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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Solone”: qualche volta vuol dire “sapiente”. Ma spesso vuol dire “insipiente

01.05.09 - A leggere i giornali criticamente, c’è da trarne gustosi insegnamenti. E non venite a dirmi: “Tu critichi l’esistente”. Vi risponderei: “E’ forse colpa mia se non vedo segnali di fumo? Oppure volete darmi ad intendere che il fatto che Fiore (Forza Nuova) e Romagnoli (Fiamma Tricolore) alle Europee 2009 si presentano in liste separate è un segnale da commentare positivamente”?

Continuano a chiamarla “democrazia
Il Consiglio dei Ministri ha fissato per il 21 giugno 2009 la data di svolgimento del referendum. Vi risparmio il “balletto” che si è sviluppato. Con Berlusconi che si dichiara “entusiasta dei quesiti referendari” e gli altri, tutti gli altri, che cominciano a nutrire dei ripensamenti (1).

Mi limito a commentare le lagne dei “referendari”: “E’ stato un grande sbaglio escludere la data del 7 giugno, in cui tutti gli Italiani andranno a votare per le Europee”, protesta Mario Segni, “perché ha prevalso la volontà di danneggiare il referendum a qualunque costo” (1). Giovanni Gazzetta, presidente del Comitato promotore, critica i “ricatti” della Lega tesi a non far "raggiungere il quorum” (1). Insomma: i “referendari” sono inconsolabili perché si rendono conto che i loro “quesiti” non appassionano gli Italyani. E non venite a chiedermi: “Perché li hanno promossi”? Vi risponderei: “Per promuovere la democrazia”. Avvertendo che la loro “democrazia” è una “lobby senza popolo”.

Mi spiego. E’ di comune conoscenza che i “mezzi di comunicazione” sono nelle mani di “pochi eletti”. Pertanto, ad informare e a formare l’opinione pubblica, sono pochi. E, pertanto, pochi indirizzano la massa. Dare la maggioranza in Parlamento al “partito più votato” e fissare degli “sbarramenti alle forze minori” vuol dire togliere la scelta dalle mani del popolo e riporla nelle mani dei pochi che possiedono e padroneggiano i mezzi di comunicazione. “A somiglianza degli USA dove va a votare meno della metà degli aventi diritto”, vanno proclamando i “referendari”.

Già: una democrazia in mano alle lobbies (che decidono) e con il popolo (chiamato a ratificare le decisioni altrui). C’è da meravigliarsi se molti non vanno neppure a votare? Eppure…. Eppure continuano a chiamarla “democrazia”. Mah!

Qualcuno comincia a capire

Tommaso Padoa Schioppa presenta un suo libro (“La veduta corta”) ed invita al dibattito. Interviene Tremonti: “La moneta unica globale? Un’idea di straordinario interesse” (2). Non è la prima volta che Tremonti enuncia idee innovative, perfino rivoluzionarie. Purtroppo, però, resta sul piano delle “enunciazioni di principio” e non passa mai ai “fatti concreti”. E, difatti, enunciò di “voler nazionalizzare le azioni della Banca d’Italia in mano alle banche private” ma il tempo passa e non succede niente.

Dopo Tremonti, segue Amato: “La moneta è un problema cruciale. Dopo il disancoraggio dall’oro, l’America ha pensato al dollaro come: la mia valuta il vostro problema…. Il fatto è che un’unica moneta non può tutelare gli interessi della propria economia e nello stesso tempo funzionare come valuta di riserva degli altri” (2). Ben detto e bene argomentato. Da notare che, se dichiara perfino il “prudentissimo Amato”, le cose degli USA sono messe proprio male. Che sia venuta l’ora dell’Europa? Io ci spero.


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(1) “Il PdL avverte il PD: se passa il referendum la legge sarà quella” in “Corriere della Sera” del 1 maggio 2009, pagina 13;
(2) “E Tremonti adotta l’idea di Pechino: una moneta globale” in “Corriere della Sera” del 1 maggio 2009, pagina 30.

 
 

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