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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La “classica tempesta” nel “classico bicchiere d’acqua”

14.11.09 - Tra le leggende di Fantasilandia si narra di quando la Regina chiese allo specchio: “Specchio delle mie brame, dimmi senza inibizioni, vale più il culo di Silvio Berlusconi o la faccia di Gianfranco Fini?”. Lo specchio ci pensò a lungo e poi rispose: “Chi si gioca il culo? E chi la faccia? Io vedo solo culi”. Ovviamente, queste cose strane avvengono solo in Fantasilandia. In Italya le cose, invece, sono chiare. Anzi chiarissime. E non consentono dubbi.

Di questi tempi si fa un gran vociare sul “processo corto”. E si sostiene che la normativa, proposta al Senato della Repubblica, serve a “rendere più celeri i processi”. E giustamente i Magistrati, le sinistre tutte e il solito Di Pietro gridano che, così proponendo, si vogliono “uccidere i processi”, varando una “prescrizione mascherata”. Il tutto nell’interesse di Berlusconi che vedrebbe saltare i processi nei quali figura come imputato.

Particolare curioso: a legislazione vigente, ogni anno 200.000 processi si chiudono “per prescrizione”, perché i Magistrati non ce la fanno a smaltire tutti i processi. Non si capisce dunque la differenza se la prescrizione scatta “di fatto”, come nella legislazione vigente, oppure se la prescrizione scatta “di diritto”, sulla base della legge che si propone. Questo ovviamente agli occhi delle “anime candide”. I più smaliziati vedono la differenza: sono i Magistrati che hanno in mano i processi. E ne fissano le udienze. E dunque, se nella generalità dei casi, fissano le udienze con una cadenza trimestrale, è sufficiente fissare la cadenza ogni due mesi oppure ogni anno per decidere quali processi vanno “accelerati” e quali “ritardati”.

Si dirà: i Magistrati sono “indipendenti” ed esenti da qualsiasi sospetto. Più che vero. Eppure anche in Fantasilandia succede che qualche “Santo” faccia il “Briccone”. In Italya, invece, non è possibile perché, sui Magistrati, vigila il Consiglio Superiore della Magistratura. Vero anche questo. Purtroppo succede che il CSM non funziona, funziona male, funziona in maniera sospetta. Garantendo l’immunità ai molti probi e ai pochi mariuoli.

***

I politici, da parte loro, non sono migliori. Avevano la “immunità” prevista dalla Costituzione, ne fecero un uso pessimo e dovettero abolirla a furor di popolo. Succede, dunque, che i politici sono esposti alle iniziative dei Magistrati. Molti dei quali conducono delle inchieste correttissime, ma.... Ma chi può escludere che una qualche inchiesta non puzzi di politica distorta? Nessuno. Perché i Magistrati hanno un loro giudice particolare, nel quale sono ampiamente rappresentati. E dunque conviene avere “fede”.

Particolare curioso: tutti blaterano di “equilibrio dei poteri”; ma, mentre i Magistrati sono vigilati da CSM, i politici sono esposti ai quattro venti. A 999 inchieste giustissime e a qualche inchiesta politicizzata. E tutti (a destra, al centro e a sinistra) fingono di non vedere il problema e trovarne le soluzioni:

1. Ripristinare l’immunità così come aveva previsto la Costituzione?
2. I membri del CSM, giudice dai Magistrati, eletti dal Parlamento? Tutti si fanno, invece, partigiani di soluzioni pasticciate.

Molti propongono di lasciare le cose come stanno. Segno evidente che la confusione torna loro comoda. Comoda ed utile. Ma anche chi si proclama “riformatore” mostra una grande confusione mentale. A cominciare da Berlusconi. Che manifesta il fine evidente di sfuggire ai processi che lo vedono imputato. Ci ha provato con il “lodo Schifani”, ci ha riprovato con il “lodo Alfano” ma i tentativi si sono infranti davanti ad un muro di gomma. Nella quale gomma Gianfranco Fini ha avuto, e continua ad avere, una partecipazione vistosa.

Grand’uomo Gianfranco Fini. Sempre “avanguardista” lui. Ai tempi c’era da strappare il MSI dalle aspirazioni di Pino Rauti? E chi più fascista di Gianfranco Fini? Poi c’era da entrare nelle stanze della “Italya libbberata”? E chi più antifascista di Gianfranco Fini? Poi c’era da tacitare gli Ebrei? E chi più filogiudeo di Gianfranco Fini? Perfino gli Ebrei fingono di credere alla “conversione” di GianGiuda. Con il seguente ragionamento: “Fintantoché l’asino Fini porterà la biada alla nostra mangiatoia, lo blandiremo; se dovesse mutare propositi, lo bastoneremo”.

Di questi tempi GianGiuda gioca una “partita doppia”: è diventato cofondatore del PdL e, in tale veste, Presidente della Camera dei deputati. Dopodiché....
Dopodiché ha preso a tirare calci a Berlusconi per ingraziarsi i suoi nemici. L’ultima riprova della doppiezza di GianGiuda è la trovatina per salvare Berlusconi dai processi e Fini nel ruolo di “super partes”: una leggina ridicola. Troppo ridicola per passare. Solo che, su quella ridicola leggina, Berlusconi si gioca il culo e Fini si gioca la faccia. Nessuno dei due ha voluto “prendere il toro per le corna”. Ad onor del vero, neppure i loro critici.

Concludo: oggi ci si accapiglia se, in fatto di giustizia, sia meglio la legislazione vigente oppure la proposta “processo breve”. E in tanti si schierano. Spiacente, ma io non credo né ai “giustizialisti” né ai “garantisti”. Anche perché....
Anche perché costoro mica sono Italiani.
E allora che gli Italyoti seppelliscano gli Italyoti. E chi sopravvive spenga la luce.