| Solone:
qualche volta vuol dire sapiente.
Ma spesso vuol dire insipiente
01.05.09 - A leggere i giornali
criticamente, cè da trarne gustosi insegnamenti.
E non venite a dirmi: Tu
critichi lesistente.
Vi risponderei: E
forse colpa mia se non vedo
segnali di fumo? Oppure volete
darmi ad intendere che il fatto
che Fiore (Forza Nuova) e Romagnoli
(Fiamma Tricolore) alle Europee
2009 si presentano in liste
separate è un segnale
da commentare positivamente?
Continuano a chiamarla democrazia
Il Consiglio dei Ministri ha
fissato per il 21 giugno 2009
la data di svolgimento del referendum.
Vi risparmio il balletto
che si è sviluppato.
Con Berlusconi che si dichiara entusiasta dei quesiti
referendari e
gli altri, tutti gli altri,
che cominciano a nutrire dei
ripensamenti (1).
Mi limito a commentare le lagne
dei referendari: E stato un
grande sbaglio escludere la
data del 7 giugno, in cui tutti
gli Italiani andranno a votare
per le Europee,
protesta Mario Segni, perché
ha prevalso la volontà di danneggiare il referendum
a qualunque costo (1). Giovanni Gazzetta, presidente
del Comitato promotore, critica
i ricatti della Lega tesi a non far "raggiungere
il quorum (1).
Insomma: i referendari
sono inconsolabili perché si rendono conto che i loro quesiti non
appassionano gli Italyani. E
non venite a chiedermi: Perché li hanno promossi?
Vi risponderei: Per
promuovere la democrazia.
Avvertendo che la loro democrazia
è una lobby
senza popolo.
Mi spiego. E di comune
conoscenza che i mezzi
di comunicazione sono
nelle mani di pochi
eletti. Pertanto,
ad informare e a formare lopinione
pubblica, sono pochi. E, pertanto,
pochi indirizzano la massa.
Dare la maggioranza in Parlamento
al partito più votato e fissare degli sbarramenti alle forze
minori vuol dire togliere
la scelta dalle mani del popolo
e riporla nelle mani dei pochi
che possiedono e padroneggiano
i mezzi di comunicazione. A
somiglianza degli USA dove va
a votare meno della metà degli aventi diritto,
vanno proclamando i referendari.
Già: una democrazia
in mano alle lobbies (che decidono)
e con il popolo (chiamato a
ratificare le decisioni altrui).
Cè da meravigliarsi
se molti non vanno neppure a
votare? Eppure
. Eppure
continuano a chiamarla democrazia.
Mah!
Qualcuno comincia a capire
Tommaso Padoa Schioppa presenta
un suo libro (La
veduta corta)
ed invita al dibattito. Interviene
Tremonti: La moneta
unica globale? Unidea
di straordinario interesse
(2). Non è la prima volta
che Tremonti enuncia idee innovative,
perfino rivoluzionarie. Purtroppo,
però, resta sul piano
delle enunciazioni
di principio e non
passa mai ai fatti
concreti. E, difatti,
enunciò di voler
nazionalizzare le azioni della
Banca dItalia in mano
alle banche private ma il tempo passa e non succede
niente.
Dopo Tremonti, segue Amato: La moneta è
un problema cruciale. Dopo il
disancoraggio dalloro,
lAmerica ha pensato al
dollaro come: la mia valuta
il vostro problema
. Il
fatto è che ununica
moneta non può tutelare
gli interessi della propria
economia e nello stesso tempo
funzionare come valuta di riserva
degli altri (2).
Ben detto e bene argomentato.
Da notare che, se dichiara perfino
il prudentissimo Amato,
le cose degli USA sono messe
proprio male. Che sia venuta
lora dellEuropa?
Io ci spero.
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(1) Il
PdL avverte il PD: se passa
il referendum la legge sarà quella in Corriere
della Sera del 1 maggio
2009, pagina 13;
(2) E Tremonti adotta
lidea di Pechino: una
moneta globale in Corriere della Sera del 1 maggio 2009, pagina 30. |