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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Maledetti Fascisti

24.09.09 - Pietro Ostellino è un giornalista liberal che scrive sul “Corriere della Sera”, editrice la buona borghesia italyana. E, poiché è “illuminato” Ostellino e sono “illuminati” gli editori del “Corrierone”, succede che l’Italya tutta risplenda anche nel buio della notte.

Ordunque il liberal Ostellino ci illumina su quell’imprenditore di Pordenone che “versa ai propri dipendenti lo stipendio lordo senza le trattenute di legge (contributi INPS, IRPEF ordinaria, addizionale regionale, addizionale comunale)” (1). Niente di straordinario, per carità. Nella mia Sicilia si chiama “lavoro nero”. E, solitamente, il “Corrierone” tuona contro il malcostume che imperversa al Sud. E contro tutte le mafie che spadroneggiano in quelle sfortunate regioni.

Il caso dell’imprenditore, a dire di Ostellino, è diverso. Perché, sostiene Ostellino, “il quadro normativo in materia risale ad una legge fascista del 1935 istitutiva dell’Ente previdenziale” (1). Inutile dire che, trattandosi di una legge fascista, questa viola 111 principi della Costituzione e delle leggi ordinarie. Su queste violazioni Ostellino svolazza come un corvo; ma io, essendo un becero fascista, non lo seguo. Mi limito ad obiettare: le leggi si varano a beneficio degli uomini e delle comunità oppure sono gli uomini e le comunità che nascono e vivono per ingrassare i “rapaci della Terra” e loro cantori liberal? Fate vobis. Io mi limito a rammentarvi un vecchissimo articolo del Bieco Tiranno: “Stato, Antistato e Gerarchia”. Volendo significare che i “cittadini in armi” hanno imperio sulle leggi, non i gazzettieri stipendiati dall’Alta Finanza cosmopolita.

A sciogliere qualsiasi dubbio provvede lo stesso Ostellino: “gli uomini di governo sono riusciti a imporre il concetto bismackiano di sicurezza sociale” (1). Insomma: dobbiamo smantellare la legislazione sociale. Non solo quella introdotta dal Fascismo, ma anche quella introdotta da Bismack. Così facendo, torneremo alla “società perfetta” quando pochi pescecani s’ingrassavano sul lavoro dei molti. Sfruttati fin da bambini e gettati nella miseria da vecchi. Così facendo somiglieremo sempre di più agli Americani, senza pensioni e senza assistenza sanitaria.

Solo che, per realizzare questo paradiso in Terra, bisogna importare alcuni milioni di stranieri a fare da schiavi ai nuovi “padroni delle ferriere”. E ridurre i cittadini italiani a stranieri in casa propria. Onde evitare che gli Italyani si ribellino e tornino ad issare Forche e Ghigliottine nelle piazze italiane. Per farci cosa? Indovina liberal citrullo.

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(1) “L’imprenditore di Pordenone” in “Corriere della Sera” del 24 settembre 2009, pagina 1.