Salus
Rei Publicae:
vista da Rosy Bindi e da Vittorio
Grevi
10.09.09
- Rosy Bindi, intervenuta
a Porta a Porta per commentare le polemiche
nate dopo la bocciatura del lodo Alfano,
si è vista apostrofare
da Berlusconi come più bella che intelligente.
E in tanti a tifare per la Rosy nazionale e a condannare la battuta
da bar sport del Cavaliere (1). Sarebbe
un intermezzo comico se gli
stessi medesimi concetti,
della parlamentare del PD,
non venissero ripresi da Vittorio
Grevi, che io, se avessi voce
in capitolo, definirei più intelligente che bello.
Vogliamo parlarne assieme?
Scrive
Vittorio Grevi: Una
sentenza che è stata
accolta con rispetto dal presidente
Napolitano, il quale, per
contro, si è visto
rivolgere da Berlusconi laddebito
di non essere intervenuto
sulla Corte costituzionale
per orientarne la decisione
in senso favorevole al Lodo
Alfano, esercitando la sua
notoria influenza sui giudici
di nomina presidenziale. Ciò
che in sostanza Berlusconi
addebita a Napolitano è
di non aver commesso unillecita
interferenza sul funzionamento
interno di un organo di garanzia,
qual è la Corte costituzionale.
Ma questa non è una
filosofia appropriata in uno
stato liberale di diritto (2).
Non
si poteva dir meglio, ma non
si poteva mentire con maggiore
spudoratezza. E, difatti....
E difatti a me è capitato
di leggere cento volte che,
in mille occasioni, il Presidente
ha esercitato la sua moral
suasion sia
nei confronti dei politici
che dei magistrati. E che
nessuno se ne è scandalizzato.
Evidentemente tutti abbiamo
chiara la differenza tra linterferenza e la moral suasion.
Salvo che in questa circostanza.
Nella quale, a parere della
Bindi e di Grevi, è
normale che la Corte, nel
2004, abbia scritto una cosa
e, nel 2009, abbia scritto
cosa diversa. Ed è altrettanto normale sostenere
che, se Napolitano avesse
fatto presente ai Giudici
della Corte che una bocciatura
del Lodo Alfano avrebbe creato
dei problemi ad un ordinato
svolgimento della vita pubblica,
questo avvertimento sarebbe
stato interferenza.
Io
non so dirvi se la Bindi e
Grevi sono oppure non sono belli ed intelligenti.
Affermo però che costoro
fingono di essere Alice
nel Paese delle Meraviglie.
E delineano uno Stato
liberale nel quale
i massimi organi costituzionali
non colloquiano.
Perché il colloquio sarebbe interferenza.
Pare che nella loro concezione
di Stato liberale gli unici abilitati ad interferire
sono gli Ambasciatori degli
USA e di Israele. E, magari,
i loro servizi segreti. Mah!
*********
Datemi
pure dello arcaico,
ma io rammento che, nellantica
Roma, le autorità erano tutte magistrature
della Repubblica:
lo erano i Consoli (che amministravano
la cosa pubblica), lo era
il Pretore (che amministrava
la giustizia), lo era perfino
il Pontefice Massimo (che
amministrava i riti religiosi).
Oggi invece Rosy Bindi e Vittorio
Grevi ci delineano uno stato
liberale e delle
leggi astratte. Come se il
tutto (Stato e Leggi) non
dovesse servire alla Res
Publica e ai suoi
cittadini. Ma il tutto fosse
stato preordinato....a beneficio
di chi sanno loro.
Datemi
pure del nostalgico.
Ma io rammento che tra il
25 luglio 1943 e l8
settembre 1943 nessuno si
ribellò contro il Re
che aveva fatto arrestare
Mussolini e chiamato Badoglio
a presiedere il Governo. La
ribellione nacque e si sviluppò
a seguito dello sconcio armistizio
annunciato l8 settembre
1943. Segno evidente che,
in quei tempi, si pensava
che la Salus Rei
Publicae dovesse
prevalere sulle opinioni e
sugli interessi dei singoli.
Poi abbiamo subito la guerra
perduta e la liberazione.
Ed oggi ci tocca subirci le
disquisizioni di Rosy Bindi
e di Vittorio Grevi. I quali
concepiscono gli organi costituzionali
di questa Repubblica come
delle icone ieratiche,
come dei santi in tabernacolo,
come dei burattini appesi
nello sgabuzzino che
non colloquiano tra
di loro. Ma aspettano
tutti che il prete li spolveri
e li porti in processione
o che il puparo li tiri fuori
a recitare la parte loro assegnata.
Posso
dissentire? Oh tempora! Oh
mores!
**************************
(1)
La Bindi e lironia
del premier sulla sua bellezza.
Una telefonata dal Colle e
tremila email
in Corriere della
Sera del 9 ottobre
2009, pagina 5;
(2)
Costituzionalità,
il Colle e la scelta del 2004
in Corriere della
Sera del 9 ottobre
2009, pagina 6.