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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Fidi caccia, no lignu di Cruci

15.05.09 - Leggo una dichiarazione di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, e il mio pensiero va a “Masciu Minicu”. Per chi non lo sapesse, Masciu Minicu era il “credulone” del mio paese. Tanto credulone che gli avevano venduto un pezzo di pelle di pollo spacciandolo per “pelle di Sant’Agata”. Poi gli avevano venduto alcuni peli che, dicevano, strappati a “San Sebastiano prima che lo uccidessero”. Infine gli avevano venduto un pezzo di legno, ricavato da un vecchio carrubo, dicendogli che si trattava di un “pezzo di legno della Croce sulla quale fu crocifisso Gesù”. Masciu Minicu comprava, pagava a carissimo prezzo le “reliquie” e le collocava devotamente nella sua casa. E, a chi tentò di aprirgli gli occhi sulla ennesima truffa di cui era stato vittima, rispose: “Fidi caccia, no lignu di Cruci”.

Potreste obiettarmi: “Che ha da spartire Giorgio Napolitano con Masciu Minicu, il credulone del tuo paese?”. Rispondo: “Con Napolitano niente. Ma Masciu Minicu ha molto da spartire con me”. Mi è stato detto che Napolitano, in quanto Presidente, “rappresenta gli Italiani tutti”. Ed io devo crederci. E dire che…..

E dire che alcuni fatti non mi convincono. Tanto per dire, recentemente Napolitano dichiarò che “l’Italia ha l’onore e la sicurezza impegnati in Afganistan”. Poi ho letto di una bambina di 13 anni uccisa dai nostri; poi ho letto di 130 civili uccisi dagli Americani. E mi sono chiesto: “In tali casi ne soffre il nostro onore o ne soffre la nostra sicurezza”? Concordando Napolitano sui bombardamenti alleati. Del resto gli USA hanno bombardato noi per “liberarci”. Ora stanno bombardando gli Afgani. Ma, poiché gli scopi sono nobili (“liberarli”), anche i bombardamenti sono nobili. Napolitano dixit. E Napolitano è uomo d’onore.

Oggi leggo una sua dichiarazione (vedasi allegato). Nella quale prende posizione contro la “retorica pubblica xenofoba”. E poiché, in questi giorni, si sta discutendo di “respingimenti” e di “misure di sicurezza”, interpreto che Napolitano stia “dichiarando sul mucchio”. E, poiché Napolitano è uomo d’onore, dichiara in una certa direzione. Io assentirei. Solo che…..

Solo che stamani ho letto due notizie:

1. Da un incontro tra sindacalisti italiani e tedeschi sui “progetti FIAT” pare che siano in pericolo 18.000 posti di lavoro. E che, in Italia, rischiano di chiudere Pomigliano e Termini Imprese (1);
2. Dopo alcuni sgradevoli episodi verificatisi a Licata (AG), oggi ennesimo sgradevole episodio a Grotte (AG): un disoccupato indigente minaccia sfracelli (2).

Insomma, manca il lavoro e la gente è alla disperazione più nera. E cionondimeno tanti galantuomini vanno a preoccuparsi dei “clandestini” che vivono in Italia oppure vorrebbero venire in Italia. Per non dire delle prediche ipocrite dell’ONU e della CEI. Manca il lavoro, ma molti si preoccupano degli “stranieri clandestini”. Segno di un “animo nobilissimo”, disposti come sono a togliere agli Italiani per dare agli stranieri clandestini. Poi salta fuori Napolitano che denuncia la “retorica pubblica xenofoba”.

Grande uomo Napolitano. Grande, quando dichiara che “l’onore e la sicurezza dell’Italia stanno in Afganistan”; grande, quando denuncia “la retorica pubblica xenofoba”; grande quando decanta la Costituzione del 1948 che dichiara che “la Repubblica è fondata sul lavoro” (articolo 1). Io credo in Napolitano.
Ma mi chiedo: “i costituenti, scrivendo che la “Repubblica è fondata sul lavoro” pensavano agli Italiani oppure agli stranieri clandestini?”.

Io credo in Napolitano. E sono convintissimo che “Napolitano rappresenta noi Italiani tutti”. E non venite a dirmi che somiglio tanto a Masciu Minicu. Vi risponderei: “retorica conta, non fatti concreti”.
Ma poi, perché volete che io apra gli occhi? Per farmi dire le parolacce?



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(1) “Dai tedeschi arriva la conferma: Pomigliano e Termini a rischio” in “LA SICILIA” del 14 maggio 2009, pagina 6;

(2) “Entra dal sindaco con una bombola e un accendino” in “LA SICILIA” del 14 maggio 2009, pagina 29.

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NAPOLITANO, ATTENZIONE A RETORICA PUBBLICA XENOFOBA


ROMA - Anche in Italia c'é il rischio di un diffondersi di accenti di intolleranza o xenofobia a causa del diffondersi di "retorica pubblica che non esita a incorporare questi accenti". Nel denunciare il diffondersi e l'aggravarsi della povertà e delle diseguaglianze a seguito della crisi economica, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto nuovi interventi a favore di "coloro che si trovano in fondo alla scala sociale perché non rimangano confinati in quella posizione.

"Questo - ha aggiunto Napolitano - é tanto più importante nei nostri paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate. Qui il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia". Il Capo dello Stato ha sottolineato il dovere di innescare un nuovo ciclo di sviluppo che non intacchi i livelli di equità e di coesione sociale raggiunti, ma anzi li migliori significativamente. "Le nostre società devono dimostrare che questo è un obbiettivo raggiungibile. E' un sentiero stretto e impervio, ma è l'unico che l' Europa può ragionevolmente percorrere". Alle risorse dello Stato, ha detto, devono sommarsi altre risorse, di privati, e il ruolo delle Fondazioni é importante.

ANSA, 14 maggio 2009


 
 

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