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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

In Italya ci sono troppi “Giuda”. E neppure un (uno) “Gesù

18.11.09 - Napolitano si spiega e non si spezza. Leggo che Napolitano dichiara “Sono Presidente di questa Repubblica parlamentare e certamente non farò propaganda per un’altra repubblica” (1) e respiro sollevato. Conferma questo mio sollievo Virginia Piccolillo che c’informa che Napolitano dichiara “sotto la maschera bronzea di Ataturk” (1). Ignoro se Ataturk, da vivo, avesse una “maschera” e se la maschera fosse “bronzea”. Napolitano invece.....

Napolitano invece difende questa “repubblica parlamentare”. Ma ignora che dessa, da lungo tempo, ha perduto le mutande. E in tanti se ne sono approfittati. E difatti.... E difatti l’articolo 1 della Costituzione recita: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Napolitano deve aver dormito un lungo sonno, un sonno che dura dal 1993 ai nostri giorni, per non sapere che svariate volte la “sovranità popolare” è stata contraddetta da altri poteri.

Napolitano sa che “l’equilibrio dei poteri” previsto dalla Costituzione è stato annichilito con l’abrogazione dell’articolo 68 della Costituzione che recitava: “Senza autorizzazione delle Camere alle quali appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale”. E non venitemi a dire che, per decenni, i Signori Parlamentari avevano trasformato la “immunità” in “impunità”. Vi risponderei: “E’ vero”. Ma vi sottoporrei il fatto che i Magistrati di questa Repubblica, tutelati dall’articolo 105 della Costituzione (“Spettano al Consiglio Superiore della Magistratura, secondo le norme del procedimento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati”) hanno, anche loro, trasformato la “immunità” in “impunità”. E difatti sapete dirmi quanti magistrati sono stati puniti per provvedimenti illogici e contrari al buonsenso e alla “terzietà”? Nessuno. E nessuno si sogna di abolire l’articolo 105 della Costituzione.

Insomma: i “politici”, eletti dal “popolo sovrano”, sono esposti alle iniziative dei Magistrati. I Magistrati, invece, si giudicano da se stessi. E risultano insindacabili. Con tutta evidenza il Signor “equilibrio dei poteri” è andato a puttane. Ci sarebbe da convenire che il “problema giustizia” esiste. E grava su tutti come un macigno.

***

NO, io non mi sogno di sostenere i “garantisti”. Convengo anzi che tra i politici ci siano alcuni “bricconi”. Ma non mi convincono i “giustizialisti”. E non mi convinceranno finché non converranno che, per giudicare qualche “magistrato briccone”, ci vuole un “potere terzo”. O escludono che, tra i Magistrati, possa esserci un qualche briccone che agita la clava della giustizia per fini diversi?

Invece, mi tocca assistere ad uno stucchevole duello tra “garantisti” e “giustizialisti”. Entrambi privi del buonsenso di affermare e riconoscere che le norme 68 e 105 della Costituzione sono interdipendenti: abolirle entrambe? Tenerle in piedi entrambe? Non sta a me dirlo. Succede, invece, che mentre “garantisti” e “giustizialisti” conducono una sorta di guerra civile, più o meno guerreggiata, le “anime belle” vanno a caccia di farfalle sotto l’Arco di Tito.

Abbiamo detto di Napolitano. Che si fa cantore della “democrazia parlamentare” e non si avvede che gli “eletti dal popolo sovrano” sono alla mercé di qualsiasi magistrato che si alzi di malumore. Suscitando l’invidia di Ataturk che, da morto, sfodera una “maschera bronzea”. Mi tocca ora accennare a Gianfranco Fini. Il quale Fini, dal 1993 al 2009, è stato “fedele e leale” alleato di Berlusconi; conviene che “Berlusconi è soggetto ad accanimento giudiziario”, ma.... Ma, quanto alle riforme sulla giustizia, “bisogna vararle all’unanimità”. E, poiché l’opposizione spera di far cadere Berlusconi per via giudiziaria, niente “unanimità” e “niente intervento sulla giustizia”.

Anzi il “candido Fini” si dà a sostenere che il politico debba essere “al di sopra di qualsiasi sospetto, come la moglie di Cesare”. Fini ben sapeva, quando nel 1993, si alleò con Berlusconi, che “la moglie di Cesare” era accusata di essere una “mignottona”. E contava di trarre profitto dalle sue vendute virtù. Oggi, invece, volta le spalle alla “moglie di Cesare”. E vorrebbe che la trascinassero in Tribunale. Chissà, forse spera di attingere alla borsa di qualche “trans straniero” per il quale chiede la “cittadinanza abbreviata”.

Succede che le acrobazie dialettiche hanno stancato. E in molti cominciano a porre degli “ultimatum”. Io non sono profeta e non so come andrà a finire. Posso solo tessere l’elogio di Napolitano e Fini. Uomini illuminati: cadono gli Imperi, ma loro restano sempre in piedi. Da provetti marinai.



 
 

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