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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Le “ragioni” e i “torti”

24.10.09 - I giornali comunicano: “abbondanti nevicate” in Russia, “tempesta politica” in Italya. Ma procediamo con ordine, saltando a piè pari le notizie dei giornali.

In questa “tempesta in un bicchiere d’acqua” hanno ragioni da vendere Santa Romana Chiesa, Montezemolo, Draghi e le sinistre che, da tempo, predicano: “Diamo di più ai poveri”. E, per rafforzare il concetto, aggiungono: “Accogliamo gli stranieri”.

E non venite a dirmi: “Come fanno a denunciare la galoppante disoccupazione che minaccia gli Italiani se, contestualmente, invocano l’afflusso massiccio degli stranieri?”. Dimostrereste che non capite niente di “economia illuminata e rapace”, che macina “utili” importando “schiavi” sottopagati; non capite niente del disinteresse dei banchieri, pronti a prestare soldi allo Stato per soccorrere i tanti “bisognosi” (italiani e stranieri); che non capite niente di “carità cristiana” e di “umanitarismo”. E che soffrite di “razzismo” e, forse, coltivate anche qualche punta di “antisemitismo”.

Aggiungete che tutti costoro sono anche dei “patrioti”. E, dunque, insistono perché si abbassino le tasse per “aiutare le nostre aziende ad esportare”. Se poi alcune delle nostre aziende prendono i soldi dei contribuenti ed esportano gli stabilimenti all’estero chiudendo in Italya che volete farci? E’ il mercato. Volete forse tornare alla “autarchia” di nefasta memoria? Meglio chiudere lo stabilimento FIAT di Termini Imerese, meglio minacciare la chiusura dello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco e consolarci con il fatto che gli stabilimenti FIAT della Polonia producono a pieno ritmo. Siamo o non siamo internazionali?

Alle ottime ragioni dei “sinistri” si associano le ottime ragioni dei “destri”: tutti a chiedere soldi a Tremonti. Sia per “aiutare la povera gente che soffre la disoccupazione” sia per “aiutare le nostre aziende a tenere il passo”. I soldi?
I soldi si trovano quando si vuole. Del resto i banchieri sono disposti a prestarcene dietro il pagamento degli interessi.

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In questa storia l’unico ad avere torto è Tremonti. Che aveva capito il congegno del “signoraggio”: le Banche stampano soldi in tipografia e sui soldi stampati in tipografia ci fanno pagare gli interessi. Aveva capito il congegno, lo aveva denunciato ma si è ben guardato dal trarne le logiche conseguenze: nazionalizzare le azioni della Banca d’Italia che, per le dissennate svendite dei nostri “banchieri prestati alla politica” erano state cedute ai privati. Senza che alcun magistrato intervenisse. Ma, in queste operazioni di malafinanza, era palese che Berlusconi non c’entrava.

Tremonti non ha affrontato e risolto a tempo debito il “problema signoraggio” ed ora è sotto attacco per l’ennesimo assalto alla diligenza del “debito pubblico”. Debito pubblico che impoverisce gli Italiani ma ingrassa i banchieri.
Colpa di Tremonti? Fuori discussione. Ma colpa, sopratutto di noi Italyani. Cornuti e contenti.