Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Gli occhi di Venere, l’occhio di Jahvé

04.05.09 - Leggo il giornale e foschi pensieri si affollano alla mia mente. Pertanto, a scanso di equivoci, dichiaro che io sono un “becero fascista” che ha speso la vita nel sostenere “propositi beceri”. E cionondimeno…. E cionondimeno ho trovato “giusta e saggia” la decisione del Governo Berlusconi di “chiedere scusa ai Libici per il colonialismo italiano”, pagandone i danni. Solo che…. Solo che mi guardo attorno e i conti non mi tornano. E, per farli quadrare, non mi resta che fare ricorso alla mitologia. I poeti greci cantano Venere, dea dell’amore, che era bellissima, aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri. Aveva anche gli “occhi strabici”. E questo le consentiva di guardare Vulcano, il marito zoppo, con l’occhio destro; e, contestualmente di guardare Marte, il focoso amante, con l’occhio sinistro.

Poi vennero a dirci che i nostri Dei erano “falsi e bugiardi”. E, da allora, siamo sotto la protezione di Jahvé. Jahvé, di suo, è accigliato e brutto. Ed ha anche due occhi che guardano fisso nella stessa direzione; al punto che pare abbia un solo occhio. Come se questo non bastasse, i suoi sacerdoti sostengono che “bisogna sacrificare a Jahvé”.
Nell’antichità erano buoi, capretti e farina; in epoca moderna oro; da un certo tempo gas e petrolio. E qui cominciano i miei dubbi: “E’ Jahvé che ha sempre fame oppure sono i suoi sacerdoti ad essere famelici?”.

***

Io non so se le faccende di questo mondo vanno addebitate alla “fame” di Jahvé oppure alla “ingordigia” dei suoi sacerdoti. Noto però che il pianeta passa da una guerra all’altra. Seppure con svariate motivazioni. E le guerre portano ad episodi orribili. Che ciascuno racconta a modo suo.

Io, da sempre, ho la buona vecchia abitudine di pensare con la mia testa. E non venite a dirmi: “Chi ti credi?”. Vi risponderei: “Dovrei forse prestare fede a taluni scribacchini della magna stampa che sostengano che, poiché una famigliola afgana viaggiava su una Toyota bianca e poiché a questo tipo di macchina ricorrono spesso i terroristi, ergo….” (1). Aggiungo che io, nei miei giudizi, sono equanime. Esprimerò dunque lo stesso giudizio sia su quel soldatino americano che, anni fa, ci uccise un ufficiale (Nicola Calipari) sia su quella pattuglia italiana che, ieri, ha sterminato una famigliola afgana, tra cui una ragazzina di 13 anni.

In entrambi i casi, i “rapporti” narrano che “è stata rispettata la consegna”. Forse è vero, forse no. Ma ve lo immaginate un “figlio di mamma” che si trova, armatissimo, in terra ostile, che vede avvicinare un pericolo alla sua incolumità e si mette a giocherellare con degli “alto là, chi va là” oppure si mette ad armeggiare con fari, suoni e quant’altro? Io opino: prima spara e poi chiede: Chi va là, alto là”.
Ho torto?

***

I nostri soldati, in Afganistan, hanno sterminato una famigliola afgana (1). E le spiegazioni si sprecano (2). NO, non spenderò parola alcuna né a giustificarli né ad accusarli. Mi limiterò a chiedere: “Cosa ci stanno a fare dei soldati italiani in Afganistan?”. E a chiederne conto a quei politici che, condannano le nostre “avventure colonialistiche” ma si fanno sostenitori delle avventure colonialistiche altrui.

A commento del fattaccio, “dal pantano afgano l’Italia non ha alcuna intenzione di uscire". Perché “dobbiamo tenere fede agli impegni internazionali, ma soprattutto a quelli presi con la popolazione aiutandola a sottrarsi all’influenza dei talebani e a ricostruire la democrazia in quel paese”, sottolinea il titolare della Farnesina Franco Frattini…. La sua linea trova concorde Piero Fassino del Partito Democratico” (3).

Siamo in Afganistan dal 2001. E ci stiamo armatissimi. E la rivolta accenna ad aumentare, non a diminuire. A detta di autorevoli osservatori, mentre noi saremmo andati in Afganistan per “combattere il terrorismo, gli Afgani si ribellano contro la nostra presenza”. Eppure… Eppure Franco Frattini, con l’ausilio di Piero Fassino, sostengono che “noi saremmo lì con il consenso della popolazione. E ci resteremmo per tenere fede alle promesse fatte alla popolazione”.

E dire che qualcuno si meraviglia per il fatto che Omero sosteneva che la “guerra di Troia” era nata “a causa del ratto di Elena”. E dire che qualcuno ride a sentir dire che Venere aveva gli “occhi strabici”. Per fortuna, in Italya, ci stanno tanti, tantissimi che credono nella “Patria” (USA/Israel). E che, per la Patria, sono disposti a sacrificare gli Italiani tutti.

A sentirli, Mussolini “mentiva spudoratamente” quando tornando in Libia ed andando in Abissinia, parlava di “civiltà romana”. Gli USA, invece, dicono la verità affermando che sono andati e stanno in Afganistan per “portarvi la democrazia”. Parola di Frattini, parola di Fassino; uomini d’onore. E pazienza se gli USA stanno innaffiando gli Afgani di bombe. Quello che mi pesa è che, anche noi Italiani, uccidiamo degli inermi per “esportare in Afganistan la democrazia degli USA”. Ma anche questo ha una spiegazione: i “giudeoamericani” di casa nostra.

E’ stato detto: “Chi non è disposto a portare le armi, dovrà sopportare le armi altrui”. Assassini degli USA, assassini di Jahvé. Mah! A me pare che, passando dalla “fede in Venere” che aveva gli occhi azzurri, belli e strabici alla “fede in Jahvé” con il suo occhio famelico ci abbiamo rimesso. Non pare anche a voi?


*****************

(1) “Afganistan, gli italiani sparano. Uccisa una bambina di 13 anni” in “Corriere della Sera” del 4 maggio 2009, pagina 8;
(2) “Ignorati tutti i segnali: i militari non avevano scelta” in “Corriere della Sera” del 4 maggio 2009, pagina 8;
(3) “No alla fuga. Anche da sinistra si chiede di restare” in “Corriere della Sera” del 4 maggio 2009, pagina 9.

 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !