Il
Ministro Tremonti abbaia. Ma
non morde
06.09.09
- Il Presidente Napolitano
dichiara: la crisi non è finita, peserà sul lavoro (1).
A confermare il suo pessimismo,
lallarme dei sindacati
sui licenziamenti nellindustria
privata e le rumorose proteste
dei precari della
scuola che rischiano
il posto di lavoro (2).
Il
Ministro Tremonti dichiara: Le banche non
possono comandare sui governi
e sulla politica (3). E Dario di Vico, nel
commentare la agitazione dei politici francesi, italiani
e tedeschi che vorrebbero
mettere un qualche controllo
politico sulle banche e sulle
loro politiche, accenna ad
un colbertismo
leggero (4).
A
me parte che tutti costoro,
volendo tacitare le rispettive
opinioni pubbliche, rilascino
dichiarazioni di facciata,
senza minimamente incidere
sui problemi veri e reali.
In parole chiare e semplici:
portano il cane a passeggio.
E, difatti.... E difatti in
Italia le azioni della Banca
dItalia erano in mano
alle principali banche che,
ai tempi, erano di diritto
pubblico. Poi una
dissennata politica di dismissioni
cedette le stesse ai privati.
Senza avere laccortezza
di parcheggiare altrove le
azioni della Banca dItalia.
E finita che la Banca
dItalia nominalmente
è Banca dItalia
(= del popolo italiano); ma,
nella realtà, la stessa
è proprietà dei banchieri privati. Con
nefaste conseguenze.
Il
Ministro Tremonti vagheggia
da tempo la nazionalizzazione
di dette azioni, ma.... Ma
si scontra con lopposizione
interessata dei banchieri
e con lopposizione disinteressata
(?!?) di Draghi, governatore
della banca dItalia.
I quali dicono: Si
deve garantire lindipendenza
della Banca dItalia
dai Governi.
Giusto. Ma chi garantisce
la Banca dItalia e gli
Italiani tutti dai banchieri?
La soluzione ci sarebbe. E
risolverebbe tutti i problemi:
fare del governatore della
Banca dItalia un magistrato
della Repubblica.
Eleggendolo con le stesse
modalità con le quali
si elegge il Presidente della
Repubblica.
Solo
che una simile soluzione tornerebbe
gradita agli Italiani ma sgradita
ai banchieri. I quali dicono indipendenza ma intendono gli affaracci
loro. Ragione
per cui il Ministro Tremonti,
consapevole delle difficoltà,
abbaia. Ma si guarda bene
dal mordere. Spetta a noi
sollevare il problema ed indirizzare
lopinione pubblica.
Ma ne siamo consapevoli? Ne
siamo capaci?
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(1)
Napolitano e la
crisi in Corriere
della sera del 6
settembre 2009, pagina 2;
(2)
Precari in costume,
protesta dei prof da Milano
a Palermo in
Corriere della Sera
del 6 settembre 2009, pagina
20;
(3)
Tremonti: no alle
banche troppo grandi
in Corriere della
Sera del 6 settembre
2009, pagina 3;
(4)
Fillon, la ripresa
e i tempi del colbertismo
leggero in Corriere
della Sera del 6
settembre 2009, pagina 2.