Santa
Romana Chiesa bacchetta la pecorella
Italya e abbraccia
il lupo Israele
09.05.09
- Sia chiaro: credere oppure
non credere alla religione,
che vanno predicando i preti,
è questione di fede.
Ed io, sulla fede, non metto
lingua. Poi ci sono i fatti
concreti. E su questi
mi permetto di esprimere una
qualche opinione. Oggi è
tutto un fiorire di dichiarazioni
di chierici che
criticano la politica governativa
sulla immigrazione clandestina.
Le riporto in coda, dopo averle
letto con un misto di meraviglia
e disgusto.
Inutile dire che qui si parla
di immigrazione clandestina,
cosa ben diversa dalla immigrazione
regolare. Ed è solo su
questo aspetto (contrasto
alla immigrazione clandestina)
che io concordo con lazione
del Governo. Fermo restando
che agli stranieri regolari
va riconosciuta la parità dei diritti.
*********
Una prima stranezza è data dai tempi. E
da venti e più anni che
i Governi, che si sono succeduti
nella guida della Repubblica,
tentano di contrastare la immigrazione
clandestina. E, per
arginarla, i Governi hanno stipulato
vari trattati per bloccare
i clandestini prima che raggiungano
il suolo italiano.
Ultimo laccordo tra Italia
e la Libia. Detti accordi sono
stati stipulati sia da governi
di centrodestra che da governi
di centrosinistra. E nel consenso
generale.
Se le cose stanno così,
perché improvvisamente,
nel momento che, per la prima
volta, trova attuazione laccordo
tra Italia e Libia ed avviene
il primo respingimento
si levano tutte queste urla
e questi strepiti? Protesta
lONU e fa la sua parte,
ma approva la UE ed anchessa
fa la sua parte.
Protesta la sinistra e, francamente, non si capisce.
Forse che taluni accordi per bloccare i clandestini non li ha firmati anche la sinistra?
Insomma: la sinistra protesta
tanto per protestare. Segno
di pochezza intellettuale e
morale.
****************
Stranamente, protesta anche
Santa Romana Chiesa e tutti
i suoi chierici. E qui il discorso
si fa complicato. Può
Santa Romana Chiesa ciurlare
nel manico più di tanti
squallidi politicanti? Perché una cosa salta agli occhi: lo
stato Città del Vaticano è lindo, pulito e bene amministrato.
Allora che vuol dire questo
continuo predicare
laccoglienza
se poi si delega agli Italyani
limpedire che stranieri
vadano ad accamparsi allinterno
della Città del Vaticano? Possibile
che tanti santi padri
non si rendono conto che stanno
predicando lipocrisia
e limpostura? E, difatti, la carità bisognerebbe
praticarla piuttosto che predicarla.
Colmo dellipocrisia clericale:
mentre Santa Romana Chiesa bacchetta
la pecorella Italya
per avere respinto alcune centinaia
di clandestini, Sua Santità
Benedetto XVI° va in Palestina
e conta di abbracciare i Capi
del lupo Israele che, nel 1948, hanno cacciato
800.000 Palestinesi dai paesi
natali e che, nel 2009, rifiutano
di riprenderli. Con tutta evidenza
alla pecorella Italya
toccano le bacchettate così come si conviene ad una pecora.
Mentre al lupo Israele,
essendo un lupo,
spettano strette di mano e parole
di fraterna amicizia.
Colpa di Benedetto XVI°?
Colpa di Santa Romana Chiesa?
No, colpa di noi Italyani. Che abbiamo scordato lantico
insegnamento: se uno si fa
pecora, viene il lupo e se lo
mangia. E tempo di
prendere atto che Santa Romana
Chiesa sta coi lupi che divorano la pecorella
Italya. E comportarsi
di conseguenza.
Antonino Amato
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La
protesta del segretario del
Pontificio Consiglio per i Migranti
monsignor Marchetto: "Si
criminalizzano gli emigranti
irregolari"
Clandestini e legge sugli
immigrati
Vaticano: "Violati i diritti
dei rifugiati"
L'Osservatore Romano: "L'Italia
preoccupa, dare aiuto a chi
ha bisogno
è priorità".
La Cei: "Reato di immigrazione
clandestina da rivedere"
CITTA' DEL VATICANO -
L'Italia che respinge in Libia
i migranti intercettati in mare "preoccupa", perché
dare aiuto a chi si trova in
condizioni gravi è una
priorità. La dura presa
di posizione arriva dall'Osservatore
Romano, dopo che contro il rimpatrio
dei clandestini in Libia, che
"ha violato le norme internazionali
sui diritti dei rifugiati",
aveva protestato già
il segretario del Pontificio
Consiglio per i Migranti e gli
Itineranti, monsignor Agostino
Marchetto. E la Cei si lancia
contro il nuovo pacchetto sicurezza
del governo, per l'introduzione
del reato di immigrazione clandestina,
che allarma i vescovi perché mette a rischio diritti fondamentali.
Una norma che la Cei invita
a rivedere.
Osservatore
Romano: "Garantire assistenza
e diritti umani".
Il quotidiano della Santa
Sede sottolinea "la priorità
del dovere di soccorso nei
confronti di chi si trova
in gravi condizioni di bisogno.
I migranti devono poi essere
ricoverati presso strutture
- si conclude - che possano
fornire adeguate garanzie
di assistenza e di rispetto
dei diritti umani''. Vaticano
e Cei: Pacchetto sicurezza
contro i diritti umani degli
immigrati. Secondo il
Vaticano, anche alcune norme
del pacchetto sicurezza, come
quella sulla denuncia obbligatoria
dei medici, preludono a "gravi
difficoltà" per
la realizzazione dei diritti
umani dei migranti in Italia.
"La
normativa internazionale,
alla quale si è appellata
anche l'Onu - ha ricordato
poi monsignor Agostino Marchetto
- prevede che i possibili
richiedenti asilo non siano
respinti, e che, fino a che
non ci sia modo di accertarlo,
tutti i migranti siano considerati
'rifugiati presunti".
"Capisco
che gli attuali flussi misti
complicano le cose anche per
i governi - ha aggiunto -
ma c'è bisogno comunque
di rendere operative le norme
concordate e riaffermate più
volte nelle sedi internazionali".
Monsignor Marchetto ha poi
espresso la convinzione, già
espressa più volte
ma non sottoscritta dalle
massime autorità ecclesiastiche,
che la legislazione italiana
in materia migratoria sia
macchiata da un "peccato
originale", rappresentato
dalla volontà di "criminalizzare
gli emigranti irregolari",
una realtà di fronte
alla quale "i cittadini
sono posti e devono giudicare".
"Ciascuno
si assumerà le proprie
responsabilità. Per
quanto mi riguarda - ha concluso
- cerco solo di rappresentare
la dottrina sociale della
Chiesa che, nel valutare la
soluzione ad un problema impone
di verificare non solo se
è efficace, ma se è
giusta". Anche
il direttore dell'Ufficio
per la pastorale degli immigrati
della Cei, padre Gianromano
Gnesotto, sottolinea che le
norme contenute nel nuovo
pacchetto sicurezza del governo
mettono a repentaglio i diritti
umani degli immigrati, e in
pericolo, più in generale,
il riconoscimento dei diritti
"fondamentali" alla
salute e all'istruzione di
tutti i cittadini. Si rischia
in questo modo di creare dei
cittadini di serie B, ammonisce
Gnesotto, e di fare degli
immigrati delle "non
persone". La Cei lancia
quindi un invito a rivedere
il reato di clandestinità,
e trovare, se possibile, "una
via di mezzo". ****************
Il segretario del Pontificio
Consiglio per i migranti e gli
itineranti
Vaticano: «Lesi i diritti
umani
degli immigrati riportati in
Libia»
Mons. Marchetto: «Violate
le norme internazionali sui
diritti dei rifugiati».
Fini: «Non violati diritti»
CITTÀ DEL VATICANO
- Il rimpatrio dei clandestini
in Libia «ha violato le
norme internazionali sui diritti
dei rifugiati». È
la posizione espressa dal segretario
del Pontificio Consiglio per
i migranti e gli itineranti,
monsignor Agostino Marchetto.
Ma anche alcune norme del pacchetto
sicurezza, come quella sulla
denuncia obbligatoria dei clandestini
da parte dei medici, preludono
a «gravi difficoltà»
per la realizzazione dei diritti
umani dei migranti in Italia,
ha aggiunto mons. Marchetto.
VIOLATA NORMATIVA INTERNAZIONALE
- «La normativa internazionale,
alla quale si è appellata
anche l'Onu, prevede che i possibili
richiedenti asilo non siano
respinti, e che, fino a che
non ci sia modo di accertarlo,
tutti i migranti siano considerati
"rifugiati presunti"»,
ha chiarito il segretario del
Pontificio consiglio. «Capisco
che gli attuali flussi misti
complicano le cose anche per
i governi, ma c'è bisogno
comunque di rendere operative
le norme concordate e riaffermate
più volte nelle sedi
internazionali». Mons.
Marchetto ha poi ribadito la
sua convinzione, già
espressa più volte ma
non sottoscritta dalle massime
autorità ecclesiastiche,
che la legislazione italiana
in materia migratoria sia macchiata
da un «peccato originale»
rappresentato dalla volontà
di «criminalizzare gli
emigranti irregolari».
ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ
- Il segretario ha poi elogiato
l'azione dei movimenti cattolici
che hanno criticato i recenti
provvedimenti, auspicando che
i loro appelli non rimangano
inascoltati. Negare di fatto
ai clandestini il diritto alle
cure e all'istruzione per i
figli, pena la denuncia, ha
osservato Marchetto, «rappresenta
un'evidente violazione dei diritti
fondamentali della persona.
Ciascuno si assumerà
le proprie responsabilità.
Per quanto mi riguarda, cerco
solo di rappresentare la dottrina
sociale della Chiesa che, nel
valutare la soluzione a un problema,
impone di verificare non solo
se è efficace, ma se
è giusta».
OSSERVATORE ROMANO -
Ma critiche all'azione italiana
sono giunte anche dall quotidiano
«Osservatore Romano»
che venerdì ha scritto:
«Diverse organizzazioni
umanitarie hanno espresso critiche
nei confronti di questa operazione.
Preoccupa il fatto - scrive
il giornale vaticano - che fra
i migranti possa esserci chi
è nelle condizioni di
poter chiedere asilo politico.
E si ricorda anzitutto la priorità
del dovere di soccorso nei confronti
di chi si trova in gravi condizioni
di bisogno. I migranti - prosegue
il quotidiano dOltretevere
- devono poi essere ricoverati
presso strutture che possano
fornire adeguate garanzie di
assistenza e di rispetto dei
diritti umani».
FINI - E sulle polemiche
nate dalla decisione del governo
di respingere le imbarcazioni
dei clandestini il presidente
della Camera Gianfranco Fini
risponde, nella videochat sul
sito della Camera: «Capisco
l'Onu, ma il respingimento dei
clandestini non è in
contrasto con il diritto fondamentale
dell'uomo. Certo la questione
è complicata e il punto
difficile è che il respingimento
non sempre rende possibile la
verifica di chi ha il diritto
ad avanzare la richiesta dell'asilo
politico».
08 maggio 2009 |