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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Via la “Croce fascista”!

04.11.09- Apprendo con gioia che, finalmente, la Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato l’Italya per il fatto che, nelle aule scolastiche, fa esporre il Crocifisso (1). E non state a meravigliarvi per il mio dire. Perché, dalla mia parte, militano solide ragioni.

Avevo aderito al MSI nel 1955. E trovavo basata su solido buonsenso la formuletta elaborata dal MSI nei confronti del Fascismo: “Né rinnegare né restaurare”. Intendendo che quel fenomeno, che aveva fatto sognare gli Italiani, andava analizzato “senza amore e senza odio”. Ma attenti a rivendicare le cose buone e a condannare le cose cattive. Poi è arrivato Fini che ha definito “il Fascismo Male Assoluto”. E Fini è Presidente della Camera dei deputati ed oggi, 4 novembre 2009, va a commemorare i nostri caduti nella Seconda Guerra Mondiale.

Napolitano, invece, il “Presidente di tutti gli Italyani”, ha definito la Seconda Guerra Mondiale, una “guerra sciagurata”. Ma Napolitano ha anche detto che “l’Italya ha trasferito in Afganistan l’onore e la sicurezza”. Anche Lui, oggi 4 novembre 2009, celebra i caduti in quella guerra sciagurata. Dopo la guerra sciagurata che, fortunatamente, abbiamo perduto, ci hanno imposto la loro libertà. Addossandoci:

1. L’Italya non deve perseguire coloro che, nel corso della guerra, si adoperarono per la vittoria dei nemici (Articolo 16 del Trattato di Pace);

2. L’Italya non consentirà la rinascita, sotto qualsiasi forma, del disciolto Partito Nazionale fascista (Articolo 17 del Trattato di Pace).

In obbedienza alla “Patria novella”, abbiamo varato la Legge Scelba e la Legge Mancino. E ci stiamo adoperando per introdurre altre leggine liberticide che ci impongano l’uguaglianza, formale e sostanziale, degli “Italyani” agli “stranieri” e degli “eterosssuali” agli “omosessuali” (con tanto di matrimoni e di fittizia figliolanza). Mentre i giudei reclamano a gran voce altra leggina per punire con la galera coloro che usano dubitare della “Shoah”. Che, per essere creduta, abbisogna di leggine liberticide.

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In questo contesto, il pronunciamento della Corte di Strasburgo ci sta a pennello. Forse che il Crocefisso negli edifici pubblici non fu introdotto dal “Bieco Tiranno” ai tempi del “Fascismo Male Assoluto”? Forse che qualsiasi richiamo alla nostra “identità” non suona come appello parafascista e pararazzista?

Ormai l’Italya è diventata “terra di nessuno”, meno che mai “Patria degli Italiani”. Ormai siamo multietnici, multiculturali e multireligiosi. E dunque quel pronunciamento ci sta benissimo. E, francamente, non capisco le mille verginelle che, dopo essersi denudate della propria identità, rifiutano di calarsi anche le mutande.

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(1) “Via i Crocefissi” in “Corriere della Sera” del 4 novembre 2009, pagina 2.