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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Antonino Amato

Barack Obama, il “bovero negro ammaestrado”, si fa “umile” a Riad, “modesto” al Cairo e “arrogante” in Europa

06.06.09 - Confesso: sono “fascista”. E fascista “non pentito”. Eppure..... Eppure mai avrei scritto sul mio giornalaccio (“CIAOEUROPA”) le cose che ho letto sul “Corriere della Sera” del 6 giugno 2009. E se lo dicono loro.... Ma procediamo con ordine.

Obama vola a Riad in visita al Re dell’Arabia Saudita. Poi vola al Cairo, s’incontra con Mubaraq (il “Faraone d’Egitto”) e tiene un “alato discorso” all’Università Al Azhar. A dire dei commentatori, lancia un “appello tutto zucchero e miele” agli Arabi Mussulmani. Sarà. A me pare, invece, che, nel discorso di Obama, ci sia molto “veleno” e poco “zucchero e miele”. E ve ne spiego il perché. Dice Obama: “io sono amico degli Arabi/Mussulmani ma devo combattere i terroristi”. Discorso ineccepibile.

Io non nego che in giro ci siano dei “pazzi”, dei “fanatici” e dei “terroristi”. Ci sono e li si deve fermare con qualsiasi mezzo. Per fortuna sono pochi. Ma, se gli USA invadono l’Afganistan e l’Iraq, se gli Ebrei/Israeliani invadono la Palestina, i terroristi diventano molti. E allora nasce un nodo inestricabile di “azioni” e “reazioni” che rischia di non finire mai. E dire.... E dire che gli USA hanno già sperimentato il modo di “sconfiggere il terrorismo”: andarsene.

Successe in Vietnam: c’erano i soldati yankees e pullulavano i “guerriglieri vietcong”. Poi gli Americani se ne andarono con la coda tra le gambe e i guerriglieri si fecero contadini. Sono cose sapute e risapute. Ma, evidentemente, gli USA hanno mire ben precise sui territori invasi. E tutta questa manfrina serve a tenersi buoni i “sunniti” per dare addosso agli Iraniani che sono “sciti”. Ma, su queste cose, seguiremo il corso degli eventi.

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Poi Obama vola a Berlino”, direte voi. Nossignore: Obama va a Buchenwald, tira dal taschino Elie Wiesel (il cantore della “Shoah”) e costringe Angela Merkel a raggiungerlo e a sorbirsi l’ennesima manifestazione in ricordo degli “orrori perpetrati dai Tedeschi” (1).

Normali cortesie diplomatiche”, direte voi. Nossignore: Danilo Taino, dotato di un ottimo naso per fiutare l’aria, ci spiega: “Dietro le Jazz Band e i gospel, freddo. Il breve viaggio di Barack Obama in Germania, ieri, è un punto basso nelle relazioni tra Washington e Berlino” (2). Che spiega: troppo contenzioso tra i due: le critiche per la crisi finanziaria, il rifiuto di dispiegare i soldati tedeschi nel sud dell’Afganistan, il rifiuto di prendersi alcuni dei prigionieri di Guantanamo (2).

Non poteva saltare la Germania?”, direste voi. Nossignore: Obama ha preferito andare in Germania e costringere la Merkel ad andare in pellegrinaggio a Buchenwald, tanto per rammentare ai Tedeschi le loro “colpe imperdonabili”. Avete da ridire?

A Parigi, invece....”, direte voi. Si, Obama è andato a Parigi ma.... Ma ha declinato l’invito a cena di Sarkozy (3). Bisogna capirlo: i 2 (due) negretti hanno preferito cenare da soli, come 2 (due) innamorati. Obama e Sarkozy si incontreranno giusto per “commemorare lo sbarco in Normandia”. Poi il Presidente Obama volerà a Washington. Anche Sarkozy paga per le critiche rivolte alla “rapace finanza americana”.

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Tutto qui?”, direte voi. Potrei rispondervi: “Non vi basta”? Ma c’è anche altro. Tutti credevamo finita la “soap opera alla brasiliana” della OPEL. E invece no. Perché, all’ultimo minuto, GM ha chiesto 300 milioni di Euro. Ed oggi chiede 6,5 miliardi di Euro per royalyies e 4,5 miliardi di Euro per oneri pensionistici (4). A giustificazione ci fornisce una confusa spiegazione Bianca Carretto (4).

Insomma: sia “liberazione”, sia “Shoah”, sia “finanza allegra”, sia GM, pare che ai Tedeschi e agli Europei tocchi pagare. E agli Yankees incassare. Ma voi rassicuratevi: pare che Marchionne sia pronto a riprendere le trattative sulla OPEL (5). Del resto il giovane Elkann, nel congedarsi, lasciò la kippah sul tavolo della Merkel. E la kippah, di questi tempi, è miracolosa.

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(1) “Obama visita Buchenwald” in “Corriere della Sera” del 6 giugno 2009, pagina 14;
(2) “Ma con la Merkel è grande freddo” in “Corriere della Sera” del 6 giugno 2009, pagina 14;
(3) “Cena romantica con la moglie. Barack snobba Sarko e Carla” in “Corriere della Sera” del 6 giugno 2009, pagina 15;
(4) “GM prepara per MAGNA il conto del copyright” in “Corriere della Sera” del 6 giugno 2009, pagina 30;
(5) “Pronti su OPEL se Berlino chiama” in “Corriere della Sera” del 6 giugno 2009, pagina 30.


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