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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

In Italya i “buoni” vincono sempre

06.05.09 - Leggo i giornali e respiro sollevato: in fatto di trattamento agli stranieri “passa la linea Fini” (1). Era successo che quelli della Lega volevano introdurre “norme severe” sugli stranieri: l’immigrazione clandestina è reato, la “facoltà” concessa ai medici di segnalare i clandestini, la “facoltà” concessa ai presidi di segnalare i genitori clandestini degli alunni.

Ne era seguita una rivolta generale, nella quale tutti i “buoni d’Italya” si erano mobilitati per sostenere le “giuste ragioni” dei clandestini e il vulnus che si voleva arrecare alla nostra Costituzione. Che, nella parte scritta, fissa la “uguaglianza dei cittadini” a prescindere di sesso, razza e religione. Ma, così come la si insegna nei “circoli” che contano, spiega che “gli stranieri, specie se clandestini, sono più uguali degli Italyani”. E difatti……

E difatti quando un “povero Italyano”, nato in Italya, figlio di Italyani e nipote di Italyani, ha la sventura di recarsi in un qualche ufficio pubblico di questa ridicola Repubblica, si vede chiedere: nome, cognome, data di nascita e residenza (comprensiva di CAP). Non bastasse anche il codice fiscale. Dopodiché gli si chiede: che reddito hai? Hai delle proprietà? Il tutto per accertare se lo stesso medesimo disgraziatissimo “povero Iitalyano” paga le tasse. Se, invece, si presenta uno straniero, meglio se clandestino, lo stesso ha diritto alla “assistenza sanitaria” e allo “insegnamento scolastico” (e a tanti altri servizi) senza porgli tante domande indiscrete. E senza che alcuno si ponga il problema del “chi paga?”. Perché a pagare siamo sempre i soliti Italyani. Troppo coglioni per liberarci di questa Repubblica dei Pulcinella.

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Trionfa il “buonismo all’italiana”. E i buoni esultano: esulta Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati; esulta Alessandra Mussolini, ballerina/acrobata di mille iniziative politiche; esulta Flavia Perina, direttore de “Il Secolo d’Italia” (2). Ed esultano più degli altri. E si danno a rilasciare delle dichiarazioni più o meno strampalate per convincerci che una volta erano “cattivi”; ma poi, capita l’antifona, sono corsi ad arruolarsi tra i buoni.

Giuro: se rinasco, mi faccio straniero. Straniero e clandestino. E, da clandestino sprezzante delle leggi vigenti in Italya, cercherò di avere tra le mani Gianfranco Fini, Alessandra Mussolini e Flavia Perina. Per farne cosa? Oh, bella! Per farne delle polpette.


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(1) “Retromarcia sui presidi spia, salta la norma” in “Corriere della Sera” del 6 maggio 2009, pagina 9;
(2) “I ribelli del PdL soddisfatti: sconfitta la deriva cattivista” in “Corriere della Sera” del 6 maggio 2009, pagina 9.

 
 

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