| La Liberazione tra messe cantate e urla scomposte
26.04.05 - La festa
della liberazione
del 2009 passerà alla
cronaca se non alla storia.
E consegna un distacco insanabile
tra il paese reale e la mobilitazione interessata
del paese legale.
Ricavo da una nota di Maurizio
Giannattanasio: Sono
le premesse di un rischio: la
perdita di valore del 25 Aprile.
Milano, ieri, lha già
presentito. Cera quasi
più gente in giro per
il Salone del Mobile che in
piazza Duomo (1).
Si aggiunga una accorata nota
di Stelio Zaccaria: Unaltra
brutta figura
A Villa
Bonfiglio
cerano
tutti. Ma tutti chi? I rappresentanti
delle istituzioni, delle forze
dellordine, gli amministratori,
i sindacati, lassociazione
dei partigiani, qualcuno che
ha avuto i parenti morti durante
la resistenza. Eppoi? Nessuno
Per un corteo al quale ormai
partecipano una ventina di persone (2).
Sto scrivendo forse che, alla festa della liberazione
non cè partecipazione
di popolo? SI
e NO. Voglio dire:
nelle manifestazioni
ufficiali la liberazione
ubbidisce alla logica della alta cucina.
E, da giorni, Napolitano andava
ammonendo: Perché non celebriamo la resistenza
unitariamente visto e considerato
che siamo tutti giudeoamericani?
Anche Franceschini invitava
Berlusconi a celebrare
assieme. E Berlusconi
ha acconsentito. Così
facendo, Berlusconi nega una
qualche somiglianza, anche lontana,
con Benito Mussolini. Ma conferma
piena sintonia con Enrico IV° che, ai tempi, disse: Una
partecipazione alla messa cantata
sulla liberazione val bene Parigi.
Cè da meravigliarsi
se, nelle celebrazioni ufficiali,
quando i politici se la cantano e se la suonano
secondo i loro interessi
di bottega, il popolo
diserta le manifestazioni? Laddove,
invece, si da voce
al popolo, le
manifestazioni danno adito a
dei teatrini imprevisti. Succede a Roma,
dove il povero Alemanno deve rinunciare a partecipare
alla manifestazione a Porta
San Paolo per il rischio di contestazioni
dei centri sociali (3). Succede a Milano, dove
la Moratti diserta e Formigoni
viene accolto con fischi e schiamazzi
(4).
***
Pensate: il popolaccio ha
contestato perfino la Brigata
Ebraica (4). E, siccome
la cosa mi suonava blasfema,
sono andato a documentarmi (5).
A detta di un ebreo/israeliano apologeta, la Brigata
Ebraica è stata
in Italia sul finire della guerra.
Ed avrebbe partecipato ad una
(una sola) azione bellica catturando
12 Tedeschi. Ragione per cui,
non potendo partecipare agli
incontri che i soldati
combattenti tengono
nei cimiteri di guerra,
si adatta a sfilare nel corteo
di Milano.
Particolare curioso: non sono
i vecchi combattenti a sfilare, ma delle comparse
che si travestono da eroici
soldati ebrei. Tra
i travestiti del 2009 cera
tale Podestà e Magdi
Allam. Inutile dire che il popolaccio
li ha contestati pesantemente.
Mah! Io ho sempre avuto ammirazione
per i Combattenti della repubblica
Sociale Italiana. Da oggi
comincerò a guardare
con qualche simpatia quei vecchietti
con il fazzoletto partigiano
al collo. Almeno qualche pericolo
lhanno corso. Anche se
poi, allosteria del paese,
raccontano di eroiche
imprese.
Grandi affabulatori questi
Ebrei! Vuoi vedere che,
dopo avere munto i Tedeschi
con la Shoah,
si propongono di mungere gli
Italyani con la liberazione?
Del resto le autorità sono compiacenti e conniventi.
Speriamo nel popolaccio. Anche
se frastornato, esprime sentimenti
genuini.
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(1) E
così la festa perde valore in Corriere della Sera del 26 aprile 2009, pagina 3;
(2) RISPETTIAMO
I LIBERATORI in LA SICILIA,
del 26 aprile 2009, pagina 33;
(3) Rischio contestazione
dei centri sociali. Alemanno
non va a Porta San Paolo in la Repubblica del 26 aprile 2009, pagina 5;
(4) Formigoni al
corteo a Milano accolto da 10
minuti di fischi in Corriere della Sera del 26 aprile 2009, pagina 3;
(5) Michele Tagliacozzo,
La Brigata Ebraica.
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