| Marchionne
vola su Washington, Marchionne
vola su Berlino. Poi uno spillo,
un maledettissimo spillo
..
AIUTO! Ci hanno sgonfiato Marchionne
30.05.09 - Oggi (30 maggio 2009)
leggere il Corriere
della Sera è uno spasso. Si apprende della sberla subita
da FIAT, degli strani
giuochi di GM e degli
USA, dellirrigidimento alla crucca dei Tedeschi e delle ridicole
proteste di Marchionne.
Intendiamoci: a saperle leggere,
le notizie ci sono tutte e sono ineccepibili;
ma i commenti sembrano scritti da giornalisti
ubriachi. E dettati da gente
che era andata per suonarle
e se ne tornò più che suonata.
Ma procediamo con ordine. E
diamo il doveroso riconoscimento
al Governo italiano e ai Sindacati
italiani. La FIAT rappresenta
qualcosa per lItalia e
per le maestranze italiane.
Eppure
. Eppure, in queste
circostanze, la FIAT se nè
andata in giro da sola, così come si conviene ad un gruppo
privato. E, malgrado
la Repubblica Italiana abbia
versato tanti soldi per sostenerla,
malgrado le maestranze italiane
abbiano pagato con minori stipendi
la competività della
FIAT sui mercati internazionali,
chi ha deciso meno di tutti,
in questa sarabanda di alleanze
andate in porto o fallite, sono
stati i politici e i sindacalisti
italiani. Più che giusto.
Gli Agnelli, in questo dopoguerra,
nascono americani e poi, con gli Elkann, si fanno giudeoamericani.
E, dunque, la FIAT è
nelle mani di coloro che, nel
1945, ci hanno liberato. Che
bisogno cera del parere
dei politici e dei sindacalisti
italiani, se gli azionisti della
FIAT sono patrioti
giudeoamericani? E
i nostri politici e sindacalisti,
giustamente, non hanno interferito.
Hanno invece interferito i politici
e i sindacalisti canadesi e
statunitensi. Ma anche questo
ha una sua logica: Canadesi
e Statunitensi hanno vinto la
Seconda Guerra Mondiale e, giustamente,
avevano una qualche voce in
capitolo. Hanno interferito,
ed interferito pesantemente,
i politici e i sindacalisti
tedeschi. E la cosa è stata rilevata, con fastidio
e con canzonatura, dalla nostra stampa nazionale (chiarisco: nazionale perché si stampa e si vende in Italya).
Ma anche questo ha una sua logica:
i Tedeschi hanno perso la guerra
e sono stati invasi. Più che giusto che i Tedeschi discutano
dei loro interessi
nazionali nel tentativo
di risalire la china. Cosa di
cui noi Italyani, graziosamente
liberati, non abbiamo bisogno.
***** ***
Grazie agli USA e alla loro allegra finanza siamo in crisi. Con crollo dei
mercati. Nel pieno di questa
crisi crolla il mercato
dellauto. Particolare
curioso: la FIAT vende molto
meno, ma aumenta la sua quota
di mercato in Italia,
in Europa e nel Mondo. Segno
evidente che le automobili FIAT
sono migliori della concorrenza.
E questo grazie allingegno
italiano. Ad essere biecamente
nazionalisti si poteva
andare avanti così, stringendo
i denti ed aspettando che passasse
la nottata. Ma
per fortuna cè Marchionne, il manager
italo/canadese. E
i proprietari della FIAT (gli
Agnelli/Elkann) sono giudeoamericani.
Fu così che partì un piano lungimirante: la FIAT avrebbe reso disponibili
i brevetti che la rendevano
competitiva e, con questi brevetti,
avrebbe comprato quote azionarie
di altre industrie automobilistiche.
SI, gli stabilimenti FIAT
non si sarebbero allargati,
le maestranze non avrebbero
avuto più lavoro ma
.
Ma gli azionisti della FIAT
(gli Agnelli/Elkann) ci avrebbero
guadagnato un sacco. E, poiché costoro sono dei patrioti,
viva la Patria!
E i nostri politici, sindacalisti
e giornalisti ad applaudire.
Fu così che Marchionne
volò a Washington. Dove trovò Obama, il bovero negro che doveva mettere rimedio ai
guasti provocati da Bush, il badrone bianco ispirato
dallo spirito di vino.
E, dopo qualche colloquio, FIAT
celebrò il matrimonio
con Chysler: Canada ed USA mettevano
i soldi per rilanciare la casa
automobilistica in dissesto,
gli operai mettevano quote di
salario ricavandone una quota
azionaria, FIAT metteva i brevetti
(frutto dei soldi dei contribuenti
e degli operai italiani) per
ricavarne una cospicua quota
azionaria per gli Agnelli/Elkann
e
. E tutti vissero
felici e contenti.
*** ***
Ahimè! Il Mondo è
grande, Marchionne è
un grande genio e lo stomaco
degli Agnelli/Elkann non ha
fondo. Fu così che Marchionne
volò a Berlino. Dove
incontrò i Tedeschi ed
alcune difficoltà. La
Germania è un paese strano:
i politici si preoccupano di
come votano gli elettori e gli
operai hanno voce in
capitolo sui destini
delle fabbriche nelle quali
lavorano. Tutte stranezze rilevate
con sarcasmo dai nostri giornalisti:
tutti Patria e Sinagoga i nostri giornalisti.
Come se questo non bastasse,
FIAT dovette competere con uno
strano concorrente: la MAGNA
della quale i nostri bravi giornalisti
ci hanno svelato la inconsistenza.
Ma i Tedeschi sono così crucchi da non tener conto del
sarcasmo del nostro Marchionne,
meno che mai dei commenti ironici
delle nostre brillanti e superstipendiate
penne. A loro parere i progetti
di FIAT e di MAGNA si equivalevano.
FIAT tentò anche la carta
segreta: fece intervenire
il giovane Elkann fornito di
Kippah. Ma la cosa, se fece
un qualche effetto su Frau Merkel,
per via della nonna giudea,
non sortì alcun risultato
sui politici e sui sindacalisti
tedeschi.
Sventuratamente i problemi non
arrivano mai soli. Fu a questo
punto, nel pieno della discussione,
coi Tedeschi riuniti in pompa
magna a fare gli esami a FIAT
e MAGNA che la statunitense
GM e gli USA sferrarono il colpo
di grazia: da giorni
si diceva che i Tedeschi avrebbero
investito nelloperazione
1,5 miliardi di Euro, quando
GM e USA chiesero un versamento
di altri 300 milioni di Euro.
Sospendo la narrazione per lanciare
un peana alla nostra superiorità intellettuale e morale. Fossimo
stati in Italya la cosa sarebbe
passata inosservata. Anche per
un riguardo agli USA e alla
Kippah di Elkann. I Tedeschi,
invece, la presero male e minacciarono
non solo lagnanze sul piano
economico ma perfino politico.
A riprova di quanto i Tedeschi
sono meschini e taccagni nello
spendere i soldi dei contribuenti.
Che poteva fare Marchionne se
non esprimere tutto il suo sdegno
e il suo disgusto? E difatti
si ritirò dalle trattative
parlando di soap
opera in salsa brasiliana.
Ma, poiché anche lui
è un Italyano
liberato, non protestò contro GM e USA, che a sorpresa
avevano alzato il prezzo, ma
contro i Tedeschi che si erano
irrigiditi. Prova evidentissima
del patriottismo
di Marchionne. Che esprime un
risentimento illogico, ma è coerente nel giusto servizio
verso la Patria. E poi
E poi forse che la Kippah di
Elkann non valeva 300.000 milioni
di Euro? Mah! Questi Tedeschi
sono i soliti.
**** ***
Fu così che MAGNA si
aggiudicò la gara accollandosi
la maggiore somma. Maggiore
somma, ripeto e ribadisco, chiesta
a sorpresa da GM ed USA e rifiutata
dai Tedeschi. Oggi, dunque,
è un florilegio di commenti,
tutti acidi. Segno evidente
di una sconfitta difficile da
digerire.
In presenza dellacquazzone,
Wolf, commentatore del Finantial
Time ammette sconsolato: Non riesco a capire (1).
Danilo Taino ha capito tutto
e ci spiega i vari passaggi
(2). Solo che le notizie vanno in una direzione, ma i commenti vanno dalla parte opposta. Chiarisce
tutto rivelandoci i retroscena
geostrategici: hanno vinto
la Germania e la Russia, che
hanno trovato unintesa;
ha perso il partito giudeoamericano (3).
Raffaella Polato ci narra della ira funesta
di Marchionne. Funesta e strana
perché non indirizzata
contro GM ed USA, ma contro
i Tedeschi (4). Ma il poveretto
va capito: credeva di essere
ancora al 10 maggio 1945.
E non sa capacitarsi che si
trovava a vivere una brutta
giornata nel 29 maggio 2009.
Un giorno che passerà alla storia.
****************
(1) Wolf:
ha prevalso la logica politica,
arretra lindustria in Corriere della Sera del 30 maggio 2009, pagina 2;
(2) OPEL, sì di Berlino. GM tratta con MAGNA in Corriere della Sera del 30 maggio 2009, pagina 2;
(3) Il patto del
gas tra Germania e Russia in Corriere della Sera del 30 maggio 2009, pagina 2;
(4) Marchionne accusa:
una soap opera in Corriere della Sera del 30 maggio 2009, pagina 3. |