A
guardare dal buco delle serratura.....
02.09.2009
- Da mesi apro i giornali
e faccio spallucce alle notizie
dei peccatacci di Berlusconi. E penso con
disprezzo a tutti quei giornalisti
e politici che su queste cose
ci hanno imbastito delle crociate
moralizzatrici.
Dicendomi: Sono
a corto di argomenti.
Poi ho letto del fattaccio:
Vittorio Feltri, direttore
de Il Giornale,
ha allungato la manaccia toccando
il culo di Dino Boffo, direttore
dello Avvenire,
svelandone il peccatuccio.
E allora mi tocca notare che
le giaculatorie si sono invertite.
E che coloro che trovavano normale che il fotografo Zappadu stesse
3 anni appollaiato su un albero
per rubare delle fotografie
dalla villa di Berlusconi;
coloro che trovavano decente che una signora si recasse dal Premier armata
di telefonino per documentare
gli incontri; gridano allo
scandalo per il fatto che
si sveli qualche altarino
di Boffo, assiduo frequentatore
di sacrestie.
Io,
per me, resto fermo allantico
insegnamento: Chi è senza peccato scagli
la prima pietra.
E a questo mi attengo, rifiutando
di allinearmi dietro certi moralizzatori che agitano la morale come
un randello. Ma mi tocca notare
che il Gruppo Editoriale la
Repubblica/Espresso,
proprietario il giudeo De
Benedetti, su cui scrivono
tanti mangiapreti, lanciava
appelli al mondo
cattolico perché prendesse posizione sui peccatacci
di Berlusconi. E che taluni
sventurati risposero,
per dirla con il Manzoni.
Le giaculatorie cambiarono
quando la manaccia di Feltri
si posò sul culo di
Boffo. E qui intervennero
tanti Santi Padri
a gridare allo scandalo e
alla vergogna. Io concordo
con i loro discorsi. Solo
mi chiedo perché i
Santi Padri non sono intervenuti
prima. Mah! Misteri della
fede.
Boffo,
da parte sua, si arrocca:
presenta le dimissioni e se
le fa respingere (1). Poi
narra una favola
lacrimevole e lacrimosa tentando di addossare il fattaccio ad un poveretto morto (2).
Ma, sapendo leggere e scrivere,
fa chiedere al suo avvocato
che gli atti vengano segretati
(3). Mah! Io non so se Boffo
è gay oppure no e confesso che la
cosa mi lascia indifferente.
Ma do per certo che, quanto
ad orgoglio,
Boffo ne è sprovvisto,
da assiduo frequentatore di
sacrestie.
Potrei
chiuderla qui. Solo che due
illustri opinionisti, su queste
cose, incrociano le penne.
Vittorio Messori, canta messa
e, tra una riga e laltra,
accenna a poca
prudenza dei
Santi Padri che tenevano Boffo
a quel posto, esponendo le
Gerarchie (4). Alberto Melloni,
invece, parla di imboscate
verso candide
vestali (5).
Mah! E ci sprecano pure una
pagina su queste dotte
argomentazioni!
E
dire che Fanfani consigliava: Chi la fa, la
copra e che,
nella mia Sicilia, lantico
saggio afferma: Cu
futti futti, Dio pirduna a
tutti.
E allora di cosa stanno cianciando
Lor Signori?
**********************
(1)
Boffo, viaggio
a Roma per dimettersi
in Corriere della
Sera del 2 settembre
2009, pagina 3;
(2)
Quelle telefonate
dal cellulare del direttore
in Corriere della
sera del 2 settembre
2009, pagina 3;
(3)
Il GIP blinda
le carte del processo
in Corriere della
sera del 2 settembre
2009, pagina 2;
(4)
La prudenza mancata
e le conseguenze di un danno
enorme in Corriere
della Sera del 2
settembre 2009, pagina 4;
(5)
Un malessere profondo
e il doppio allarme su moralità
e Lega in Corriere
della Sera del 2
settembre 2009, pagina 4.