In
Italya ci sono troppi Giuda.
E neppure un (uno) Gesù
18.11.09
- Napolitano si spiega
e non si spezza. Leggo
che Napolitano dichiara Sono
Presidente di questa Repubblica
parlamentare e certamente
non farò propaganda
per unaltra repubblica
(1) e respiro sollevato. Conferma
questo mio sollievo Virginia
Piccolillo che cinforma
che Napolitano dichiara sotto
la maschera bronzea di Ataturk (1). Ignoro se Ataturk, da
vivo, avesse una maschera e se la maschera fosse bronzea.
Napolitano invece.....
Napolitano
invece difende questa repubblica
parlamentare.
Ma ignora che dessa, da lungo
tempo, ha perduto le mutande.
E in tanti se ne sono approfittati.
E difatti.... E difatti larticolo
1 della Costituzione recita: La sovranità appartiene al popolo, che
la esercita nelle forme e
nei limiti della Costituzione.
Napolitano deve aver dormito
un lungo sonno, un sonno che
dura dal 1993 ai nostri giorni,
per non sapere che svariate
volte la sovranità popolare è stata contraddetta da altri
poteri.
Napolitano
sa che lequilibrio
dei poteri previsto
dalla Costituzione è
stato annichilito con labrogazione
dellarticolo 68 della
Costituzione che recitava: Senza autorizzazione
delle Camere alle quali appartiene,
nessun membro del Parlamento
può essere sottoposto
a procedimento penale.
E non venitemi a dire che,
per decenni, i Signori Parlamentari
avevano trasformato la immunità in impunità.
Vi risponderei: E vero. Ma vi
sottoporrei il fatto che i
Magistrati di questa Repubblica,
tutelati dallarticolo
105 della Costituzione (Spettano
al Consiglio Superiore della
Magistratura, secondo le norme
del procedimento giudiziario,
le assunzioni, le assegnazioni
e i trasferimenti, le promozioni
e i provvedimenti disciplinari
nei confronti dei magistrati)
hanno, anche loro, trasformato
la immunità in impunità.
E difatti sapete dirmi quanti
magistrati sono stati puniti
per provvedimenti illogici
e contrari al buonsenso e
alla terzietà? Nessuno. E nessuno
si sogna di abolire larticolo
105 della Costituzione.
Insomma:
i politici,
eletti dal popolo
sovrano, sono
esposti alle iniziative dei
Magistrati. I Magistrati,
invece, si giudicano da se
stessi. E risultano insindacabili.
Con tutta evidenza il Signor equilibrio dei poteri
è andato a puttane.
Ci sarebbe da convenire che
il problema giustizia esiste. E grava su tutti come
un macigno.
***
NO,
io non mi sogno di sostenere
i garantisti.
Convengo anzi che tra i politici
ci siano alcuni bricconi.
Ma non mi convincono i giustizialisti.
E non mi convinceranno finché non converranno che, per giudicare
qualche magistrato
briccone, ci vuole
un potere terzo.
O escludono che, tra i Magistrati,
possa esserci un qualche briccone
che agita la clava della giustizia
per fini diversi?
Invece,
mi tocca assistere ad uno
stucchevole duello tra garantisti e giustizialisti.
Entrambi privi del buonsenso
di affermare e riconoscere
che le norme 68 e 105 della
Costituzione sono interdipendenti: abolirle entrambe? Tenerle
in piedi entrambe? Non
sta a me dirlo. Succede, invece,
che mentre garantisti e giustizialisti
conducono una sorta di guerra
civile, più o meno
guerreggiata, le anime
belle vanno a caccia
di farfalle sotto lArco
di Tito.
Abbiamo
detto di Napolitano. Che si
fa cantore della democrazia
parlamentare e non
si avvede che gli eletti
dal popolo sovrano
sono alla mercé di
qualsiasi magistrato che si
alzi di malumore. Suscitando
linvidia di Ataturk
che, da morto, sfodera una maschera bronzea.
Mi tocca ora accennare a Gianfranco
Fini. Il quale Fini, dal 1993
al 2009, è stato fedele
e leale alleato
di Berlusconi; conviene che Berlusconi è soggetto ad accanimento giudiziario,
ma.... Ma, quanto alle riforme
sulla giustizia, bisogna
vararle allunanimità.
E, poiché lopposizione
spera di far cadere Berlusconi
per via giudiziaria, niente unanimità e niente intervento
sulla giustizia.
Anzi
il candido Fini
si dà a sostenere che
il politico debba essere al
di sopra di qualsiasi sospetto,
come la moglie di Cesare.
Fini ben sapeva, quando nel
1993, si alleò con
Berlusconi, che la
moglie di Cesare era accusata di essere una mignottona.
E contava di trarre profitto
dalle sue vendute virtù.
Oggi, invece, volta le spalle
alla moglie di Cesare.
E vorrebbe che la trascinassero
in Tribunale. Chissà,
forse spera di attingere alla
borsa di qualche trans
straniero per il
quale chiede la cittadinanza
abbreviata.
Succede
che le acrobazie dialettiche
hanno stancato. E in molti
cominciano a porre degli ultimatum.
Io non sono profeta e non
so come andrà a finire.
Posso solo tessere lelogio
di Napolitano e Fini. Uomini
illuminati: cadono gli Imperi,
ma loro restano sempre in
piedi. Da provetti marinai.