Maledetti
Fascisti
24.09.09
- Pietro Ostellino è un giornalista liberal che
scrive sul Corriere
della Sera, editrice
la buona borghesia italyana.
E, poiché è illuminato Ostellino e sono illuminati gli editori del Corrierone,
succede che lItalya
tutta risplenda anche nel
buio della notte.
Ordunque
il liberal Ostellino ci illumina
su quellimprenditore
di Pordenone che versa
ai propri dipendenti lo stipendio
lordo senza le trattenute
di legge (contributi INPS,
IRPEF ordinaria, addizionale
regionale, addizionale comunale)
(1). Niente di straordinario,
per carità. Nella mia
Sicilia si chiama lavoro
nero. E, solitamente,
il Corrierone tuona contro il malcostume
che imperversa al Sud. E contro
tutte le mafie che spadroneggiano
in quelle sfortunate regioni.
Il
caso dellimprenditore,
a dire di Ostellino, è
diverso. Perché, sostiene
Ostellino, il
quadro normativo in materia
risale ad una legge fascista
del 1935 istitutiva dellEnte
previdenziale
(1). Inutile dire che, trattandosi
di una legge fascista, questa
viola 111 principi della Costituzione
e delle leggi ordinarie. Su
queste violazioni Ostellino
svolazza come un corvo; ma
io, essendo un becero fascista,
non lo seguo. Mi limito ad
obiettare: le leggi si varano
a beneficio degli uomini e
delle comunità oppure
sono gli uomini e le comunità che nascono e vivono per ingrassare
i rapaci della Terra e loro cantori liberal? Fate
vobis. Io mi limito a rammentarvi
un vecchissimo articolo del
Bieco Tiranno: Stato,
Antistato e Gerarchia.
Volendo significare che i cittadini in armi
hanno imperio sulle leggi,
non i gazzettieri stipendiati
dallAlta Finanza cosmopolita.
A
sciogliere qualsiasi dubbio
provvede lo stesso Ostellino: gli uomini di
governo sono riusciti a imporre
il concetto bismackiano di
sicurezza sociale (1). Insomma: dobbiamo
smantellare la legislazione
sociale. Non solo quella introdotta
dal Fascismo, ma anche quella
introdotta da Bismack. Così facendo, torneremo alla società perfetta quando
pochi pescecani singrassavano
sul lavoro dei molti. Sfruttati
fin da bambini e gettati nella
miseria da vecchi. Così
facendo somiglieremo sempre
di più agli Americani,
senza pensioni e senza assistenza
sanitaria.
Solo
che, per realizzare questo
paradiso in Terra, bisogna
importare alcuni milioni di
stranieri a fare da schiavi
ai nuovi padroni
delle ferriere.
E ridurre i cittadini italiani
a stranieri in casa propria.
Onde evitare che gli Italyani
si ribellino e tornino ad
issare Forche e Ghigliottine
nelle piazze italiane. Per
farci cosa? Indovina liberal
citrullo.
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(1) Limprenditore
di Pordenone
in Corriere della
Sera del 24 settembre
2009, pagina 1.