto giusto. Era ora che, sulla resistenza, si facesse un minimo di chiarezza.

Dalla resistenza in poi, soldi agli USA per tenere in piedi le loro 113 basi militari in Italia. E soldati agli USA per combattere le loro guerre. Ora arrivano anche gli Ebrei a chiederci il conto. E a rammentarci che “Israele deve essere la nostra Patria”.
Gli Italyani poveri?
Vadano a celebrare la resistenza. E cantino “Bella Ciao”. A cantarla in lingua ebraica ci farebbero un figurone.

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(1) “I poveri a 2,5 milioni” in “Corriere della Sera” del 23 aprile 2009, pagina 5;
(2) “I 300 immigrati che bloccano Milano” in “Corriere della Sera” del 23 aprile 2009, pagina 1;
(3) “Podestà: io in corteo con la Brigata Ebraica” in “Corriere della Sera” del 23 aprile 2009, pagina 2.

 
 

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