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Vangelo, riveduto e scorretto
E
Gesù disse: Date
alla Chiesa quello che è
di Dio e a Giuda quello che
è di Cesare
25.09.09
- Leggo il Corriere
(1) e mi sovvengo delle mie
giovanili letture dei Vangeli
e degli Atti degli Apostoli.
Evidentemente, nei Sacri Palazzi,
devono avervi apportato mutamenti
tali da renderli irriconoscibili.
Io rammentavo che Gesù avesse detto: Date
a Dio quello che è
di Dio e a Cesare quello che
è di Cesare.
Volendo significare che si
deve tener conto di una certa
discrasia tra lamore
di Dio e la vita reale degli
uomini. Oggi mi
tocca notare che, di questa
necessaria discrasia, la Chiesa
si serve come di un istrumentum
Regni e per fare
della volgarissima politica.
E, poiché laffermazione
è forte, cercherò di svilupparci su un mio ragionamento.
Il
fatto. Larcivescovo
Antonio Maria Vegliò,
presidente del consiglio
pontificio per i migranti
e gli itineranti,
rilascia certe dichiarazioni
critiche sullaccoglienza
che la Repubblica Italiana
riserba agli immigrati. Calderoli
(Lega Nord) risponde che le
parole di Vegliò non
sono quelle del Vaticano.
Oggi lOsservatore
Romano pubblica
una intervista nella quale
Monsignor Vegliò ribadisce
le sue posizioni e chiarisce
che le sue parole rispecchiano
la posizione della Santa Sede
(1).
Osservazioni. Niente da eccepire sul fatto
che Monsignor Vegliò
parla a nome della Santa Sede.
Ma mi tocca osservare che
le parole del Vegliò e della Santa Sede sono dissennate,
contrarie ad ogni norma di
buonsenso. E difatti nessuno
si sogna di contestare laccoglienza
che si deve ad un qualche
singolo oppure ad alcuni singoli.
Il problema nasce, invece,
quando alla frontiere della
Repubblica si presentano e
premono milioni di
singoli. Nel Vangelo
si predica: Quello
che avanza datelo ai poveri.
Non sta scritto: Togliete
il pane di bocca ai vostri
figli per darlo ad altri.
E si deve pur convenire, quale
che sia la fede che anima
i singoli, che Santa Romana
Chiesa è tutta presa
dal desiderio di ammassare
nei forzieri vaticani enormi
ricchezze e, contestualmente,
predica a noi Italyani una carità spinta
fino al martirio
Io
non so, ma a me pare che a
molti chierici di Santa Romana
Chiesa si attagli lepiteto
di Gesù: Scribi
e Farisei. A
confermarlo aiutano le parole
del Vegliò (e della
Santa Sede) che Spiega
che lEuropa presenta
già un volto multietnico,
multireligioso e multiculturale
e che Negare la
metaformosi che sta avvenendo
a livello internazionale non
solo è unassurdità
ma è anche una scelta
pericolosa e irresponsabile (1). E difatti....
E difatti vero è che
San Paolo predicava che agli
occhi di Cristo non cè
ebreo, non cè
greco e non cè romano. Ma San
Paolo, così predicando,
delineava la Chiesa come cattolica.
Non imponeva certo agli altri
di fondersi in un miscuglio
caotico. E, quando nel Medio
Evo nacque quel tipo di civiltà che tanti chiamarono Civitas
christiana, si riconobbe
a tutte le nazioni pari dignità,
non si predicò e non
si favorì la mescolanza.
Conclusioni.
A parte queste ovvie osservazioni,
mi tocca notare che Santa
Romana Chiesa applica molti
pesi e molte misure. Al punto
da potersi sostenere che pratica
la politica dellimbroglio.
E difatti predica continuamente
a noi Italyani di tenere
aperte le frontiere a beneficio
degli stranieri in entrata ma non fiata sul fatto che Israele tiene
aperte le frontiere per luscita
dei Palestinesi dalla Palestina.
Così come non fiata
per il fatto che i leaders
israeliani rivendicano che Israele deve essere
giudaico. Anzi
arriva al punto, nellamministrazione
delle sue pecorelle, da porsi
il problema di non suscitare
reazioni tra gli Ebrei. E
ribadisce dieci, cento e mille
volte che il Papa, nellaccogliere
la Confraternita Sacerdotale
San Pio X, non era stato informato
delle dichiarazioni negazioniste
di Williamson (2).
Insomma:
continue recriminazioni
su noi Italyani, ma coda tra
le gambe e lingua a penzoloni
verso gli Ebrei. Colpa
dei chierici?
NO: merito degli Ebrei
che da 5.000 anni tengono
fermo sul loro Dio
nazionale Jahvé e demerito nostro che ci siamo
scordati dei nostri Dei
nazionali. Amen.
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(1)
La Chiesa su immigrati
e rifugiati: assurdo negare
la società multietnica
in Corriere della
Sera del 25 settembre
2009, pagina 12;
(2)
Williamson, la
Santa Sede non sapeva nulla
in Corriere della
Sera del 24 settembre
2009, pagina 16.