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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

E Salomé disse a Berlusconi: “Dammi la testa di Fini su un vassoio d’argento”. Il tetrarca rispose: “Ti darò la testa di Fini, se tu mi perdonerai di avere colpito ed affondato Boffo

08.09.09 - Leggo che autorevoli commentatori (giornalisti e politici) anticipano il “dopo Berlusconi”. Qualcuno, in vena d’esibizionismo culturale, parla di “declino dell’Impero d’Oriente”. Sarà. Anche perché Berlusconi è andata proprio a cercarsela: troppi festini e troppe veline. Cosa che ha suscitato lo sdegno di Carlo De Benedetti: il brav’uomo, tutto intento a contare i quattrini, era indignato del modo indecente con cui Berlusconi dilapidava i suoi soldi. E lo fece pesantemente attaccare dai suoi giornali (“la Repubblica” e “l’Espresso”).

A questa campagna rispose Boffo, direttore di “Avvenire”; ma male gliene incolse. Fu aspramente redarguito da Feltri, direttore de “il Giornale” che gli rinfacciò un precedente piuttosto pruriginoso. Finì che, dopo una settimana di tira e molla, Boffo dovette dimettersi. E questo (il virulento attacco di Feltri), a detta di molti commentatori, segnò un vulnus nei rapporti tra Berlusconi e la Chiesa. Come se questo non bastasse, Feltri attacca pesantemente Fini, rinfacciandogli una vita da “acrobata trapezista”. E questo attacco fa insorgere taluni esponenti del PdL provenienti dalla disciolta AN.

Chiarisce Casini: “... qui un giorno si attacca l’Unione europea, il giorno dopo si portano i giornali in tribunale, il terzo ci deliziano con Putin e Gheddafi....” (1). Chiarisce meglio Tarak Ben Ammar, socio di Berlusconi in alcuni media: “Dietro gli attacchi dei giornali inglesi e francesi, io vedo il livore di Londra e Parigi perché l’Italia ha fatto quel che loro non hanno mai avuto il coraggio di fare: riconoscere le colpe del colonialismo e chiedere perdono.... Il presidente algerino Bouteflika: sono trent’anni che aspettiamo un gesto del genere da parte della Francia” (2).

Insomma: Berlusconi si è fatti molti, troppi, nemici.

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Fin qui gli opinionisti concordano. Cominciano, invece, a discordare sugli scenari prossimi venturi. Osserva Massimo Franco: “Lo schema di un Berlusconi solo contro tutti, accreditato dai suoi avversari, è opinabile; e sopratutto non si capisce se lo indebolisca” (3).

Già: sono tutti contro Berlusconi, solo che Berlusconi contrattacca. E se l’avvocato Ghedini (PdL) porta in Tribunale “la Repubblica” e “l’Unità”, che avevano pesantemente dileggiato Berlusconi; il Ministro Tremonti attacca pesantemente le Banche che rappresentano i “poteri forti”. Si metta in conto che Feltri, direttore de “il Giornale”, dopo avere attaccato pesantemente Boffo, direttore di “Avvenire” e quei cattolici che guardano a sinistra; attacca pesantemente Fini che, forte del fatto di essere cofondatore del PdL, tentava di legare a se e alle sue fortune il centrosinistra. Non resta che concludere: Berlusconi ha molti nemici, ma gli stessi sono confusi e sparpagliati.

Resta solo da registrare le anticipazioni. E, mentre Giuseppe Testa anticipa che di questo sconquasso si avvantaggerà Casini (1); Francesco Verderami spiega che è in atto l’eterno duello tra Berlusconi e Fini (4). Conclude Massimo Franco: dando addosso a Fini, si rassicurano le gerarchie vaticane (3).
Mah! Chi vivrà vedrà.

Del resto, Berlusconi, Casini, Fini & Compagnia Brutta, sono tutti figli ed eredi dell’8 settembre 1943. A noi spetta guardare avanti. Guardare oltre questa cronaca melmosa.

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(1) “Delirio PdL, Fini non garantisce ed ecco il partito Bertone/Casini” in “LA SICILIA” dell’8 settembre 2009, pagina 6;

(2) “Francesi ed Inglesi lo odiano per il suo no al colonialismo” in “Corriere della Sera” dell’8 settembre 2009, pagina 5;

(3) “L’ex leader di AN colpito anche per la sua linea sul testamento biologico” in “Corriere della Sera” dell’8 settembre 2009, pagina 8;

(4) “I fondatori del PdL separati in casa” in “Corriere della Sera” dell’8 settembre 2009, pagina 1.