| Italyani?
Si fa presto a dire Italyani!
23.04.09 - Da 150 anni ci vanno
propinando che, in Italya, ci
starebbero gli Italyani.
Niente di più falso.
E cercherò di darvene
dei documentati ragguagli. Cominciamo
allora a fare la classica distinzione
tra paese reale e paese legale.
In Italya ci stanno gli Italyani
poveri
A dire dellISTAT gli Italyani
poveri sono 2,5 milioni. E sono
poveri perché non hanno
un reddito che consente loro
di avere il minimo per nutrirsi,
per vestirsi e per abitare (1).
Sono presenti in tutto il territorio
nazionale, ma soprattutto al
Sud.
Il motivo principale di questa povertà diffusa sta nel fatto che non trovano
un lavoro.
Per fortuna ci stanno Santa
Romana Chiesa, i partiti di
sinistra, i sindacati e i banchieri
coi loro camerieri a predicare
loro di accogliere
gli stranieri.
Anche perché, predicano
loro i pasciuti di cui sopra, gli
stranieri portano benessere.
Sarà, ma intanto tolgono
ai nostri poveri il poco lavoro
che cè in Italia.
Gli Italyani poveri sanno di essere stati liberati.
E che la Costituzione proclama
solennemente che la
Repubblica è fondata
sul lavoro. E,
dalla sua promulgazione (1 gennaio
1948), gli Italyani poveri aspettano
che la Patria dia loro un lavoro. E, dopo
60 anni di vana attesa, ancora
non si chiedono: LItalya
cè? LItalya
è una patria?
I nuovi Italyani sanno di avere dei
diritti. E li
reclamano
I giornali, da giorni, riportano
notizie sulla rivolta dei rifugiati
politici in quel di
Milano (2). Scrive Claudio Schirinzi: Martedì erano
stati allontanati da un residence
occupato. E allora avevano invaso
una superstrada e la ferrovia.
Ieri hanno paralizzato il centro
di Milano facendo saltare una
serie di iniziative legate al
Salone del Mobile. Visitatori
stranieri in fuga, commercianti
furiosi. Milano non ha saputo
gestire 300 profughi eritrei,
in buona parte rifugiati politici (2).
Il motivo del contendere? E sempre Schirinzi a comunicarcelo: I profughi chiedono
casa e lavoro (2). E non venite ad obiettarmi: In Italya non cè lavoro e non si trovano case.
Queste obiezioni valgono per
gli Italiani poveri,
non valgono per degli stranieri
ai quali abbiamo riconosciuto
lo status di rifugiati
politici. Nella concessione
dei visti siamo stati di manica
larga ed ora i nuovi
cittadini cominciano
a presentarci il conto.
Il Comune offre posti
letto nei dormitoi pubblici
per gli uomini e sistemazione
in strutture protette per donne
e bambini (2).
Ma i nuovi Italyani rifiutano sdegnosamente. E meno
male che sono educati. Se no,
ci direbbero: Queste
cose datele agli Italyani poveri,
non a noi che abbiamo dei diritti.
Buon per loro che non sono stati liberati
e non attendono da 60 anni un
lavoro, così come, con
vacua magniloquenza, proclama
la nostra Costituzione.
Schirinzi conclude salomonicamente: Torti e ragioni
si confondono in un impasto
nel quale è difficile
riconoscere gli ingredienti (2). Anche io vi confesso i
miei dubbi: Hanno ragione oppure
torto gli Italyani
poveri che da 60 anni
aspettano un lavoro che non
arriva? Hanno ragione oppure
torto gli Italiani
novelli che reclamano
a gran voce i loro diritti?
Io non so. Fate voi.
***
Chi ha torto, oltre ogni ragionevole
dubbio, è il Paese
legale. E stato
più volte detto, detto
con messa semplice e cantato
in messa solenne, che lItalya
è una democrazia antifascista
nata dalla resistenza.
E pubblicamente è stato
chiesto a Berlusconi di partecipare,
anche lui, ai pubblici
riti. Berlusconi ha
consentito, ma
. Ma anche
qui nasce il problema: Cosè
la resistenza? Come può celebrarsi la resistenza? Già: a sentire taluni la resistenza fu
rivolta di popolo.
E, come tale, la si celebra,
nelle pubbliche piazze, con
sventolio di bandiere rosse
e di Bella Ciao.
Solo che altri sostengono: Grazie
agli Americani che hanno vinto
la guerra, liberandoci.
Pertanto Berlusconi celebrerà una resistenza solitaria ad Onna.
Chi, invece, ha le idee chiare
e si qualifica uomo
di mondo è
Guido Podestà, europarlamentare
del PdL: Podestà sfilerà con la Brigata Ebraica (3).
Costui ha le idee chiare e,
grazie al CORSERA,
ce le ammannisce. Vendicando
Berlusconi e tutti gli antifascisti
timidi che faticano
ad andarsi a mescolare con la
plebaglia.
Sentitelo perché è tutto un programma: domanda: Una scelta di campo
come nel suo slogan elettorale?.
Risposta: Esatto.
Siamo al fianco di Israele per
quello che rappresenta come
avamposto della nostra società rispetto ai fatti del Medio
Oriente (3). Io
lo avevo sempre pensato, ma
non osavo dirlo: liberazione
per gli Italyani e liberazione
per i Palestinesi. Solo che
gli Italyani festeggiano e i
Palestinesi imprecano. Ma, a
metterli a posto, ci penserà
Podestà con la sua Brigata
Ebraica.
Allora, avete capito perché in Italya ci stanno tanti Italyani
poveri che, da 60 anni, aspettano
un lavoro? Ringraziate la
resistenza. E, per non sbagliare
destinatario, ringraziate i
comunisti, gli Alleati e la
Brigata Ebraica. Ringraziate,
soprattutto, Podestà,
un uomo giusto al posto giusto.
Era ora che, sulla resistenza,
si facesse un minimo di chiarezza.
Dalla resistenza in poi, soldi
agli USA per tenere in piedi
le loro 113 basi militari in
Italia. E soldati agli
USA per combattere le loro guerre.
Ora arrivano anche gli Ebrei
a chiederci il conto. E a rammentarci
che Israele deve essere
la nostra Patria.
Gli Italyani poveri? Vadano
a celebrare la resistenza. E
cantino Bella Ciao.
A cantarla in lingua ebraica
ci farebbero un figurone.
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(1) I
poveri a 2,5 milioni in Corriere della Sera del 23 aprile 2009, pagina 5;
(2) I 300 immigrati
che bloccano Milano in Corriere della Sera del 23 aprile 2009, pagina 1;
(3) Podestà:
io in corteo con la Brigata
Ebraica in Corriere
della Sera del 23
aprile 2009, pagina 2.
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