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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Osservazioni peregrine….. a margine di un dotto articolo

13.05.09 - Leggo un dotto ed interessante articolo di Massimo Franco (1) e resto in estatica ammirazione per tanta bravura. Ma, su questo, mi tocca elevare un peana al “Corriere” tutto: ai suoi editori, ai suoi direttori, ai suoi commentatori. Segno evidente che la continua e costante frequentazione della Sinagoga e della Borsa serve ad aprire le menti e ad affinare i cervelli.

Tralascio dunque i “travagli” dell’ONU (dovrebbe dirimere i conflitti e dare assistenza ai profughi, ma vorrebbe riversare sull’Italia e sull’Europa la soluzione dei problemi che sarebbero di sua competenza); tralascio le “capriole dialettiche” dei “chierici” di Santa Romana Chiesa (plaudono all’Italia che, ricorrendo alla forza, tiene lontani dal Vaticano accattoni, clandestini e criminali vari; ma condanno l’Italia se tenta di allontanare gli stessi dal territorio nazionale); tralascio le illuminate parole dei tanti “camerieri della finanza” (che plaudono all’immigrazione, ma delegano ai cittadini le spese sociali che detta immigrazione incontrollata comporta).

Tralascio tutto questo “contesto”, per dedicarmi alle acute e dotte analisi di Massimo Franco. Il bravo giornalista nota che Berlusconi “sta cavalcando sull’immigrazione certe tesi sulla lega”. E spiega il tutto con una sorta di gara che si sarebbe aperta tra Lega e PdL. Su questo convengo che la sua analisi colpisce. Cito: “Si indovina anche la consapevolezza di dover assecondare quella strategia per evitare di cedere voti all’alleato…. D’altronde il centrodestra è convinto che i voti si conquistano soprattutto battendo su quei tasti. Nel 2008 li ottenne accusando Prodi per un’insicurezza diffusa. Alle europee del 6 e 7 giugno spera di fare il bis: anche se adesso sta il governo” (1).

Tutto vero, tutto giusto. Solo che, in questa analisi, mancano gli Italiani. Che, sentendosi traditi dai partiti del centrosinistra e dai sindacati, vanno a votare per il centrodestra e, soprattutto, per la Lega. Italiani che hanno i coglioni pieni delle prediche ipocrite dell’ONU e della Chiesa. E sono sopratutti gli “Italiani poveri” a ribellarsi, nel segreto dell’urna, contro questa “Italya costruita a misura di finanzieri e banchieri”. Sono ovvietà sulle quali Massimo Franco e il “Corriere” non si soffermano. Anche perché, all’interno delle Sinagoghe, della Borsa e delle Banche, s’incontrano “finanzieri” ma non s’incontrano “Italiani”.

Ho cercato di farlo io, segnalando che gli Italiani cominciano ad aprire gli occhi. E a capire di essere diventati “res nullius”. Troveranno la forza di reagire senza delegare ad altri la propria rappresentanza? Io ci spero.


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(1) “La mossa del Cavaliere mira a ridimensionare il protagonismo leghista” in “Corriere della Sera” del 13 maggio 2009, pagina 3.

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