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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Se “nonno non vuole” e “nonna nemmeno”....

13.11.09 - Al povero Berlusconi, oggi 12 novembre 2009, nel leggere il “Corriere della Sera”, i “gemelli” si gonfiarono a dismisura. Il nostro aveva scosso la pelata a pagina 1 (Veronica Lario ha formalizzato la richiesta di separazione, accompagnandola da corpose richieste patrimoniali) (1); aveva fatto un gestaccio alle pagine 4 e 5 (le difficoltà a varare un qualche piano per sistemare i suoi affanni giudiziari); ma, giunto a pagina 17, gettò il giornale in aria esclamando: “Ma questi non muoiono mai?”. Poi magari si pentì e si chiese se, perfino lui, non rischiava di diventare “antisemita”.

I fatti sono noti, ma è meglio riassumerli: i socialisti europei indicano all’unanimità Massimo D’Alema alla carica di “Ministro degli Esteri dell’UE” (2). E a Berlusconi non era parso vero d’inserirsi comunicando, urbi et orbi, che “il Governo italiano sostiene la candidatura di D’Alema. Così facendo, Berlusconi credeva di dar prova di “coesione nazionale al di sopra delle risse interne” e, magari, di riscuotere un qualche premio per le sue “aperture”. Solo non aveva calcolato che, in Italya, ci stanno gli Ebrei.

SI, Berlusconi sapeva che “gli Ebrei avevano subito la Shoah”. Ma, su questo lato, Berlusconi aveva svolto una accurata indagine: D’Alema aveva 60 anni, non aveva partecipato alla Seconda Guerra Mondiale, non era stato fascista o nazista e, nel dopoguerra, non era stato neppure neofascista. Anzi... Anzi D’Alema era un “comunista pentito sul muro di Berlino”. Ragione per cui Berlusconi, che combatte i “comunisti” 48 ore su 24, credette di fare un gesto di “generosità”, mostrandosi aperto verso il “comunista pentito”.

Non aveva tenuto conto che “gli Ebrei hanno la Shoah strisciante”. Nel senso che, se la Shoah si realizzò negli anni 1943/45 ad opera dei Nazisti, la Shoah continua. Perché, in Palestina, ci stanno i Palestinesi e perché in Libano ci stanno i Libanesi. Esseri perversi che rifiutano di abbandonare le terre sulle quali vivono da millenni per fare posto agli Ebrei/Israeliani. E quel D’Alema si è permesso di fare “l’equidistante” e non ha preso posizione contro le “giuste pretese” di Israele contro i “propositi criminali” di Palestinesi e Libanesi che, ostinandosi a vivere sulle loro terre, fanno ombra al “Grande Israele”. Ma diamo la parola al “Corriere” (3).

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Il quale “Corriere”, molto pudicamente, scrive di “dubbi delle donne del PdL” e non scrive di “dubbi dei giudei dei due schieramenti”. E difatti a destra tuona la giudea Fiamma Nirenstein (PdL): “Non vedo come D’Alema potrebbe essere il grande, equilibrato mediatore dell’Europa nel conflitto mediorientale” (3). E difatti frigna il giudeo Furio Colombo (PD): “Ho un giudizio vicino a quello di Nirenstein” (3). Gideon Meir, invece, l’ambasciatore israeliano a Roma, dichiara “l’estraneità del suo Paese alle cariche europee” (3). A queste cosucce pensano i giudei italiani del PdL e del PD.

Insomma, se i giovani dei bei tempi andati cantavano “babbo non vuole, mamma nemmeno, come faremo a fare l’amor?”, conviene che Berlusconi e D’Alema cantino “nonno Furio e nonna Fiamma non vogliono, come faremo a fissare un’intesa a favore dell’Italya?”. Già: a “nonno Furio” e a “nonna Fiamma” interessano le sorti d’Israele, non interessano le sorti d’Italia e dell’Europa. Ci godiamo le loro lagne e i loro lamenti da una vita, ci siamo fatti vecchi noi e loro; ma costoro sono sempre lì a piangere sulle loro sventure. E, piangendo, ci ballano sui coglioni.

Certo, fossimo dei “beceri fascisti”, potremmo dire loro di smetterla con le loro lagne. Ma, poiché siamo democratici ed antifascisti, conviene che ci rassegniamo ai loro rimbrotti. Poveri vecchi! Ma non muoiono mai?

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(1) “La scelta di Veronica: arriva in tribunale la causa di separazione” in “Corriere della Sera” del 12 novembre 2009, pagina 1;

(2) “Nomine UE, c’è la data. Sostegno unanime dei socialisti a D’Alema” in “Corriere della Sera” del 12 novembre 2009, pagina 17;

(3) “Sul candidato italiano dubbi dalle donne del PdL” in “Corriere della Sera” del 12 novembre 2009, pagina 17.