| Fidi
caccia, no lignu di Cruci
15.05.09 - Leggo una dichiarazione
di Giorgio Napolitano, Presidente
della Repubblica Italiana, e
il mio pensiero va a Masciu
Minicu. Per chi non
lo sapesse, Masciu Minicu era
il credulone del mio paese. Tanto credulone
che gli avevano venduto un pezzo
di pelle di pollo spacciandolo
per pelle di SantAgata.
Poi gli avevano venduto alcuni
peli che, dicevano, strappati
a San Sebastiano prima
che lo uccidessero.
Infine gli avevano venduto un
pezzo di legno, ricavato da
un vecchio carrubo, dicendogli
che si trattava di un pezzo
di legno della Croce sulla quale
fu crocifisso Gesù.
Masciu Minicu comprava, pagava
a carissimo prezzo le reliquie
e le collocava devotamente nella
sua casa. E, a chi tentò di aprirgli gli occhi sulla
ennesima truffa di cui era stato
vittima, rispose: Fidi
caccia, no lignu di Cruci.
Potreste obiettarmi: Che
ha da spartire Giorgio Napolitano
con Masciu Minicu, il credulone
del tuo paese?.
Rispondo: Con Napolitano
niente. Ma Masciu Minicu ha
molto da spartire con me.
Mi è stato detto che
Napolitano, in quanto Presidente, rappresenta gli
Italiani tutti.
Ed io devo crederci. E dire
che
..
E dire che alcuni fatti non
mi convincono. Tanto per dire,
recentemente Napolitano dichiarò che lItalia
ha lonore e la sicurezza
impegnati in Afganistan.
Poi ho letto di una bambina
di 13 anni uccisa dai nostri;
poi ho letto di 130 civili uccisi
dagli Americani. E mi sono chiesto: In tali casi ne
soffre il nostro onore o ne
soffre la nostra sicurezza?
Concordando Napolitano sui bombardamenti
alleati. Del resto gli USA hanno
bombardato noi per liberarci.
Ora stanno bombardando gli Afgani.
Ma, poiché gli scopi
sono nobili (liberarli), anche i bombardamenti sono
nobili. Napolitano dixit.
E Napolitano è uomo donore.
Oggi leggo una sua dichiarazione
(vedasi allegato). Nella quale
prende posizione contro la retorica
pubblica xenofoba.
E poiché, in questi giorni,
si sta discutendo di respingimenti e di misure di sicurezza,
interpreto che Napolitano stia dichiarando sul mucchio.
E, poiché Napolitano
è uomo donore,
dichiara in una certa direzione.
Io assentirei. Solo che
..
Solo che stamani ho letto due
notizie:
1. Da un incontro tra sindacalisti
italiani e tedeschi sui progetti
FIAT pare che siano
in pericolo 18.000 posti di
lavoro. E che, in Italia, rischiano
di chiudere Pomigliano e Termini
Imprese (1);
2. Dopo alcuni sgradevoli episodi
verificatisi a Licata (AG),
oggi ennesimo sgradevole episodio
a Grotte (AG): un disoccupato
indigente minaccia sfracelli
(2).
Insomma, manca il lavoro
e la gente è alla disperazione
più nera. E cionondimeno
tanti galantuomini vanno a preoccuparsi
dei clandestini
che vivono in Italia oppure
vorrebbero venire in Italia.
Per non dire delle prediche
ipocrite dellONU e della
CEI. Manca il lavoro, ma molti
si preoccupano degli stranieri
clandestini. Segno
di un animo nobilissimo,
disposti come sono a togliere
agli Italiani per dare agli
stranieri clandestini. Poi
salta fuori Napolitano che denuncia
la retorica pubblica
xenofoba.
Grande uomo Napolitano.
Grande, quando dichiara che lonore e la
sicurezza dellItalia stanno
in Afganistan;
grande, quando denuncia la
retorica pubblica xenofoba;
grande quando decanta la Costituzione
del 1948 che dichiara che la
Repubblica è fondata
sul lavoro (articolo
1). Io credo in Napolitano.
Ma mi chiedo: i
costituenti, scrivendo che la Repubblica è fondata sul lavoro pensavano agli Italiani oppure
agli stranieri clandestini?.
Io credo in Napolitano. E sono
convintissimo che Napolitano
rappresenta noi Italiani tutti.
E non venite a dirmi che somiglio
tanto a Masciu Minicu. Vi risponderei: retorica conta,
non fatti concreti.
Ma poi, perché volete
che io apra gli occhi? Per farmi
dire le parolacce?
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(1) Dai
tedeschi arriva la conferma:
Pomigliano e Termini a rischio in LA SICILIA del 14 maggio 2009, pagina 6;
(2) Entra dal sindaco
con una bombola e un accendino in LA SICILIA del 14 maggio 2009, pagina 29.
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NAPOLITANO, ATTENZIONE A RETORICA
PUBBLICA XENOFOBA
ROMA - Anche in Italia c'é il rischio di un diffondersi
di accenti di intolleranza o
xenofobia a causa del diffondersi
di "retorica pubblica
che non esita a incorporare
questi accenti". Nel
denunciare il diffondersi e
l'aggravarsi della povertà e delle diseguaglianze a seguito
della crisi economica, il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano
ha chiesto nuovi interventi
a favore di "coloro
che si trovano in fondo alla
scala sociale perché non rimangano confinati in quella
posizione.
"Questo
- ha aggiunto Napolitano -
é tanto più
importante nei nostri paesi
dove le differenze in termini
di origini etniche, religiose
e culturali sono aumentate.
Qui il rischio che queste
differenze si traducano in
un fattore di esclusione è
sempre presente ed è
aggravato dal diffondersi
di una retorica pubblica che
non esita, anche in Italia,
ad incorporare accenti di
intolleranza o xenofobia".
Il Capo dello Stato ha sottolineato
il dovere di innescare un
nuovo ciclo di sviluppo che
non intacchi i livelli di
equità e di coesione
sociale raggiunti, ma anzi
li migliori significativamente.
"Le nostre società
devono dimostrare che questo
è un obbiettivo raggiungibile.
E' un sentiero stretto e impervio,
ma è l'unico che l'
Europa può ragionevolmente
percorrere". Alle
risorse dello Stato, ha detto,
devono sommarsi altre risorse,
di privati, e il ruolo delle
Fondazioni é importante.
ANSA, 14 maggio 2009 |