Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La “Liberazione” tra “messe cantate” e “urla scomposte

26.04.05 - La “festa della liberazione” del 2009 passerà alla cronaca se non alla storia. E consegna un distacco insanabile tra il “paese reale” e la mobilitazione interessata del “paese legale”. Ricavo da una nota di Maurizio Giannattanasio: “Sono le premesse di un rischio: la perdita di valore del 25 Aprile. Milano, ieri, l’ha già presentito. C’era quasi più gente in giro per il Salone del Mobile che in piazza Duomo” (1). Si aggiunga una accorata nota di Stelio Zaccaria: “Un’altra brutta figura… A Villa Bonfiglio… c’erano tutti. Ma tutti chi? I rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, gli amministratori, i sindacati, l’associazione dei partigiani, qualcuno che ha avuto i parenti morti durante la resistenza. Eppoi? Nessuno… Per un corteo al quale ormai partecipano una ventina di persone” (2).

Sto scrivendo forse che, alla “festa della liberazione” non c’è “partecipazione di popolo”? SI e NO. Voglio dire: nelle “manifestazioni ufficiali” la liberazione ubbidisce alla logica della “alta cucina”. E, da giorni, Napolitano andava ammonendo: “Perché non celebriamo la resistenza unitariamente visto e considerato che siamo tutti giudeoamericani”? Anche Franceschini invitava Berlusconi a “celebrare assieme”. E Berlusconi ha acconsentito. Così facendo, Berlusconi nega una qualche somiglianza, anche lontana, con Benito Mussolini. Ma conferma piena sintonia con Enrico IV° che, ai tempi, disse: “Una partecipazione alla messa cantata sulla liberazione val bene Parigi”.

C’è da meravigliarsi se, nelle celebrazioni ufficiali, quando i “politici” se la cantano e se la suonano secondo i loro “interessi di bottega”, il popolo diserta le manifestazioni? Laddove, invece, si da “voce al popolo”, le manifestazioni danno adito a dei “teatrini” imprevisti. Succede a Roma, dove il “povero Alemanno” deve rinunciare a partecipare alla manifestazione a “Porta San Paolo” per “il rischio di contestazioni dei centri sociali” (3). Succede a Milano, dove la Moratti diserta e Formigoni viene accolto con fischi e schiamazzi (4).

***

Pensate: il popolaccio ha contestato perfino la Brigata Ebraica (4). E, siccome la cosa mi suonava blasfema, sono andato a documentarmi (5). A detta di un “ebreo/israeliano” apologeta, la “Brigata Ebraica” è stata in Italia sul finire della guerra. Ed avrebbe partecipato ad una (una sola) azione bellica catturando 12 Tedeschi. Ragione per cui, non potendo partecipare agli incontri che i “soldati combattenti” tengono nei “cimiteri di guerra”, si adatta a sfilare nel corteo di Milano.

Particolare curioso: non sono i “vecchi combattenti” a sfilare, ma delle comparse che si travestono da “eroici soldati ebrei”. Tra i travestiti del 2009 c’era tale Podestà e Magdi Allam. Inutile dire che il popolaccio li ha contestati pesantemente. Mah! Io ho sempre avuto ammirazione per i Combattenti della repubblica Sociale Italiana. Da oggi comincerò a guardare con qualche simpatia quei vecchietti con il “fazzoletto partigiano” al collo. Almeno qualche pericolo l’hanno corso. Anche se poi, all’osteria del paese, raccontano di “eroiche imprese”.

Grandi affabulatori questi Ebrei! Vuoi vedere che, dopo avere munto i Tedeschi con la “Shoah”, si propongono di mungere gli Italyani con la “liberazione”? Del resto le autorità sono compiacenti e conniventi. Speriamo nel popolaccio. Anche se frastornato, esprime sentimenti genuini.

*************

(1) “E così la festa perde valore” in “Corriere della Sera” del 26 aprile 2009, pagina 3;
(2) “RISPETTIAMO I LIBERATORI” in “LA SICILIA”, del 26 aprile 2009, pagina 33;
(3) “Rischio contestazione dei centri sociali. Alemanno non va a Porta San Paolo” in “la Repubblica” del 26 aprile 2009, pagina 5;
(4) “Formigoni al corteo a Milano accolto da 10 minuti di fischi” in “Corriere della Sera” del 26 aprile 2009, pagina 3;
(5) Michele Tagliacozzo, La Brigata Ebraica.

 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !